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...la schiavitù dei sensi porta alla confusione...
Il pensiero conduce a Dio... Dio mi ha donato il pensiero per poterlo raggiungere...
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“LA CROCE”: EMBLEMA CHE INTERROGA E… SCONVOLGE!
Non si vuole più sentir parlare di croce!
Il Crocifisso, solo a vederlo da fastidio… sconvolge!
Bisogna toglierlo! Un muro bianco è più… rilassante…
E’ un po’ il clima che viviamo e che, come cristiani, siamo chiamati a “gestire”.
Ma la Croce che cos’è? O meglio dovremmo chiederci:
Si, perché si sa che una persona normale, non ama il dolore e la sofferenza che la croce mette a nudo. E, grazie a Dio, è ancora un sintomo di salute (perlomeno mentale).
Ma… se proviamo a penetrare un po’ più in profondità (sotto la pelle della superficialità), forse ci accorgiamo che è impossibile per l’uomo (qualsiasi uomo o donna), non fare, prima o poi, i conti con la Croce. Nel senso che è impossibile sfuggire a quegli aspetti della sofferenza che rendono l’uomo fragile, debole e bisognoso.
Vorrei non essere banale dicendo:
“La Croce ci chiede di essere accettata”.
Se vi sembra troppo, pensate che sopra c’è sempre Gesù, nostro Dio e Salvatore. Ma, quello che è più interessante è che, la frase sopra, per quanto vi sembri forte, ha del vero anche al di fuori della fede (qualunque essa sia). Vediamo il perché…
Non è che adesso vi svelo improvvisamente “il mistero del male, della sofferenza e della morte”. Tranquilli! E’ e resta “un mistero”, che innumerevoli grandi pensatori della Storia non sono riusciti a penetrare. Ma molto più semplicemente vorrei dire basandomi soprattutto sulla mia esperienza personale, ho scoperto che se qualcuno mi procura una sofferenza, mi fa del male o un torto, (e vale anche per quando incolpiamo Dio…), ho davanti due strade:
1) Restituire quel male (magari con gli interessi), e ingigantire così una catena di male e sofferenza che chissà per quanto continuerà e quante persone farà soffrire.
2) Perdonare per il male ricevuto, accettando in me l’umiliazione e la sofferenza (la Croce), sapendo che così facendo troverò la pace, ma soprattutto interromperò (spezzerò) quella catena di male che così si dissolverà.
E Gesù mi assicura che il male sarà sconfitto e il bene trionferà.
E’ proprio quello che ha fatto Gesù salendo spontaneamente su quella orribile Croce. Lui ha voluto prendere su di Se tutte le catene di male che noi moltiplichiamo, e le ha spezzate, annientandole per sempre.
Ogni volta che noi perdoneremo di cuore renderemo sensato il gesto di Gesù e la Croce diventerà un potente strumento di bene per me (e per gli altri).
Sappiamo che questo non è l’insegnamento che oggi ci viene veicolato dai mezzi di comunicazione… Anzi! Sembra che in un modo psicologico, martellante e non ignorabile, la televisione, i media e la società in cui dobbiamo vivere e lavorare, ci insegni tutto il contrario!
Vendicarsi sempre! Farsi le proprie ragioni! Attaccare prima di doverci difendere! Farla pagare cara… per ogni sgarbo, affronto, torto… Basta che osserviamo quante Cause riempiono i Tribunali! (fino a farli scoppiare!) E come sono i Film? I serial e reality TV? Intrighi, sgambetti, rivalse, ripicche, vendette, odio… (fino all’omicidio!)
Tutto questo non ci favorisce come Cristiani, ci riporta indietro nell’oscurità della giungla, dove vige solo la legge del più forte. Penso in particolare, ad esempio, al recente conflitto Israelo-Palestinese nella terra di Gesù… O alla vicenda di Eluana Englaro… Cristo invece, indicandoci la Croce ci dice:
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo [ la croce ] sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo [ la croce ] infatti è dolce e il mio carico leggero»
(Vangelo di Matteo Cap.11-vv.28-30)
Adesso questi versetti tratti dal Vangelo di Matteo, li possiamo leggere senza fare un balzo sulla sedia, perché abbiamo capito che cosa vuol dirci Gesù. Prendere la Croce per far terminare il male.
In realtà è Lui, Gesù. che porta la nostra Croce. A noi chiede soltanto che ogni tanto lo aiutiamo… (magari soltanto facendo insieme con Lui un tratto di salita…). Probabilmente siamo abbastanza ciechi (o distratti), che nemmeno ci rendiamo conto del male che ci facciamo gli uni gli altri quando non ci perdoniamo da veri fratelli. Quello che Gesù ci chiede di portare è solo una piccola parte del peso reale del male che provochiamo…
Se perdoniamo, Lui ci restituisce con abbondanza frutti di pace, gioia, maturazione e amore tra i fratelli.
Fatti due conti… mi sa che conviene!!!
Buona Pasqua

“Risurrezione”: Modello ineludibile della fede

La Pasqua è il tempo forte dell’anno cristiano. Anche di questo, credo sia interessante parlare qui… Sono convinto che dalla Pasqua e in particolare dall’evento della Risurrezione di Cristo emani una potenza di significato e delle sconvolgenti conseguenze, che difficilmente possono lasciare indifferenti persino i non credenti. Probabilmente qualcuno un po’ preoccupato di archiviare la cosa, può liquidare la questione come un problema circoscritto all’ambito della fede, ma difficilmente, credo, ci si possa sottrarre intimamente al fascino di un evento così straordinario e provocante.
Sicuramente sono i credenti chiamati a interrogarsi sul coinvolgimento della loro esperienza personale di vita con la Risurrezione... ma ritengo che la possibilità di vivere da risorti che ci da il Salvatore non sia per nessuno tanto facile da calare nella propria routine quotidiana. Almeno così è per me…
Eppure: “Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati”, ci dice S.Paolo (1Cor 15,17).
A me questa frase dice che tutto il cristianesimo diventa una colossale presa in giro se non conquisto nella mia vita la realtà della Risurrezione. Che è la realtà dell’uomo nuovo, salvato, redento da Gesù. Non mi pare una cosa da poco… o un fatto eludibile, evitabile, banale…
Ho paura che se uno non si confronta col Risorto e non fa la stessa esperienza di Cristo, il suo andare a Messa, dire il Rosario, fare processioni, accendere candele e compiere tante, sia pur coinvolgenti, pratiche, abbiano lo stesso valore del credere all’oroscopo, a qualche “maghetto di turno”, alla fortuna del Totocalcio, alle promesse dei Partiti politici, circoli culturali, sportivi, ricreativi… Voglio dire che se la Pasqua nella mia vita di cristiano, non la metto al centro della mia fede in modo coinvolgente, totalizzante e generante ogni altra mia azione, la mia religiosità e spiritualità diventa poco più che una superstizione, un’abitudine, un “rito magico”... "un idolo"… Se la mia fede non sgorga dal Cristo Risorto e si compie nella Pasqua senza fine, le mie pratiche resteranno poco più che una autoillusione. E’ chiaramente una mia riflessione, ma che voglio espandere provocatoriamente a tutti… Se anche qualcuno di voi trova che a volte la nostra coerenza di fede sia tutt’altro che fondata sulla Pasqua, questo è un discorso che fa per noi!
Grande cura e dovizia di particolari nel Vangelo viene posta per testimoniare la realtà della Risurrezione; nomi, circostanze, eventi, sono raccontati con un realismo coinvolgente ed entusiasmante. E non solo nei Vangeli cosiddetti canonici, ma abbondantemente anche in quelli Apocrifi (che non vuol dire “falsi”) nonché in altri importanti scritti storici (per tutti cito il “Testimonium Flavianum”- Giuseppe Flavio, 93 d.C.), e straordinari reperti (es. la Sindone).
Credo che la realtà di Gesù Risorto calato dentro la storia dell’uomo sia un fatto che non può essere ignorato. Un fatto che irrompe e spazza via tutte le concezioni antiche, come la reincarnazione (le filosofie greche e orientali sono più antiche del cristianesimo) o di “autosalvezza” dell’uomo con le sue sole forze. La novità della Pasqua è tanto più incisiva, quanto più le persone saranno disposti a viverla. I cristiani poi, per lo stesso fatto di essere dei salvati, sono chiamati a migliorare l’umanità tutta facendo conoscere al mondo Gesù Cristo che è e resterà sempre il Risorto, colui che solo è capace di sconvolgere la mia vita con una pienezza di significato, gioia, pace e amore, impensabili altrimenti…
Alkall
Gesù allora disse loro: Voi chi dite che io sia?
Dai duecento commenti del post precedente credo che si possa facilmente dedurre che al di là delle frasi fatte (stereotipi di una società autolesionista e suicida…), l’uomo di Nazareth ancora cammina per le nostre strade. Per alcuni realmente vivo e operante, per altri magari solo un fantasma che lascia un alone misterioso e sorprendente ma affascinante e intrigante… Ma chi è questo Gesù? Da dove viene… cosa dice? E… soprattutto: a chi? Ancora oggi qualcuno, magari molto scettico, è però disposto a salire sul ramo di un albero per poterlo osservare mentre Lui passa sotto… le folle, si sa, si formano presto… e non è agevole guardare in faccia Uno che si muove continuamente, che instancabilmente cammina… somiglia proprio a un pastore che conduce la Sua “folla di creature lanose e belanti”…
Nonostante si attacchino aspramente i cristiani, è chiaro che è Lui che si attacca, che fa problema, che mette in crisi… allora bisogna vederLo, è necessario seguirLo, impellente ascoltarLo, magari per “prenderlo in fallo”…
La Sua figura eterea e immensa si staglia imponente e luminosa sopra la Sua Chiesa! Questo lo sanno tutti e lo vede macroscopicamente soprattutto chi lo nega. Non è “una idea” che si contesta, ma una “Persona Vera”, lo dimostra ancora come sempre “la bestemmia” sempre più diffusa, sofisticata, empia… Anche l’ateo più incallito ama vedere la santità. Questa, lo rassicura, lo calma… come chi dal groviglio della boscaglia esce e di colpo vede il mare… grande, calmo, luminoso e immenso… come chi, esausto, sudato, sale dal bosco e improvvisamente si trova di fronte alle vette innevate… immacolate, svettanti, abbacinanti… Guardare Gesù… magari chiudendo gli occhi… in una Galilea interiore… di sentieri polverosi, sete e sole implacabili… là all’ombra di una palma o di un fico… vederLo seduto un momento a riposare...
Potersi avvicinare senza fatica e… incrociare il Suo sguardo di cielo…
E capire che non è stanco, ma… mi aspettava…
…
Tu Aldo, tu Marco, tu Federico, tu Luna, tu Benedetta… Chi dici che io sia?
…
Chi sono io per te?
…
Che vuoi che io ti faccia?
…
Figlio, che desideri da me?
…
Eh… forse allora non sappiamo proferir parola… non sappiamo dire neanche una parola… solo un nodo in gola… i tanti e più intimi desideri d’amore non riescono a uscire se non sotto forma di lacrime… lacrime finalmente d’amore.
“Metti la mano nel mio costato, e non essere più incredulo, ma credente!”
Come non veder cadere come una vetrata che va in mille pezzi, tutte le nostre misere rivalse, tutti i nostri puntigli banali e inutili, tutti gli attaccamenti a sciocchi oggetti, effimeri obbiettivi, passeggere emozioni… di fronte a quegli occhi ci sentiamo nudi, ma non a disagio come non avevano vergogna Adamo ed Eva nel meraviglioso giardino… ci sentiamo trasparenti e indifesi, ma mai serenità e pace sono stati più grandi… tutto di noi è svelato… ma non ci sentiamo scoperti e sorpresi in flagranza, perché immediatamente un caldo abbraccio di misericordia fa svanire ogni timore, ogni dolore, ogni tensione… Allora a che servono le parole? Gesù sa già tutto e già ci ha riempito di tutto ciò di cui abbiamo bisogno. D’Amore… d’Amore… d’Amore…
Rispondere, nel cuore, a “chi è Gesù per me”, equivale a rimettere in gioco tutta la mia vita e a ricevere la forza per cominciare una “Vita Nuova”.
…
”Ti sia fatto secondo la tua fede”
…
Oh, quanto è piccola la mia fede, ma quanto grande è la tua misericordia… Quanto moltiplichi il nostro piccolo gesto di abbandono… quanto esalti questo momento di Grazia che dopotutto sei Tu stesso ad aver suscitato dentro di me… Quanta gratitudine… quanta gratitudine… e lacrime… di gioia, di gioia.
CREDI PER FEDE O CON CERTEZZA?

Riporto la risposta a una domanda cruciale che mi è stata rivolta in un altro blog...
mi sembra interessante...
"Affermi che Gesù Cristo è il vero Dio,ma lo credi per fede o lo sai con certezza?
Posso subito dirti che la risposta è: Tutte due le cose. Credo che Gesù è Dio per fede, ma sono sicuro per il fatto che Gesù è l'unico al mondo (e nella storia) ad essere Risorto dai morti. Documenti storici cristiani, e non, lo attestano e riportano. E' storicamente più sicuro che Gesù Cristo è risorto dai morti che... Garibaldi sia sbarcato in Sicilia... Questa è la fede che anche io risorgerò, tutti risorgeremo. Però, a questa risposta secca, vorrei aggiungere un altra testimonianza che spero ti farà piacere. L'esperienza cristiana non è l'esercizio più o meno evoluto di una filosofia, o la cultura sui Vangeli, o la rigida osservanza di comandamenti... ma:
la straordinaria esperienza di un incontro, con una persona, la più speciale che esista! E' l'innamoramento più forte e folle che ci possa capitare... è perdersi davvero in Gesù, abbandonarsi alla tenerezza del Suo Amore.
La gioia dell'incontro fondamentale che sconvolge e cambia totalmente la tua vita si può solo "vivere" ma non raccontare senza rischiare di essere banale... Puoi capire allora quella donna che si accovaccia ai piedi di Gesù è spezza in due un preziosissimo vaso di alabastro con una libbra di olio profumatissimo di Nardo e gli profuma i piedi, bagnandoli poi di lacrime, e asciugandoli coi suoi lunghi capelli...
Il Cristianesimo è una relazione amorosa intensissima. Gesù ci cerca, non aspetta che siamo noi a cercarlo... Viene Lui da noi. Vuole amarci, vuole farsi amare, perchè sa che questa è la felicità dell'uomo. Lui ci ha creati così, assetati d'Amore... col desiderio nel cuore di stare sempre con Lui.
Con me Lui, Gesù, ha fatto proprio così! Mi è venuto incontro, nel momento della sofferenza, quando ero afflitto e bisognoso di essere consolato, quando ogni mio orgoglio era stato ormai consumato, quando soffrivo per le mie sconfitte e il mio cuore chiuso e ferito... Allora Lui mi ha abbracciato, perdonato e consolato, risollevato e rivestito a festa. Dimmi, cara ..., come posso dimenticare quello che Gesù ha fatto per me? Quella forza che Lui mi ha ridonato, mi fa ancora oggi dopo anni e anni camminare e aprire le braccia ai fratelli... certo sono sempre io con le mie ruvidezze, e goffaggini e magari sono più i guai che combino che i servizi che porto... ma quando ripenso al Suo sorriso, tutto scompare, fatica, dolore, resistenze... rimane solo la Gioia! Quella di stare sempre con Lui, già da ora, su questo mondo e poi per l'eternità. C'è qualcosa che vale più di questo? Dimmelo se lo sai...
Buona notte, è tardi... ma ci tenevo a dirtelo prima di andare a dormire... Ciao, ciao
Alkall
La “Cultura della Vita”
Dopo un bel po’ di tempo, ritorno a scrivere qualcosa, guardando dalla “finestra” di questo blog…
Credo davvero che le scelte individuali che possiamo fare oggi incidano realmente nella società. Oggi più di ieri, la comunicazione del pensiero in tempo reale ha un peso più dilatato e condivisibile. Comincio perciò a sentire sempre più forte dentro di me questa chiamata a incidere per la realizzazione di un progetto che sia esclusivamente di bene. Poco importa che, magari, molto del seme gettato, cada su terreni non accoglienti, poco importa che spesso sabbia e roccia, spine e sterpi, impediscano a questi semi di germogliare, il nascere di “nuova vita”. Quello che conta è “seminare” (Mt 13,3-9; Mc 4,3-9; Lc 8,5-8; 1Cor 3, 5-9), senza stancarsi, con amore e gioia, cantando e ringraziando il Signore per aver ricevuto la forza e la possibilità di farlo. Questo progetto allora si chiamerà: “Impegno per la Cultura della Vita”. Non è un titolo originale, lo so, perché tutto il mondo Cristiano è proteso verso la promozione di questa cultura. Poi ognuno è chiamato a seminare in un campo differente, ma adiacente agli altri…
Parlo di seme non a caso! La vita comincia sempre da un seme. Che sia piantato in un ideale campo, o più realisticamente nel seno della donna che amo, ha solo una diversa importanza. Ma parlo di seme, perché anche un pensiero lo può essere. Decidere per la vita, è un pensiero che può diventare determinante nella mia esistenza e la può cambiare radicalmente. La fecondità che ne può scaturire e senza misura… se il “terreno” in cui attecchisce, è buono, darà “molto frutto”.
Mi pare anche una riflessione “molto pasquale”. Che altra immagine sulla vita abbiamo più forte della “Risurrezione” di Cristo?
Allora riferirsi a qualche passaggio delle numerosissime riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI, sull’argomento, viene, non solo facile e spontanea, ma anche doverosa e arricchente.
Così il nostro pastore e filosofo resiste sulla trincea della difesa dell’uomo e della vita e invita anche tutti noi a unirci a lui. Incurante di sarcasmi e anatemi di chi lo vorrebbe, se non proprio silenzioso, quanto meno concentrato innocuamente su asettiche questioni dogmatiche, il Papa continua a dimostrare che volgere gli occhi al cielo non significa rifiutarsi di vedere ciò che avviene sulla terra. E la cronaca quotidiana, conferma che sulla terra, proprio in queste ore, tra lo sdoganamento inglese della vendita di ovociti e il “miglioramento” genetico di embrioni, è in atto un tentativo senza precedenti di ridisegnare il senso stesso del termine “umano”. Se quel tentativo passa nell’indifferenza o nell’inconsapevolezza generale, nascosto sotto il confortante titolo di “progresso scientifico” che si autogiustifica in nome della felicità e della salute per tutti, il Papa ritiene sia suo preciso compito smascherarlo per quello che è. Lo va facendo da tempo, in ogni possibile occasione pubblica. E dei suoi appelli, naturalmente c’è chi si lamenta (ne è disturbato), come se quel battere reiterato su certi tasti (famiglia, origine, fine e manipolazione della vita, eugenetica) significasse scarsità di altri argomenti. Ma i punti richiamati dal Papa appaiono, a chi ha occhi per vedere, decisivi per il presente e il futuro degli esseri umani.
In questo blog, non è la prima volta che ne parlo, (cercate un po’ indietro e troverete…) Voglio ritornarci per riprendere questo impegno a favore dei valori più alti dell’uomo e con un po’ di sano orgoglio per evidenziare come in tempi pionieristici alkall sia sempre stato ispirato da questa tensione e questo amore per la vita… (fine prima parte…)
"NOTTE SANTA"
Visto che in 2000 anni nonostante l'impegno profuso e nessun scrupolo nella sbrigatività dei metodi per eliminare i cristiani e il cristianesimo, quest'ultimo invece è più vivo e vegeto che mai, anzi continua a crescere nel mondo, allora l"intellighentia occulta" oggi lancia l'ultima tenebrosa moda: Affermare che Cristo non è nessuno!
Visto che non ce la fa a sostenere la sua inconsistenza storica, allora almeno prova a diffondere la falsa cultura di un Gesù "uomo-come tanti altri". Nessun fatto speciale è accaduto a Betlemme, angeli, canti, re, doni... pura fantasia della fervida mente dei cristiani (meno male che qualcosa di "fervido" lo abbiamo ancora...). Ma tutti noi, toccati il cuore dal ditino del Bambino Gesù (che con la Sua presenza continua ad invitarci ad essere puri e semplici come Lui...), persistiamo a costruire nelle nostre case "il presepio". E anche ci preghiamo, inginocchiandoci davanti allo splendore del Santo Bambino, commuovendoci fino alle lacrime come "il poverello di Assisi" a Greccio. Il cuore si innonda di gioia meditando sul fatto inconcepibile di un Dio che diventa bambino come ognuno di noi. Di un Dio che si dimentica di tutta la Sua Onnipotenza e si presenta come il più povero e piccolo dei figli dell'uomo. A pensarci davvero c'è da farci un'infarto... E' il fatto più inaudito della storia intera. Era questo annuncio di gioia e pace che tutti gli uomini aspettavano fin dalla notte dei tempi. E ora gli angeli tutti insieme ce lo cantano in coro... Nessuna legge o norma, potrà vietarci di "vivere" nelle nostre case questa tradizione che ancora torna a far rivivere il Natale in tutto il mondo, come il giorno più speciale dell'anno. Molti, certo, hanno dimenticato che a Natale nasce Gesù, ma continuano lo stesso a fare festa, non pensando che comunque "glorificano Cristo" e la Sua venuta.
Nella "Notte Santa" mille luci si accendono ad illuminare e riscaldare il buio e il freddo che ci sarebbe ancora senza Gesù...
Re carichi di doni vedendo in cielola Sua stella, non esitano a percorrere un lungo cammino per prostrarsi davanti al Salvatore. Chissà lo stupore, misto a gioia ed emozione, nello scoprire che il Re dei Re si presenta sulla paglia di una mangiatoia avvolto solo da un semplice panno, nudo Bambino... Ma loro, Re della terra, non esitano a riconoscere in quell'infante il loro Dio. Non esitano a riconoscerlo e a prostrarsi... Gesù ha già toccato i loro cuori. Niente è più come prima! Niente...
Quella notte, non è più "notte", è sparita la divisione del cielo dalla terra... è "paradiso"... Loro non esitano a togliersi dal capo la corona di Re, in fretta scaricano il basto dei loro cammelli e pongono tutto quello che hanno ai piedi di Gesù, come a riconoscere che tutto viene da Dio. Come a riconoscere che persino la loro regalità è Sua, solo Sua. Questi Re offrono oro incenso e mirra... allora un sussulto dentro di noi ci viene a scuotere dalla nostra estasi: "E noi che cosa offriamo?" Noi non abbiamo nulla da offrire degno di un Re...
e all'improvviso una vocina squillante dentro di noi: "Offrimi le tue sofferenze, le tue delusioni, scoraggiamenti, cadute, incapacità..."
Ecco! E' vero, Signore, di "quelle" ne abbiamo tante... quelle sì possiamo offrirtele. Noi vorremmo sempre che fossero belle e preziose le cose da darti, ma di queste, non ne abbiamo mai... a volte però siamo anche troppo attaccati al nostro dolore, fino a piangerci addosso... Grazie Gesù, ora ho capito, eccoti tutto, ti dono tutto quello che ho...
Il Bambino Gesù le accoglierà su di se
(per questo è venuto...), le "dissolverà" nel Suo Amore ardente e le trasformerà in una pioggia di Grazie e Benedizioni per tutti...
Ecco che allora questo momento di contemplazione davanti alle banali statuine di gesso del presepio diventa un momento di grande consapevolezza e trasformazione, di grande guarigione e beatitudine, di grande gioia ed esultanza perchè ci ritroviamo avvolti dal Suo Amore. Ci sentiamo riconosciuti, accolti, capiti, pronti ad unirci al coro degli Angeli per l'Eternità...
Buon Natale a tutti...
...che il 2007 sia un anno in cui ci lasceremo tutti finalmente bagnare da questa
pioggia... di Grazie
Alkall
I DUEMILA ANNI DI MARIA
Sono passati duemila anni dalla Passione, morte e Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo e anche dalla successiva assunzione in cielo di Maria. Lei però, nonostante i millenni è ancora tra noi a trainare, a spingere, a convertire l’umanità verso Gesù; eppure non mi sembra che il mondo Cristiano abbia una vera ed adeguata presa di coscienza di questa presenza, anzi… Al di là di qualche Ave Maria per gli infermi o circostanze simili, non si va. Mentre per contro, ci si affanna e preoccupa di specificare che la Madonna non deve essere deificata. Provocatoriamente dico: “magari”, con i tempi che corrono, avrei una certezza: che “Gesù diverrebbe la vera star della nostra vita” poiché, ripeto, la Madre certissimamente ci porta al Figlio. Persino Maometto, nel Corano (alla IXX sura), dedicata a Maria, afferma il legame fra lei e suo Figlio.
Ma prima ancora, quella “frase”, alle nozze di Cana: “fate come Lui vi dirà” … da sola vale più di mille discorsi! Maria ha la confidenza di non rispondere alla domanda del Figlio e si rivolge direttamente ai servitori, d’altro canto a cosa sarebbe servito rispondere? Sapeva di trovarsi di fronte al Suo Dio che tutto sa e nulla le avrebbe negato. Che sensibilità e tenerezza, quando la Santa Madre, così presente e attenta, si accorge che sta per mancare il vino, non permette che si arrivi fino all’imbarazzo degli sposi, corre subito da suo Figlio! Il Dio fatto Uomo!
Maria, quindi, é presente nei bisogni dell’umanità ed è sempre partecipe affianco a suo Figlio. Così sempre più la riflessione della Chiesa la riconosce partecipe anche nella redenzione. E’ quindi “Corredentrice”, perché così è piaciuto a Dio, stabilendo che le Grazie del Figlio passino attraverso di lei così come è passata la Grazia di tutte le grazie cioè Gesù. Poiché nell’”economia di Dio”, Maria non poteva essere passivamente la culla del Redentore, ma partecipe in tutto al disegno Trinitario. Ma perché? Il “sospetto” è che Dio essendo il tutto, doveva manifestare il suo Amore per l’uomo, non solo come “Padre”, ma anche come “madre”. Attraverso cioè Sua Madre e Sposa. L’amore che Maria ha per ognuno, dal cielo, verso la terra, non è forse una espressione dell’Amore Divino? Espressione che si concretizza col nascere da una donna come tutti noi, a cominciare dal Natale per completarsi nella passione, morte e Risurrezione. Senza una “Maria” il Natale che conosciamo non esisterebbe ne tutto il resto…
Maria è il primo tabernacolo vivo dove il padre ha racchiuso il suo verbo Il suo Cuore immacolato è la prima custodia che lo ha difeso, il suo grembo e le sue braccia furono il primo altare e il primo trono su cui il Figlio di Dio fatto uomo fu adorato; lì lo adorarono gli angeli, i pastori e i sapienti della terra. (Suor Lucia veggente di Fatima)
Se abbiamo capito qualcosa di più, adesso, allora è davvero Natale. Buon Natale a tutti.
(per gentile concessione del Periodico "1diNOI" n°7)
Esistono nel mondo molti fatti curiosi dovuti alla “casualità” (forse…), ognuno anche adesso può pensare a qualche immagine che lo ha particolarmente incuriosito e interessato. Ad esempio l’Italia (geograficamente parlando), ha la forma… di uno stivale. Credo che tutto il mondo conosca prima di tutto l’Italia per la sua bizzarra forma geografica. Dobbiamo naturalmente pensare che questa forma sia del tutto “casuale”, in relazione alle infinite possibilità di formazione geologica, ma dobbiamo anche essere coscienti che probabilmente, senza questa “strana forma”, e posizione nel centro del Mar Mediterraneo, l’Italia non sarebbe stata quella culla di civiltà e madre della cultura Europea che invece è stata. Io che abito nei pressi di Venezia, posso pensare che senza la protezione del Mare Adriatico, “La Serenissima” forse non sarebbe mai esistita. E ognuno può pensare alle implicazioni che la particolare orografia del suolo italiano, ha comportato per la sua città.
Dunque la geometria della forma geografica è importante. E a questo punto ormai possiamo dire: “per niente casuale”, se c’è persino qualcuno che afferma: “il battito d’ali di una farfalla in Brasile, può generare un ciclone nel Texas” (E. Lorenz 29-12-79) http://www.nemesi.net/farf.htm
Questa “non casualità”, mi ha sempre stupito, ha sempre entusiasmato la mia sete di conoscere e ricaricato la mia voglia di fare. Non so se anche voi vi ritrovate in questa esperienza… spero di si.
Recentemente ha suscitato il mio interesse un fatto che ha dello “strabiliante”. E’ stata scoperta “La firma di Maria sull’Europa”. Sapevo già da tempo di “coincidenze” a dir poco incredibili, come le 12 stelle della bandiera europea, che sono “la corona di stelle della Donna vestita di Sole” dell’Apocalisse (Ap 12,1), o il colore “azzurro” dello sfondo che è il colore della Madonna… Infatti pur non essendo dodici gli stati europei, si è deciso che le stelle resteranno per sempre dodici. Sapevo anche di molte apparizioni mariane europee, (più di tutte quelle avvenute nel resto del mondo), a cavallo tra il secondo e il terzo millennio. Ma non avrei mai immaginato che dodici di queste apparizioni, (le 12 più importanti… notare il numero 12 che ritorna…), formassero “sopra l’Europa” ““La firma di Maria”. Come vedete dall’immagine che ho scaricato da Internet, unendo i punti dove è apparsa Maria, come in un “ennesimo segreto”, risalta una grande e armoniosa “EMME” La sua firma! Dodici apparizioni, dodici “visite” di Maria, dodici stelle che oggi splendono sull’Europa e che lei ha acceso. La sua corona regale…
Certo è arbitrario unire i punti così… qualcuno, eternamente scettico, dirà che questo è niente… e invece è proprio “una possibilità reale”, e sotto gli occhi di tutti. Anche perché sappiamo bene che la Vergine Maria, è sempre stata un po’ enigmatica, e ama rivelare la realtà e concretezza della sua venuta con fenomeni atmosferici e indicazioni geografiche.
Basti pensare ai “prodigi del sole”… Il più conosciuto è quello di Fatima (filmato con una cinepresa da 8 mm), ma ce ne sono molti altri… alcuni avvenuti recentemente a Medugorje. http://www.profeta.it/?c=203&a=2338
E geografici: La scelta di luoghi impervi (La Salette, Medugorje), in montagna (Fatima), dentro una grotta a picco su un torrente (Lourdes). Ma indicazioni ancora più “universali”, come “il Globo terrestre” (Medaglia Miracolosa), “La Luna e le nubi sotto i suoi piedi”. Fino ad arrivare alla “mappa del cielo stellato” sul suo vestito (Vergine di Guadalupe). E come per vedere la corrispondenza reale della mappa del cielo stellato abbiamo dovuto immaginarci al di sopra di esso, così per poter vedere la sua firma ci fa salire in alto nel suo cielo. Che la “EMME” termini a Medugorje (le sue ultime apparizioni sulla terra), assume un significato particolarmente importante, perché in questo luogo la Madonna viene come “Regina della Pace” “[M]ir” (Mir=Pace in Croato). Certo questa “Emme” sopra l’Europa è un segno di protezione, ma anche di ammonimento. La Madonna sembra ripetere da anni all’Europa:
“Cari figli, se ancora non vi siete accorti della presenza di me, vostra Madre, allora io “marchio” per sempre l’Europa con la mia firma”
E’ così! Chi mai ora potrà negare la presenza di Maria? Chi mai sarà capace di cancellare la sua Firma? Chi mai adesso continuerà ad assumersi la responsabilità storica di negare le radici cristiane dell’Europa? Se nonostante tutto ci fosse qualcuno che volesse farlo, dovrà vedersela con Maria, la vittoriosa che cammina sopra i serpenti e schiaccia loro la testa…
Alkall
“Medugorje” Credo che siano rimasti in pochi quelli che non conoscono questo luogo… (perlomeno in Italia). Poi però ci vai e trovi, coreani, giapponesi, inglesi, americani e tanti slavi… (quelli ex-comunisti, ricordate?), e allora capisci che i messaggi della Regina della Pace sono arrivati fino ai confini della terra…
Così aveva promesso nei primi messaggi degli anni 80, e così è avvenuto. Come d’altronde, si realizza tutto quello che la Madonna promette. Ognuno naturalmente può tenersi le sue convinzioni o ignorare il tutto… ma è innegabile, anche solo a uno sguardo superficiale, che Medugorje è davvero “L’avvenimento del secolo”, come qualcuno lo ha giustamente definito. Non riporto quì alcuna storia, perché chiunque digitando: “Medugorje” in Internet, potrà trovare un fiume di informazioni a riguardo nei migliaia di siti attivi sull’argomento. Un “fenomeno” non più ignorabile dunque, sia per i credenti che per i non credenti, un fatto che umanamente parlando, scuote profondamente le coscienze. La Madonna dopo gli spari in piazza San Pietro che dovevano uccidere il Papa Giovanni Paolo II, viene sulla terra ogni giorno per rimanerci per 25 anni… Subito dice che vuole completare il suo piano iniziato a Fatima. (i tre segreti e le profezie sul futuro del mondo, ricordate?). Ancora oggi la Vergine di Nazareth, madre di Dio, Assunta in cielo, viene e ci porta la Verità del suo cielo… Chiedersi come mai solo alla Chiesa Cattolica sia data questa ulteriore immensa Grazia è di fondamentale importanza. Ci aiuta a comprendere che solo dal Vangelo di Cristo deriva la speranza di salvezza per l’uomo. La Madonna in questi primi 25 anni non ci ha mai nascosto che il destino dell’umanità intera dipende dall’esito di una grande battaglia che satana stà combattendo contro l’uomo per eliminarlo dal pianeta terra. Questo diventa anche comprensibile osservando una intelligenza perversa, che lotta contro Dio per tentare di offuscarne la Gloria. Qualche “demonio incarnato” lo abbiamo potuto vedere in questo secolo… Ma ciò che preoccupa maggiormente la Madre di tutti i Popoli, è il “nuovo fattore” che mai nella storia era stato presente: “L’uomo oggi possiede tante bombe atomiche da poter autodistruggersi e far scomparire il pianeta Terra”. La concomitanza col piano di satana salta agli occhi! La Regina della Pace è ben decisa: “satana vi tenta e vi desidera” (Sett. 1988) “satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta in cui vivete” (Gennaio 1991)
Allora la “Donna vestita di Sole dell’Apocalisse” viene su questa terra per formarsi un suo popolo (a lei consacrato), forte nella preghiera. Che contrasti i progetti di satana, perché senza di lei saremmo facile preda del “leone ruggente”. Come ci dice in un altro messaggio: “vi invito ad entrare in lotta contro satana per mezzo della preghiera… vincetelo col Rosario in mano” (Agosto 1985).La pedagogia della Madonna è di una semplicità disarmante. E’ tanto efficace quanto elementare… lo sanno bene alcuni personaggi di mondo e di spettacolo la cui resistenza a Medugorje si è sciolta come il gelato al sole… loro stessi in vari siti testimonieranno delle loro lacrime versate dentro “la chiesa dei due campanili”… nel momento che la tenerezza della madre ha fatto entrare la luce di Gesù nei loro cuori.
”Alla fine il mio cuore immacolato trionferà!” Questo la Vergine Santissima lo disse a Fatima, e lo continua a ripetere qui a Medugorje.
Anche tu che leggi, sei chiamato a far parte di questo popolo di Maria. Perché anche tu sei uno dei suoi amati figli. Anche per te, Maria viene da 25 anni…
Io sono uno di quelli… uno che la Regina della Pace ha chiamato a Medugorje (questo uno lo percepisce…). Uno a cui la Vergine Immacolata chiede di pregare e convertirsi per far trionfare il suo cuore.
Quest’anno ci sono andato per la terza volta, attratto da una forza che non so neppure io spiegarvi… Ci sono andato facendo un vero e proprio “pellegrinaggio”, in scarsità di mezzi e confidando nella divina provvidenza… invitato da un amico della mia parrocchia che sono già 16 anni che ci va così…
Dovete sapere che dal Veneto (dove abito io), Medugorje è lontanissima… (circa 700 km.) Per andarci non ci sono autostrade nella ex Jugoslavia, solo strade statali che attraversano tre stati (tre frontiere), un milione di curve spazzate dal vento lungo la costa, oppure centinaia di altre curve tra i passi e le montagne nell’interno… E dunque raggiungere la Bosnia e questo paesino sperduto tra i monti (quasi assente dalle carte fino a qualche anno fa…), e ancora oggi, come sempre un’impresa.
Dunque, questa volta con il cuore pieno di desiderio, e due enormi zaini in spalla, siamo partiti col treno per Trieste. (è l’unico breve tratto decente perché l’inizio di luglio non è ancora affollato).
E poi fuori la stazione di Trieste, “il pulmann di linea” che lungo la costa dalmata, curva dopo curva, fermata dopo fermata, in 14 ore e viaggiando tutta la notte, ci depositerà poco lontano dalla Chiesa Parrocchiale di Medugorje. Non puoi dormire su un sedile di una corriera… e le fermate di appena 5-10 minuti non sono sufficienti per gli altri bisogni… la gente sale e scende… a volte il pulmann si riempie all’inverosimile, qualcuno sta male e allora uno dei due autisti, si ferma per appena un minuto… la notte può essere anche molto fredda e bisogna coprirsi… nel nostro viaggio, il condizionatore (o quello che era…), soffiava solo aria gelida che insieme alla insistente musica croata era impossibile da regolare…
Vabbè, alle otto e trenta di domenica 9 Luglio eravamo inginocchiati davanti alla statua della Regina della Pace sul sagrato della Chiesa di Medugorje… Vacillanti, sfatti… ma felici. Restava ancora una sola cosa da fare: “trovarci un posto per la notte”… Cosa che abbiamo fatto subito dopo aver gustato una discreta colazione sotto le tettoie predisposte affianco alla Chiesa, che sarebbero diventate la nostra casa per sette giorni. La stanza a 6 euro a notte, l’abbiamo trovata in una casa privata a duecento metri dalla Chiesa. Era tutto ciò di cui avevamo bisogno.
La storia degli altri sette giorni può essere riassunta molto semplicemente nelle parole: “Preghiera, preghiera, preghiera…” In questo modo, sono stato davvero con la Madonna per tutto il tempo. Mi sono sentito “suo ospite”. E credetemi, a dispetto dell’essenzialità, ci sono stato davvero bene. Con il cuore sempre gioioso e sereno. Tutti coloro che vedevo erano belli (Maria forse ci vede così…). Ho visto il popolo che lei si è scelto, e mi sono sentito felice, sicuro e in pace. Quando sei lì non vorresti più tornare… ti prende un desiderio di cielo, che devi farti violenza, quando viene il momento di lasciare quel luogo… La commozione spesso ti invade, solo guardando qualche viso, ascoltando qualche parola, nelle celebrazioni della sera, nelle riflessioni durante il rosario o nelle adorazioni a notte già inoltrata… e questo ti succede anche nelle visite silenziose in chiesa, durante la giornata nei rari momenti che non si celebrano le tante messe (una dietro l’altra…), e stai lì davanti alla immagine di Maria che ti aiuta ad aprirti a un dialogo con lei… dei groppi alla gola a volte ti vengono pensando a ciò che è stata la tua vita e a ciò che invece avrebbe potuto essere, se solo avessi dato ascolto alla voce della coscienza, che, vivida più che mai… riascolti… e piangi…
Una grande tenerezza sempre ti viene a consolare in quei momenti… è la Madre, che mai rifiuta i suoi figli, che sempre è capace di ridonare loro speranza e forza.
Anche se lo volessi, non sarei capace di trasmettervi solo una piccola parte di quello che ho vissuto… non ce ne sarebbe nemmeno lo spazio… ma due pensieri desidero tanto condividerli con voi, a me sembrano importanti, il primo è:
La fede non è problema di "cose da fare", di "numero di rosari", di "quante messe prendo", di quanto bravo sono in Teologia... bensì è la sempre maggior consapevolezza di quanto il Signore ci ama. La Fede è: Crescere sempre più nella convinzione che siamo persone molto amate da Dio, di un Amore senza limiti.
il secondo è questo:
Spesso noi ci scoraggiamo perchè nonostante l'impegno che ci mettiamo, non riusciamo mai a essere dei buoni Cristiani. Continuiamo a peccare e magari a cadere sempre sulle stesse cose. Allora piano piano entra nella nostra testa la convinzione che il Signore non ci aiuta come vorremmo e come avremmo bisogno. Arriviamo a pensare che non ci ascolta, ci sentiamo abbandonati ed entriamo nella tristezza e nella disperazione. Ma, (e questo è davvero bello!), il Signore non è un contabile che annota tutti i nostri peccati, uno per uno, per poi presentarci il conto finale. No, non fa questo! I nostri peccati si dissolvono come goccia d'acqua nel braciere ardente del suo Amore. Quello che invece Dio annota, (sentite bene!), sono le volte che decidiamo di ricominciare, di ripartire, di rimetterci ancora in piedi e di ritornare con tutto il cuore a Lui. Perciò stiamo attenti a non fare invece un grandissimo peccato che è quello contro lo Spirito Santo, perchè disperiamo della infinita misericordia di Dio.
Alkall
Spero che questi due pensieri vi facciano riflettere come hanno fatto riflettere me...

Nostra Gloria è la Croce di Cristo, in Lei la Vittoria!
Il Cristo sofferente per i peccati dell'umanità, sembra diventare davvero la realtà universale riconosciuta anche da una certa parte del mondo laico ancora capace di pensare...
Per noi Cristiani, la Croce è il simbolo più alto della fede. Assume i più alti e importanti significati che l'uomo possa concepire.
La Croce di Cristo, è il simbolo della pace, della non violenza. Cristo non aprì bocca, come agnello muto davanti ai tosatori. Perdonò ai suoi persecutori, pregando il Padre di non imputar loro questo peccato. Ecco perchè la bandiera arcobaleno è un simbolo ancora inappropriato. Ci dice solo una parte della verità, e ci nasconde il senso fondamentale. Ecco perchè la facinorosità di chi urla in piazza seguendo la bandiera arcobaleno, incarna soltanto la folla del "crucifige!". Molti cristiani e sacerdoti, purtroppo la seguono, ingannati dalla bianca parola "Pace" che campeggia in centro. Ma questa "pace pretesa", non è quella che è venuto a portare Cristo. Non è quella la strada. Non è "la Via" che ci indica Gesù! La via giusta la riconosciamo quando troviamo "la porta stretta"... che per passare, bisogna inginocchiarsi, bisogna inchinarsi, umiliarsi con la faccia fino a terra. Avete notato che sempre più cristiani hanno abolito l'inginocchiarsi in chiesa... persino davanti alla Croce?
La Croce di Cristo, è simbolo di unità. La sofferenza, il peccato e la morte uniscono tutti gli uomini e le donne di ogni tempo in un unico destino. Se solo pensassimo un po' di più a questo, sapremmo tutti tenerci per mano, stretti-stretti, con tanto amore, soffrendo e offrendo l'uno per l'altro. Allora Cristo potrà mantenere la promessa di rendere "soave e leggero il Suo giogo", (la Sua Croce...). Invece vediamo che la sofferenza, oggi, si rifiuta e si nasconde. Come se stare male, fosse una umiliazione, un castigo (e su questo punto siamo tornati indietro di millenni...). Guardate come la morte viene "nascosta". Nessuno più deve sapere, vedere, piangere, pensare... In un angolo oscuro, più o meno "asettico", di ogni ospedale, ci sono degli incaricati (innominabili), che rendono "il tutto" più gradevole, accettabile, colorato, profumato... senza che più nessuno debba "rendersi conto" della "devastazione della morte". Viene soprattutto nascosta ai bambini, che crescono ormai in un mondo di plastica, di cartoons, dove chi muore, si rialza subito, e continua a fare l'eroe come prima.
La Croce di Cristo, è simbolo di Vittoria! Ma non è la vittoria dei potenti della terra, che vogliono soggiogare le nazioni... Al contrario, è la vittoria dell'umile, dell'oppresso, del diseredato, del disprezzato, del fallito... di coloro che non ce la fanno a vivere la vita, del drogato, del carcerato, di chi si prostituisce, del violentato, di chi ha fallito nel lavoro, a scuola, nella famiglia spezzata, nel torturato, sfruttato, ingannato, raggirato, derubato... Sono questi "piccoli" che vincono! Cristo risorge il terzo giorno! E fa risorgere anche tutti gli sconfitti della terra. Beati, beati... La Pasqua ci ricorda anche questo! Abbracciare la Croce di Cristo il venerdì di passione, vuol dire Risorgere con Cristo il giorno di Pasqua! (appena dopo tre giorni...).
E' un simbolo di grande speranza, di grande gioia, di grande vittoria sul male.
Impariamo perciò tutti quanti a guardare alla Croce di Cristo, con tanta tenerezza, con tanta compassione e misericordia. Non diciamo più di togliere il Crocifisso dalle pareti di scuola, ma anzi, mettiamolo in ogni stanza di ogni casa. Chi farà questo, chi compirà questo gesto, saprà che avrà reso il mondo un po' più umano, un po' più giusto, un po' più ricco d'Amore...
Buona Pasqua di Risurrezione a tutti!
Gli attentati della ragione
Luigi Negri*
Il mondo cattolico italiano è pesantemente strattonato ad entrare nelle vicende partitiche.
Messaggi, contro-messaggi, lettere aperte da parte di associazioni cattoliche, in un contesto di corto respiro e forse anche di corta intelligenza.
Non voglio aggiungere nulla a livello di analisi politica, perché non sono in grado e soprattutto perché come vescovi ci siamo impegnati a non farlo. Ma qualche osservazione di metodo è assolutamente necessaria.
1. Il mio maestro Mons. Giussani mi ha insegnato che la ragione è la capacità di conoscere la realtà secondo tutti i suoi fattori. Mi permetto di enucleare alcuni fattori che in certi analisi «cattoliche» sono stati volutamente (?) ignorati.
È indubbio che appartiene alla Dottrina Sociale della Chiesa la difesa e la promozione dei diritti della famiglia e dell'educazione; e quindi il superamento di quel monopolio «statale» dell'educazione, che è ancora la vergogna culturale del nostro Paese.
Potrà non piacere, ma la riforma della scuola varata da questo governo, costituisce un primo tentativo, per la realizzazione di un effettivo pluralismo scolastico.
La Dottrina Sociale della Chiesa ha sempre difeso i diritti della società nei confronti dello Stato: chiedendo allo Stato di servire la società e non di «imporsi» alla società. Anche qui la riforma dell'architettura dello Stato appena varata mi sembra più in linea con quel principio si sussidiarietà, che è il cardine di una vita sociale democratica. Perché non si dice che la famiglia eterosessuale, monogamica, feconda è un valore sostanziale della nostra Costituzione? Perché non si dice che l'equiparazione delle coppie di fatto alle famiglie, la legalizzazione delle coppie omosessuali e, sullo sfondo, le manipolazioni genetiche e l'eutanasia sono certo gravissimi attentati alla Dottrina Sociale della Chiesa ma insieme intollerabili attentati alla nostra Costituzione repubblicana e democratica.
Se si debbono aiutare i cristiani a scegliere, allora bisogna dare loro tutti gli elementi di fatto per giudicare, e non nascondere nulla altrimenti si diventa complici.
2. È stato detto che non si può parlare della verità, se non si è coerenti.
Come dire che la forza della verità si fonda sulla coerenza con cui io la vivo. No, qui non ci siamo neanche dal punto di vista logico.
Io preferisco affermare e testimoniare una Verità che mi trascende e mi giudica: le chiedo ogni giorno di investire la mia vita e di renderla meno incoerente e soprattutto di aiutarmi ad essere, nonostante i miei limiti, testimone di una verità che salva me e tutti quelli cui tento di comunicarlo.
Gli antichi filosofi scolastici (ma purtroppo sono nati prima del Concilio Vaticano II e, quindi, non possono avere che torto) dicevano che l'etica si fonda sull'ontologia e non l'ontologia sull'etica. Se parlassero solo quelli che si credono coerenti, ci sarebbe un silenzio assordante, rotto soltanto dalle parole degli scribi, dei farisei e degli imbecilli.
Ma alla fin fine, che cos'è la pace? Un progetto di rigore calvinistico, da imporre anche con la violenza e con l'odio a tutti quelli che non lo condividono o l'evento di una Grazia, quella di Cristo, che investe il cuore degli uomini e della storia?
Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti. Il calvinismo rende l'odio più odio e la violenza più violenza: e dal mondo scompare la carità, che come ci ha insegnato Benedetto XVI è la natura stessa di Dio e la forza di Dio che agisce nel mondo.
* Vescovo
di San Marino-Montefeltro
(da il Giornale)
Questo è ciò che secondo me un "pastore" della Chiesa dovrebbe fare... niente nomi! Niente politica! Niente demagogia... Solo evidenziare ciò che è in sintonia col Vangelo e la dottrina Cristiana Cattolica. Mi piace il passaggio dove dice: "Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti", perchè è una delle mie convinzioni più radicate, e secondo me (per inciso) anche il maggiore pericolo di perdere le elezioni che ha la destra. Che questi Cristiani, tornino alla Chiesa, facciano revisione di vita, riordino le loro convinzioni di "appartenenza", e valori. Per questo, impegniamoci tutti a pregare.
Un "tanto al kilo..."
Ci sono nella nostra società, due categorie particolari di persone...
-Quelle che preferiscono le cose che costano molto! Dicono: “Sono care, ma logicamente sono più buone di quelle che costano poco”
-Quelle che comprano solo ciò che è robusto, massiccio, ingombrante, pesante… Dicono: “Non si romperà mai! Mi durerà tutta la vita…” Vedono un’automobile, e ci picchiano con le nocche delle dita sulla lamiera (con orrore del venditore…), per sentire se suona vuoto o pieno. Un frigo o una lavatrice e subito chiedono: “quanto pesa?” E’ il peso che conta (per loro), poco importa che magari dentro ci siano 30 Kg. di cemento in più del necessario…
E’ proprio quello che sta succedendo in questi giorni, in cui gli italiani si preparano ad esprimere la loro preferenza tra due schieramenti politici contrapposti...
- Uno ha scelto la strada della qualità (un programma di sole 22 pagine che non promette di risolvere tutti i problemi, ma si impegna a risolvere bene quelli che affronterà)
- L'altro ha scelto la strada del peso! (281 pagine di programma, che promette di risolvere tutti i problemi possibili immaginabili che hanno gli italiani oggi!!!)
Se tanto, mi da tanto, credo che una buona parte degli italiani, saranno attirati "dal peso" del programma della sinistra. Sembra un affarone! E costa poco! Anzi, niente! Infatti la sinistra distribuisce "diritti" a tutti, non chiede sacrifici, non chiede impegno personale forte... chiede solo "un atto di fede". Un religioso "SI, credo anche se non capisco..." (sfido gli italiani a dimostrarmi di essersi pappate le quasi 300 pagine del programma Prodiano, e soprattutto di averlo capito...)
Ma c'è un fatto che fa di questo programma una mela bacata, una mela marcia...
Ed è proprio il fatto che dentro il programma della sinistra c'è la strenua difesa di "aborto" ed "eutanasia", presentati come valori positivi e civili. E questo è fatale!
Infatti con queste premesse di banalizzazione della vita nascente e dell'anzianità, si vuol far passare dei veri e propri omicidi come necessari per un progresso virtuoso della società.
Perciò dico a tutti: "Anche se la sinistra avesse il migliore e "massicio" programma che la mente umana possa concepire (e non è così), ma dentro è compreso questo progetto contro la vita (ed è così!), vi dico, per questo unico punto cruciale del programma la sinistra va bocciata alle urne". Sia che siate Cristiani, o che non lo siate. Una politica contro la vita, è contro l'uomo, contro la libertà, contro la pace, contro l'amore, contro il bene.
Tutto il resto è secondario e subordinato al rispetto della vita. Senza questo rispetto universale assoluto, è a rischio ogni altra cosa.
Dopo il tentativo di buttare dalla finestra il Crocifisso...
Dal blog "PESCEVIVO", ho raccolto l'invito di far circolare un documento relativo a studenti di una scuola, che si sono sentiti rifiutare dagli "insegnanti" e dalla "direzione", il permesso di "pregare durante l'intervallo" (5-10 min. in 8-10 persone al massimo). Ritengo questa decisione del corpo insegnante, una grave violazione della libertà individuale, dato che durante l'intervallo ogni studente può dire ciò che vuole, persino le parolacce e le bestemmie, non vedo perchè uno non potrebbe pregare. Anche io invito i miei visitatori a pubblicare e far circolare questo documento, per sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone su quello che in forma strisciante stà avvenendo nelle scuole, tradizionale e fondamentale luogo di educazione e formazione delle coscienze dei nostri ragazzi.
CHI HA PAURA DELLA LIBERTA’?
Ieri 7 marzo, alla fine di una interminabile seduta, il Collegio dei docenti dell’Istituto Professionale “Paolo Frisi” di Milano ha espresso parere sfavorevole riguardo la proposta dei rappresentanti degli studenti al Consiglio d’Istituto e alla Consulta Provinciale di recitare la preghiera dell’Angelus tre volte la settimana, durante l’intervallo, all’interno della scuola.
Il che equivale alla richiesta di sostare in un luogo dell’edificio per circa 8 minuti alla settimana in un gruppo di persone che a stento si immagina possa raggiungere le 10 unità.
Ma tant’è. Il collegio ha recepito questa richiesta come una grave minaccia alla libertà delle persone e alla laicità della scuola e, nonostante l’intervento ragionevole e pacato di diversi colleghi a favore della richiesta degli studenti, ha votato contro, a larga maggioranza.
Premesso che il problema sta all’origine, nel senso che non solo tale richiesta non costituisce materia di collegio, ma nemmeno necessita dell’autorizzazione di alcuno, essendo la possibilità di esprimere pubblicamente la propria fede religiosa anche attraverso gesti comunitari, ampiamente tutelata dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato italiano, il fatto merita qualche considerazione e suscita qualche domanda.
1. Chi ha paura della libertà? Le scomposte reazioni che si sono viste ieri in collegio ci paiono francamente sproporzionate alla richiesta, del tutto libera, avanzata dagli alunni. Perché degli studenti che preferiscono radunarsi nel tempo libero dell’intervallo, condividendo un gesto che ritengono costitutivo della loro amicizia, piuttosto che parlare di calcio, andare al bar, fumare in cortile… o altro, non possono farlo? E’ semmai impositiva e gravemente lesiva della libertà personale la pretesa del collegio di vietare un simile gesto.
2. Chi ha paura del pluralismo? La paventata minaccia alla laicità della scuola ci pare altrettanto infondata. Una scuola è laica se è veramente pluralista, ovvero se consente a tutto tondo l’espressione della tradizione, religiosa e culturale, di ciascuno. Questo è un contributo e una ricchezza. Se altri, di diversa appartenenza religiosa e culturale, avessero avanzato la stessa richiesta, avremmo forse avuto, finalmente, l’opportunità reale di un dialogo e di un confronto multiculturale. Perché il dialogo vero si crea ed esiste laddove ciascuno è seriamente impegnato con la propria tradizione e la propria storia, laddove la persona si spende per qualcosa che incide sulla propria vita, la propone e la mette al vaglio della ragione nel presente. Viceversa l’apertura alla diversità ha i confini che gli diamo noi, censurando ciò che ci disturba o non rientra nei nostri schemi, divenendo così vuota retorica, argomento di scuola che non suscita più il minimo interesse.
3. Chi ha paura dell’educazione? Come adulti ed educatori che lavorano in una scuola pubblica, finanziata con il denaro di tutti i contribuenti italiani abbiamo il compito e il dovere di promuovere, valorizzare e difendere l’espressione ideale e la proposta culturale di tutti. Nessuno escluso. In particolare se l’iniziativa viene dagli studenti. Il compito dell’educatore è quello, ne siamo certi, di accompagnare gli studenti ad andare a fondo della tradizione cui appartengono e a verificare l’adeguatezza o meno di quest’ultima alla loro esperienza umana, anche se il loro credo non coincide con il nostro. Negare a degli studenti la possibilità di riconoscere pubblicamente la loro appartenenza religiosa è un fatto altamente diseducativo.
4. Chi ha paura dell’ideale? Lamentiamo spesso che i nostri alunni non hanno impeto, non hanno ideali per i quali impegnarsi. Sono figli della noia. E allora perché, per una volta che si verifica il contrario, lo si vuole stroncare sul nascere? Si ha forse paura del risvolto comunitario di questo ideale, della sua ricaduta sociale? Chi conosce la storia, e tutti noi in quanto adulti e laureati dovremmo conoscerla, sa che il fatto religioso, e in particolare quello cattolico, si pone per sua natura come un fatto sociale e comunitario. Ma questo, per chi almeno è leale con la storia, è un contributo alla convivenza, non una minaccia.
E in democrazia è fatta salva la libertà di tutti e la libertà di tutti va difesa.
Anche quella dei cattolici.
INVITIAMO TUTTI COLORO CHE LO RITENGONO OPPORTUNO A SOTTOSCRIVERE QUESTO COMUNICATO.
Esp. Un gruppo di docenti del Frisi
8 marzo 2006
INNO ALLA VITA

... mentre oscuri figuri nel panorama del nostro amato paese, tramano contro la vita, bramando il potere per poter mettere le mani sulla "stanza dei bottoni", continuiamo il cammino di questo blog innalzando oggi un "Inno alla Vita". Un inno di gioia per avere un Padre nei cieli che è Amore. Che dona la vita in abbondanza e la difende come un pastore difende le sue pecore dai lupi rapaci, che continuamente tentano di penetrare nell'ovile per devastare il gregge...
La Vita precede il creato e l'uomo: l'uomo - e con lui ogni realtà vivente - è reso partecipe della vita per il gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio. La vita è perciò un bene "indisponibile"; l'uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di Colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva. (Dal Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 28a Giornata per la vita -5 febbraio 2006-)
«Il Premio Nobel per la pace è consegnato a Madre Teresa perché vede Cristo in ogni essere umano che per lei è sacro. La caratteristica del suo lavoro è il rispetto per la persona, il valore e la dignità di ciascuno. Lei e le sue suore accolgono le persone più sole, infelici e abbandonate - poveri, moribondi, lebbrosi - con calore, pietà, compassione basate sull'amore per Cristo che ella vede in ogni uomo. Donandosi a persone di ogni razza, religione e nazionalità, ha superato tutte le barriere. Con il suo messaggio è arrivata a tutti e ha gettato un seme di bontà. Ha lavorato per la pace e per l'inviolabilità della dignità di ogni uomo». E' il 10 dicembre 1979, Teresa - «la matita nelle mani di Dio» - vestita del «sari> bianco bordato di blu, si alza. La ascoltano i Reali di Norvegia, il Governo, il Parlamento, uno sceltissimo pubblico in costosi abiti da cerimonia. Il suo eloquio, semplice ed essenziale, incanta e colpisce: «La pace oggi è minacciata dall'aborto, che è una guerra diretta, una uccisione compiuta dalla stessa madre. Anche il bambino non ancora nato è nelle mani di Dio. L'aborto è il peggior male e il peggior distruttore della pace. Noi non ci saremmo se i nostri genitori non ci avessero voluto. I nostri bambini li abbiamo desiderati e li amiamo. Ma che ne è degli altri milioni? Molti si preoccupano dei bambini dell'India e dell'Africa, che muoiono di fame e malattie, ma milioni muoiono per espressa volontà delle madri. L'aborto distrugge la pace: se una madre può uccidere il proprio bambino, che cosa impedisce a me di uccidere voi e a voi di uccidere me? Niente...».
Signore, non perdiamo la speranza nell'umanità perché sappiamo che ci sono anche tante persone che proteggono, promuovono, aiutano la vita in molti modi e in ogni parte del mondo, sacrificando persino la propria vita.
Signore, aiutaci a riconoscere in ogni vita, anche la più piccola, la più segnata dal limite e dal male, il riflesso del tuo mistero. Aiutaci a credere che la vita è sacra poiché se perdiamo il senso della sacralità della vita, cadiamo in un baratro di cui non conosciamo, né possiamo immaginare il fondo. Gesù rendici degni di servirti nei poveri che vivono e muoiono nella povertà e nella fame. Attraverso le nostre mani, dona loro il pane quotidiano. Per mezzo del nostro amore, ricolmali di gioia e di pace. Gesù, tu doni a noi il tuo corpo realmente presente nel pane della Eucaristia. Aiutaci a riconoscerti presente e a servirti nel corpo sofferente dei nostri fratelli. Amen. (Madre Teresa di Calcutta)
Oggi il Signore ha voluto per sempre con se Robertino, un bimbo della nostra comunità... Tu Signore, sei sempre il Signore della vita, che quando te la riprendi, è per farla diventare eterna. Questo angioletto in cielo, deve diventare gioia per papà e mamma che tu renderai ancora più fecondi per vie che solo tu, o Dio, conosci... e diventare gioia anche per tutta la comunità che si è stretta attorno a questa famiglia con tanto amore...
Invito alla lode...

In rendimento di grazie
Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.
Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;
poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.
(Salmo 100)
Questo è il programma di vita che il Signore mi ha consegnato per l'anno 2006...
Ho desiderato stare un po' con Lui la sera del 31 Dicembre, per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto per me nel 2005...
... pensavo forse di fargli anche un dono... ma, come sempre Lui, ci sorprende! E' Lui che ha fatto un dono a me...
Ho aperto la Bibbia a caso... e questo è quello che ne è uscito... Bello, vero?
Ho pensato poi che questo è un "programma" universale, (che va bene per tutti)...
Ed ecco quà! Lo propongo anche a voi... con tutto l'amore in Cristo...
Buon 2006 a tutti.
Che sarebbe il Natale, senza il bambinello Gesù?

Il rischio di essere retorici a Natale, c'è tutto!
Ma che importa ripetersi? ... Se dirsi (e sentirsi dire): "Ti voglio bene", è tanto bello...
Perchè augurarsi "Buon Natale", è proprio questo! E' dire al fratello: "Ma lo sai che in fondo, io non ho proprio nulla contro di te... In fondo, io lo so (lo sento), che il mio più grande desiderio, è volerti bene... e e, che tu me ne voglia."
E' quello che si scopre sempre quando finisce una guerra, quando di fronte ai morti e alle macerie, i due malconci contendenti si chiedono: "Ma perchè mai abbiamo cominciato?"... E non si trova mai un vero motivo! Un qualsiasi motivo che, dopo aver comunque perso da entrambe le parti, è sempre di una squallida banalità... da non avere più il coraggio ora di prendere in considerazione.
E allora, alla faccia della retorica, diciamocelo che ci vogliamo bene, o perlomeno che lo desideriamo tanto, che dopo aver visto quel bambinello nella stalla di Betlemme, che allarga le sue braccine per dirci: "Amami ... fragile, indifeso come sono... Ho bisogno del tuo amore per scaldarmi, per sorridere e poter diventare grande (crescere). Se tu mi amerai, anche io imparerò ad amare e non dimenticherò mai che tu mi hai accolto, cullato, baciato..."
Ogni bimbo del mondo, è Gesù Bambino. Ogni uomo sulla terra è stato Gesù Bambino. Ecco che allora è Natale solo se cogliamo quel vagito come il più alto insegnamento che Dio ci vuole donare.
"Amatemi come amate un bambino, e vi assicuro che il mondo cambierà! Fiorirà, canterà, sfavillerà di colori, musica e profumi."
Perchè l'Amore può tutto! L'Amore è Dio.
Buon Natale a tutti (a ogni "bambino" di buona volontà)...
Questo (sopra), è il mio presepe... niente di straordinario, certo! Ma dall'età di otto anni, anche se per molti anni sono rimasto lontano dalla chiesa, non ho mai mancato di farlo... L'amore mi ha salvato.
E questo è proprio meraviglioso...
Grazie a Papa Benedetto XVI° e al Card. Ruini, la cultura italiana tutta riflette sulla "dittatura del relativismo etico e morale"...

Un dono quanto mai "Provvidenziale"
Vi posto parte di un commento emblematico... e la relativa mia risposta...
(grazie ad Alessio per avermi concesso la pubblicazione)
I significati che un'azione ha nel momento in cui accade, hanno ben diverso valore rispetto a quando noi le attribuiamo dei valori già elaborati, quindi schiavi delle variabili razionali, identitarie, culturali, ambientali, esistenziali, ecc.
Troppa roba. Troppa confusione, troppe influenze, troppa incandescenza per poter giudicare freddamente.
L'uomo sa troppo, per poter sapere abbastanza…
Alessio
Bello il finale Alessio!
"L'Uomo sa troppo, per poter sapere abbastanza"…
In realtà, l'uomo non conosce nemmeno se stesso.
"Solo che pensi che stà pensando", gli può venire un infarto... da quanto complessa è questa realtà...
Però c'è una cosa semplice, ed è su questa che Dio ci invita a riflettere... Posso fare tutto e solo per me stesso, (la mia vita inizia e finisce con me), e invece posso fare (per l'amore di Dio), per gli altri. (riconoscendo che tutto mi è stato donato e tutto devo donare...) Questa è una cosa che può capire anche un bambino, (che istintivamente, per natura nasce egoista), e su questa "cosa" Gesù "punta tutto il Suo capitale". Anche l'arte non sfugge a questo "dualismo", una volta tanto, con tutte le sfumature in mezzo... ma ci sarà sempre "un punto di viraggio", dove l'egoismo, stemperato dall'abbraccio di Dio, si trasforma in "dono gratuito" in "servizio" in "amore", "vita", "gioia", "giustizia" e "Verità".
Dio sa bene che l'uomo "impazzisce" se "pretende" di "sapere tutto". Per questo ci dice: "Figlio mio, so bene che ti ho dato una mente incapace di penetrare i miei misteri, ma so anche che con la mente e il cuore che ti ho dato, puoi farcela a conoscere Me. Sii semplice come un bambino, e umile come me, accetta la tua condizione, e amala, avrai sempre il mio Amore e lo percepirai come la tua forza. La "Sapienza" te la regalerò Io, così non impazzirai e amerai la vita e il creato. Con i doni del Mio Spirito tu, figlio mio, potrai conoscere Me "intimamente" e potremo così amarci e stare insieme per sempre. Ciao, ciao
Alkall

Lo Spirito Santo, il più grande dono fatto alla Chiesa
«Senza lo Spirito Santo Dio è lontano, (Ignazio di Laodicea. teologo ortodosso. Metropolita.
il Cristo resta nel passato
il Vangelo è lettera morta
la Chiesa una semplice organizzazione
l'autorità un dominio
la missione una propaganda
il culto una semplice evocazione
e la condotta cristiana una morale da schiavi.
Ma in Lui, Dio è una sinergia indissociabile
il cosmo viene risollevato
e geme nel travaglio della generazione del Regno
il Cristo risuscitato è vicino a noi
il Vangelo diventa potenza di vita
la Chiesa significa comunione trinitaria
l'autorità diventa un servizio liberatore
la missione è una Pentecoste
la liturgia un memoriale e una anticipazione
l'agire umano viene deificato».
Intervento alla III Assemblea del Consiglio Mondiale
delle Chiese a Uppsala, 3-19 luglio 1968)
... a proposito di "Radici" della nostra esistenza...
(da un articolo di Nives Zaccaria nella rivista R.n.S.)

Dopo aver pubblicato vari post sulla realtà del "male", della "sofferenza", del "peccato" e della "morte"... Adesso, basta! Credo che sia venuto il momento di parlare della:
"SPERANZA CRISTIANA"
Perchè il Cristiano, non è mai "sopraffatto" dal male, non è mai "piegato" dalla malattia, non è mai disperato... Non può esserlo, perchè l'esperienza dell'incontro con Dio, lo riempie di tutto ciò di cui ha bisogno! Di "Coraggio", di "amore", di "gioia" e di "pace". E' la potenza stessa dello Spirito, che lo trasforma in una "Creatura nuova". E' un prodigio, che si deve conoscere...
La società in cui viviamo diventa progressivamente atea e autosufficiente, e si allontana a passi veloci dalla verità di Cristo. Ma per i cristiani, il ripiegamento su questa condizione è impensabile. Come Dio non si rassegna al nostro peccato, così noi non rinunciamo a proclamare con coraggio la nostra fede. Attraverso una intensa testimonianza di vita veniamo incoraggiati ad essere annunciatori della Pentecoste.
Per il laico la vita è una cosa che appartiene a lui solo. Non gli è data da nessuno e non dovrà restituirla a nessuno. E, dunque, lui solo ha il diritto di decidere se e quando porvi fine. Quando, in altre parole, ritiene che la sua vita abbia perso ogni attrattiva e dignità». Questa è l'affermazione di una nota esponente della cultura di sinistra, della quale non indico il nome perché in fondo la sua è un'idea comune a molti rappresentanti del cosiddetto "mondo laico" e quindi della cultura che ad esso fa riferimento. Ho pensato di iniziare da qui la mia riflessione innanzitutto perché non si tratta di un'affermazione fra le tante: è sempre più facile constatare, infatti, come la mentalità di cui essa costituisce il cardine sia andata progressivamente imponendosi in ogni strato sociale, anche fra i credenti. In secondo luogo, perché ritengo che essa possa aiutarci a meglio comprendere uno degli aspetti essenziali della cultura della Pentecoste.
Un’esperienza di vita:
Negli ultimi decenni abbiamo assistito come a una corsa verso un modo di pensare sostanzialmente ateo. Esemplare, da questo punto di vista, l'esperienza di MARIA, (non è il vero nome…), stimata e nota professionista. Cresciuta in una famiglia cattolica praticante, con una formazione religiosa solida, a quindici anni ha abbandonato la chiesa. «Ho semplicemente smesso di avere qualunque rapporto con Dio. Ho preso la mia eredità, come il figliol prodigo, e sono andata via. Volevo essere moderna, libera e non sentirmi giudicata. Volevo decidere di me e della mia vita senza nessuno a cui rendere conto. E ho cominciato a vivere autonomamente, con autosufficienza. Non sentivo la mancanza di Dio, anzi diventavo sempre più sicura di me e delle mie scelte e m i convincevo che" la religione è l' oppio dei popoli". Credevo nella scienza, nelle grandi scoperte dell'uomo, nella tecnologia, in ciò che vedevo e toccavo e diventavo sempre più razionale e critica. Riuscivo in tutto ciò che mi prefiggevo. Anzi eccellevo. La mia unica preoccupazione era di conquistare sempre, in ogni campo, i primi posti. lo ero Dio. lo decidevo cosa fare, quando e in che modo. E ciò che decidevo, si realizzava. Non mi chiedevo più se Dio esistesse o no, semplicemente non mi interessava». Quanta gente ha seguito la strada di MARIA in questi anni, sia pure senza gli stessi risultati a livello professionale ed economico? Come può essere avvenuto tutto questo? Come si può perdere la fede e vivere orgogliosamente come se Dio non esistesse, dopo aver creduto per tanto tempo? Evidentemente ciò è possibile. L'esperienza di MARIA però non finisce qui. Dopo aver costruito la propria vita su valori autonomamente scelti, MARIA incontra il Rinnovamento nello Spirito e ha quindi la possibilità di vivere l'esperienza pentecostale. «Quando entrai per la prima volta nel salone parrocchiale dove si riuniva il gruppo di preghiera, rimasi folgorata. Percepii che lì c'era Dio e quando a un certo punto si levò un canto dolcissimo e melodioso, seppi all'improvviso che egli esisteva ed era lì, che mi aveva atteso a lungo e io, se volevo, potevo tornare da lui».
La novità della Pentecoste:
La Pentecoste, con l'effusione dello Spirito Santo nel cuore dei credenti, segna la fine definitiva di un modo di pensare simile a quello inizialmente indicato. Con la Pentecoste muore l'uomo che ritiene di poter autogestire se stesso e la propria vita, e nasce l'uomo nuovo, che è nuovo proprio perché ha scoperto che tutta la sua esistenza è inserita in un Amore che lo avvolge e lo sovrasta. Leggendo il racconto degli Atti (At 2, 1 e seg.) si rimane colpiti dal cambiamento subìto da coloro che erano rimasti nel Cenacolo a pregare. Gli evangelisti ce ne avevano descritto i dubbi, le paure, ma anche le aspettative e i progetti, fino alla delusione. Ricordiamo ad esempio la condizione dei discepoli di Emmaus, le cui speranze erano crollate dopo la morte di Gesù: «Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele...» (Lc 24, 21). E ancora, la domanda che gli apostoli rivolgono a Gesù prima dell'ascensione al cielo: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?» (At I, 6). Nel Cenacolo è avvenuto qualcosa che possiamo paragonare a una vera e propria rivoluzione copernicana. Lo Spirito di Dio viene effuso nel cuore umano e lì opera come una forza che libera dalla legge del rifiuto, del dubbio, della ribellione; in altre parole, come spiega San Paolo, dalla legge del peccato. È così che l'uomo scopre la verità, cioè di essere amato, e raggiunge la libertà, (in quanto, liberato dall'affannosa ricerca di sé), comprende di poter ricambiare l'amore e amare a sua volta. La venuta dello Spirito Santo porta nell'intimo della coscienza una certezza, come un giuramento di Dio: "Ti amerò per sempre e tu sarai capace di ricambiare questo amore...". L'esperienza di MARIA mostra come questa azione assuma spesso i caratteri di una lotta drammatica, tra il desiderio di Dio e la difficoltà ad abbandonare le proprie idee, le proprie ricchezze, la propria libertà e autonomia di giudizio; al tempo stesso ci mostra quanto sia illimitata la potenza dell'Amore: «Non mi piaceva la povertà evangelica, non mi piaceva la radicalità del vangelo, non mi piacevano gli "ultimi posti" in genere. E tuttavia capivo che non c'era altra strada: o con Dio o contro Dio. Avevo ripreso ad andare a Messa, facevo molte elemosine, ma sapevo perfettamente che non era questo ciò che Dio voleva da me. Non voleva qualcosa, voleva tutto, voleva me. Ed io volevo lui, ma non volevo la sua volontà. Per quanto tempo non ho potuto recitare il Padre Nostro! Mi bloccavo quando dovevo dire: Sia fatta la tua volontà. Non potevo trattenere il pianto, ma non riuscivo a proclamarlo Signore. Allora feci un patto con Dio: io ti do ciò che riesco a darti, tu però non stancarti di chiamarmi. E andai avanti così, sentendomi estranea a Dio, ospite nel gruppo che frequentavo a singhiozzi, gelosa di quel Gesù che aveva preso il primo posto nel cuore di mio marito. Quello fu il periodo in cui sperimentai la fedeltà di Dio: non si stancò mai di chiamarmi e tutto mi parlava di lui».
Nati dal cuore di Dio:
È questo il primo grande frutto della Pentecoste, che costituisce anche la radice della cultura cristiana: il riagganciare la vita umana a quella divina. L'amore di Dio, che penetra nel cuore umano mediante il dono dello Spirito Santo, ha in sé tutta l'energia necessaria per spingere oltre se stessi, oltre l'infatuazione autonomistica e l'orgoglio, portando a placarsi nel grande mare dell'Essere. Plasmato da questa forza, come il metallo che viene fuso dall'artista per essere lavorato, l'uomo comprende dal di dentro di essere nato non per un caso accidentale. Egli non ha più paura dell'ignoto perché sa che le sue radici sono nell'universo o, più precisamente, nel cuore di Dio, e perché sa che lì ritornerà quando il suo tempo sulla terra sarà finito. È stato così anche per MARIA «Fu dopo la preghiera di effusione - confessa - che sperimentai di essere veramente figlia di Dio. Mi sentii come una che, dopo aver a lungo guardato dal buco della serratura, vede finalmente spalancarsi la porta e viene ammessa "da figlia" nella casa di suo Padre. Sperimentai con stupore cosa vuoi dire essere amati, seppi cos'è l'amicizia con Dio; mi sentivo libera e felice, mi era facile amare e ricercare la sua volontà. Tutta la mia vita diventava progressivamente un inno di lode a Dio, che mi amava e aveva dato la sua vita per me. Guardavo al mio passato e vi scorgevo le tracce della sua presenza proprio lì dove, invece, io pensavo di avere maggiori meriti. Trovavo gioia nella preghiera e avevo sete della Parola, un gusto nuovo per le cose di Dio e un grande amore per la Chiesa. Non disertavo più le riunioni di preghiera, ma anzi ritmavo i miei appuntamenti in base alle esigenze della vita comunitaria».
Un dono per una società senza cuore:
Che cosa ha da offrire a una società costruita sulla cultura dell' autosufficienza il cristiano nato dalla Pentecoste? La domanda impone prima una constatazione: difficile affermare che il mondo interiore, cioè il mondo degli affetti, dei sentimenti, dell'adesione a forti ideali e a dei valori spirituali sia "di moda" nella nostra società. In questo senso possiamo definirla "malata" o "senza cuore". E allora che cosa possiamo dare come cristiani? Certamente non il fermasi al disagio e al lamento, non la paura del "dove andremo a finire", bensì il coraggio di investire le risorse a nostra disposizione per portare nella mentalità e nei comportamenti collettivi, cioè là dove si ha dell'uomo un'idea non trascendente, la conoscenza di Gesù Cristo fatta nella potenza dello Spirito Santo. Se abbiamo vissuto e continuiamo a vivere l'esperienza della Pentecoste, sappiamo che questo è il primo dono da offrire: Gesù Cristo Signore. Saprà lui, poi, come farsi strada nei cuori.
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Il totalitarismo della dissoluzione Si sta formando un regime dissolutore e immorale. Avverso al Cristianesimo. Combatte la Chiesa che si oppone alla "cultura della morte" del nichilismo contemporaneo. L'avvertimento di Cristo: per il dilagare dell'iniquità verrà meno in molti la carità. Urge una nuova evangelizzazione. Tempo fa, forse lo ricorderete, un gruppo anti-abortista provò a diffondere delle foto di aborti: foto a colori di minuscoli corpi umani lacerati, fra sangue e muco. Un'onda di scandalo e di indignazione si levò allora dal mondo permissivo e progressista contro coloro che mostravano quelle immagini, ossia la verità. Il materiale fu sequestrato dalla polizia. Le case degli anti-abortisti perquisite, come quelle di malviventi. Li si minacciò di incriminarli in base alla legge che vieta (in teoria) la diffusione di immagini oscene. "Oscene", dunque illecite, sarebbero state le foto di aborti; praticare l'aborto è invece perfettamente legale e socialmente approvato. Un prete (forse ricorderete anche questo) volle elevare nel cimitero locale un monumento per i piccoli uccisi dall'aborto, vi celebrava una messa funebre. Ancora indignazione: lo si costrinse a smettere. A fare scandalo non era l'aborto, ma la messa. "Il Papa deve smettere di fare il katéchon" esclamò d'improvviso Massimo Cacciar!. Mi stupì la sua foga, e ancor più il fatto che subito dopo parve pentirsi, come se la parola gli fosse sfuggita. Era un giorno del settembre 1993, e io lo stavo intervistando... Katèchon ? Non ricordo molto di greco. Dovetti chiedergli che cosa volesse dire. "Katèchon è Ciò-che-trattiene", rispose Cacciari guardandomi incerto: "Ciò che trattiene l'Anticristo dal manifestarsi pienamente. San Paolo, ricorda?". |
Orgoglio gay…
Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare che l’orgoglio, sia sempre stato una connotazione negativa dell’uomo… Ora non lo è più? Sembrerebbe proprio di sì. A Stabilirlo sono “gay e lesbiche” di tutto il mondo.
L’autocontrollo, l’umiltà e la morigeratezza, come virtù, sono state “licenziate in tronco”.
E bastà! Non se ne può più di tutti questi limiti… Ognuno faccia sesso come vuole!
(fare sesso sembra sia la priorità assoluta per tutti i governi dell’Occidente!!!).
Diamo sfogo ai nostri istinti, passioni, perversioni… Liberiamoci da ogni limite e imposizione!
E non a caso nella Bibbia, “costoro”, scatenano la più grande “ira di Dio”.
E non a caso, il peccato d’origine è un peccato di “orgoglio”
E non a caso, l’oggetto del contendere (a Dio), è “la famiglia”…
E non a caso… perché se crolla la famiglia, si avvererà quel “sarete come Dio”, del serpente tentatore…
E non a caso, il Canada, diventa con due soli giorni di anticipo sulla Spagna (c’è una gara a chi arriva primo…), il terzo paese al mondo ad aver abolito il “concetto di famiglia”, così come l’ha progettata “Dio Creatore”.
E non a caso… Il Canada è il “paese più europeo” d’America…
E non a caso, il propugnatore di tale bieco disegno canadese si chiama “Giovanni Cristiano”…
E non a caso, il tutto viene approvato “in piena notte”…
E non a caso, con soli 25 voti di scarto… (158 a favore e 133 contrari)
E non a caso, secondo il ministro indipendente “O’Brien si dice convinto che alcuni membri del gabinetto siano stati forzati a votare a favore, pena la perdita dei loro posti di ministro.”
E non a caso… perché “gay e lesbiche” hanno sempre “giocato sporco”, sono e saranno sempre contro qualsiasi regola, una mina innescata per la sopravvivenza della società…
E non a caso, “Il ministro Joe Comuzzi ha rassegnato le dimissioni per essere libero di poter votare contro, in plateale rottura con la linea legislativa del proprio governo e con la decisione del premier canadese di blindare il voto.”
E non a caso… “Il leader dei conservatori all’opposizione, Stephen Harper, ha annunciato che se il suo partito formerà il nuovo governo, la legge sarà cambiata. Harper sostiene che un eventuale esecutivo dei conservatori lascerebbe libertà di coscienza a tutti i parlamentari sulla materia, piuttosto che forzare i propri ministri.”
E non a caso… Un ennesimo governo “laico” che dovrebbe “rappresentare tutti i cittadini, si fa interprete di una sola minoranza del popolo, e con l’inganno e la coercizione legalizza una ingiustizia che collide con etica, morale e legge naturale… “Il Governo, non ha alcun diritto di ridefinire il matrimonio, che è già dato nel Common Law, come l’unione di un uomo e di una donna”.
Una deriva culturale e sociale, che “il relativismo etico e morale”, ci “regala a piene mani”.
Non dite più ormai che non si vede fin troppo bene l’attacco diretto a Dio Creatore. Il quale ha disposto fin dall’origine dei tempi, che questa umanità si “regga” sul nucleo fondante della “famiglia” composta da un papà, una mamma e dei figli, desiderati e amati con tutto il cuore.
Allora non potete più dirmi, che non stiamo mettendo duramente alla prova la pur infinita pazienza di Dio…
Attacco frontale
Molto più del terrorismo internazionale la filosofia del relativismo etico sta minacciando di colpire al cuore la nostra società basata su un insieme di valori cristiani. Sapremo reagire a questo nuovo, potentissimo attacco?
Non c'è dubbio che in questi ultimi anni il cristianesimo sia attaccato fin dalle fondamenta: e non ci stiamo riferendo certo alla "guerra santa" scatenata dagli estremisti islamici contro i "crociati". Gli attacchi di cui parliamo, quelli che si possono rivelare veramente letali per la nostra società giungono proprio da noi stessi, dagli abitanti di questo Occidente ricco e annoiato, che nella continua ricerca di qualcosa di diverso e della libertà di fare quello che più piace, reputa intollerabile questo insieme pur minimo di regole - spesso basate sui valori cristiani - che ancora rimangono. Le prove di questo processo di dissoluzione sono sotto gli occhi di tutti: emblematico in questo senso il rifiuto di inserire un riferimento alle radici cristiane dell'Europa nella nuova Costituzione europea. Poi ancora la legge francese sul divieto di esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, che provocano anche fenomeni francamente comici come il divieto di esporre l'albero di natale nei cortili delle scuole durante le festività... Passando invece a cose più serie, va segnalato lo sforzo incessante del primo ministro spagnolo, il socialista Zapatero, per demolire le istituzioni bibliche basilari come la famiglia. Nel giro di pochi mesi il governo di questo zelante alfiere della laicità ha fatto approvare una legge sul divorzio rapido, una legge sul matrimonio di gay e lesbiche, con annessa possibilità di adottare figli (che a loro volta considereranno perfettamente normale una famiglia con due papà o due mamme) e infine una legge che permetterà ai transessuali di scegliere il sesso desiderato con una semplice dichiarazione in Comune. Tale scelta darà la possibilità al transessuale di ricevere un aiuto economico per l'eventuale operazione chirurgica che permetterà di adeguare l'aspetto fisico... alla propria volontà sessuale. Ah, le meraviglie del progresso! Il fatto veramente preoccupante è che questo tipo di pensiero è diventato ormai maggioranza nel mondo occidentale. Questo significa che, in virtù del sistema democratico, può essere approvata anche la legge moralmente più abietta, purché abbia la maggioranza dei voti. E c'è di più: la reazione a chi si oppone al pensiero dominante è sempre violentissima, e comporta l'accusa di bigottismo, rozzezza, oscurantismo. Anche il Card. Joseph Ratzinger, da poco eletto Papa, proprio prima di salire al soglio pontificio denunciò con forza quello che lui chiama "dittatura del relativismo etico". In Italia ne abbiamo una prova: durante il dibattito sul referendum contro la legge sulla procreazione assistita la parte favorevole a un utilizzo più spregiudicato degli embrioni, "in nome della scienza" naturalmente, ha spesso bollato chi desidera una maggiore tutela della vita dell'embrione come retrogrado, nemico del progresso, nemico della salute delle donne, servo del clero. Ora, indipendentemente da come la pensiate, alcuni versetti della Bibbia dovrebbero farci riflettere. Per esempio la frase che Dio rivolge a Geremia "Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto" (Geremia 1:5). Dai tempi di Geremia, Dio non ha mai cambiato idea sulle sue leggi fondamentali, nemmeno a seguito di un referendum popolare.
In pieno spirito ecumenico pubblico questo articolo dalla rivista cristana Evangelica "Uomini Nuovi". E' un pensiero che ci accomuna e ci unisce nella preoccupazione della testimonianza cristiana. La decadenza dell’Europa
SE ANCORA NON SIETE CONVINTI...
Lo avevamo sempre detto che dietro all’aborto terapeutico c’era il desiderio di eliminare “gli imperfetti” e tutti ad assicurarci che non era vero, che si trattava del desiderio di non mettere al mondo degli infelici, non si voleva soffrissero.
Noi, per nulla convinti, rieccoci a dire che dietro alla selezione dell’embrione si nasconde il desiderio della “razza pura” tutti belli, sani e con la possibilità di campare cent’anni. Tutti “selezionati” con materie di prima qualità.
Finalmente un radicale che esce allo scoperto e dice pane al pane e che non si vergogna di assomigliare a quel dittatore che molti anni fa aveva tentato con modi più “empirici” lo stesso esperimento.
Si lamenta Antonio Tombolino, radicale, in un articolo apparso il 20 maggio sul giornale telematico dei Radicali Italiani, che chi è favorevole alla selezione degli embrioni deve continuamente difendersi dall’accusa d’essere favorevole all’eugenetica.
Tombolino ha trovato anche la soluzione a questo problema, invita, infatti, tutti a liberarsi dal tabù linguistico, che offre il fianco a quelli come Giovanardi che si spingono sino a paragonare l’eugenetica alle pratiche naziste.
Liberarsi dal tabù linguistico? Certo, iniziamo a dire, che l’eugenetica è bella, è buona, che ci darà figli sani, belli, scelti come le primizie dell’ortolano. Chi saprà resistere a tale promessa?
Scrive Tombolino: “Consentire, come la scienza rende oggi possibile, attraverso un mezzo assolutamente lecito come la diagnosi preimpianto, che a nascere sia una persona sana, non affetta da una grave malattia, è eugenetica? Bene: siamo per l’eugenetica, siamo per questa eugenetica. Meno male che ad amare la vita e ad amare l’uomo ci pensano i radicali, non quelli che come me fanno figli con il metodo tradizionale, che non sai mai se sarà maschio o femmina, se diventerà alto o basso, miope o calvo, se avrà voglia di studiare oppure di volare, se sarà portato alle allergie come la madre o all’acne come suo padre, figli non selezionati perché l’amore ama quell’uomo nuovo a cui hai dato una vita che non ti appartiene.
Siamo – liberiamo un altro pezzo di linguaggio sequestrato - per il miglioramento della specie, perché no? O dovremmo forse militare sul fronte opposto, quello del “peggioramento” della specie? Non potremmo mai: troppo amiamo la vita, e amiamo l’uomo.”
Si ringrazia il sito di CULTURA CATTOLICA per la gentile concessione www.culturacattolica.it
EUGENETICA
Alcuni non sanno neanche cosa vuol dire, altri pensano di saperlo ed altri ancora sono certi di conoscerne il significato perché sono andati a sfogliare le pagine di un dizionario. L’eugenetica non è una definizione ma una realtà che è entrata a far parte della nostra storia già molto prima del nazismo (selezione della razza ariana), infatti, nel 1912 si è tenuto il primo Congresso Internazionale di Eugenetica dove troviamo già una nutrita rappresentanza a livello mondiale. Nel 1930 sono almeno una trentina gli Stati americani dove sono in vigore leggi eugenetiche che autorizzano la sterilizzazione degli “insani”, cioè criminali, epilettici, deficienti mentali, pervertiti sessuali e anche “non bianchi”. Non solo gli Stati Uniti, ma anche la Svezia ed altri Paesi del nord Europa introdurranno nel 1935 “misure” eugenetiche. Con la sconfitta del nazismo e delle sue teorie sulla superiorità della razza e sulla sterilizzazione di massa, si è creduto che fosse finita anche l’era dell’eugenetica, in realtà ha solo cambiato nome. Oggi è chiamata BIOLOGIA SOCIALE, ed ovviamente, diverso è anche il modo in cui si propone: libertà di scelta, bambini voluti, diritto al figlio sano…. questi sono i termini più comunemente usati.Il problema è che la moderna eugenetica sa nascondere molto bene i suoi reali obiettivi, e noi continuiamo a pensare che il suo intento sia “limitato” al raggiungimento della salute perfetta.Non è così, la “nuova eugenetica”, finanziata da potenti multinazionali, ha avviato tali audaci sperimentazioni che rasentano l’inimmaginabile: fabbricare l’uomo per modellarlo a nostro piacere, quindi creare neonati su misura come un qualsiasi prodotto commerciale, questa è la realtà. La definiranno “evoluzione della specie”? Affermano che non si può fermare la scienza, ma dobbiamo almeno sentirci in dovere di difendere il rispetto del mistero della vita e dell’essere umano con tutte le sue emozioni.
FIVET Fecondazione "strumentalizzata"...

Dopo essere stato per lunghi anni relegato nei bianchi e sterilizzati ambienti dei laboratori, il problema della manipolazione genetica è entrato con prepotenza in tutte le nostre case. Dopo il divorzio e l’aborto, non poteva che toccare che alla “manipolazione genetica”. (È l’ennesima provocazione Radicale). Di questo stiamo parlando da tempo coinvolti, dalle tante immagini che la TV ci scarica direttamente sul divano di casa nostra. Nelle normali famiglie, i sentimenti di fronte a questa pressione mediatica e pretesa di coinvolgimento (col solito referendum voluto da appena il 2,5% degli italiani ), sono sicuramente contrastanti. Ci sarà chi subisce questo periodo con insofferenza, chi invece più pacatamente cerca di informarsi e farsi una idea, e chi è già schierato, e ne propaganda le sue convinzioni. Penso che tutti i cristiani abbiano capito che la Chiesa chiede la totale astensione dal voto. Una lecita posizione che dà una netta e precisa risposta alla pretesa di coinvolgere i cristiani in un sì o un no, entrambi anticattolici. In questo momento vogliamo invece metterci comodi e tranquilli, per comprendere meglio, in maniera semplice, cosa c’è dietro questa manovra che è preparata da tempo dalle potenti lobbies scientifiche e farmaceutiche internazionali. Enormi interessi economici, si nascondono dietro la liberalizzazione della manipolazione genetica. Diventare i guru che dispensano la vita dove la natura sembra fallire… diventare guaritori di malattie attualmente incurabili, oltre a mettere in moto un meccanismo molto lucroso, crea un potere immenso. A costoro bisognerà inchinarsi… per poi mettere pesantemente mano al proprio portafoglio. È un progetto cinico che sfrutta i bisogni più importanti di tutta l’umanità, cioè quello della “generazione” e della “salute”. Un cinismo che non si ferma nemmeno davanti alle situazioni di angoscia e sofferenza di tante famiglie che si scoprono incapaci di avere un figlio, o ammalati di malattie incurabili. Al primo posto perciò stanno, (come sempre), “soldi” e “potere”. Certamente se non vi fossero alternative saremmo già di fatto succubi di queste potenti “compagnie”. Che tra l’altro possono contare su sponsor e finanziamenti giganteschi. Per grazia di Dio, le alternative ci sono e anche molto rassicuranti, ma spesso non si conoscono.
Ma andiamo per gradi…
Quello che la scienza ci dice sul fronte della vita: promessa di figli sani e belli a tutte le coppie che (pagando) lo richiederanno. Non si distingue tra coppie eterosessuali (un uomo e una donna), coniugate o no, non ha nessuna importanza! Oppure coppie omosessuali (due uomini o due donne). Ma anche un single (che vive per conto suo, uomo o donna che sia…). Anche lui potrà avere il suo bel bambino (basta sempre, che paghi). I bambini verrebbero “creati” esclusivamente in provetta. Secondo un certo tipo di “scienza”…una tecnica preferibile al rapporto naturale… (più sicuro ed efficiente). Non è escluso perciò che abbocchino alla proposta anche coppie feconde e normali.
Quello che la scienza ci dice sul fronte delle malattie: promessa di guarigione graduale da tutte le malattie incurabili che abbiamo oggi. Quindi una vita più sana e più lunga ??? (questo dicono loro…). Tutto questo sarebbe ottenuto con l’uso ( l’estrazione ) e il trattamento di cellule staminali embrionali. Gli embrioni che comunque non sopravvivono, perciò diventerebbero cavie sacrificate sull’altare della “scienza”.
Quello che invece la scienza non ci dice sul fronte della vita: La fecondazione artificiale implica che per ogni gravidanza effettivamente avviata, la “perdita” (morte ndr.), di tanti embrioni che benché inseriti in utero, spesso non riescono completare il loro sviluppo fino alla nascita. Bisogna inoltre tenere presente che per avere la possibilità di ulteriori tentativi, nel caso piuttosto frequente di insuccesso delle prime fecondazioni, viene prodotto un soprannumero di embrioni che vengono congelati (Crioconservati) con incerta destinazione. Tanti embrioni si perdono anche nella fecondazione naturale, ma nella fecondazione artificiale questo avviene in forma intenzionale e premeditata e con il consenso di più persone. Il lungo iter a cui deve sottoporsi la donna è veramente invasivo, vìola la sfera intima e lascia segni non trascurabili come quelli provocati dalla “iperstimolazione ovarica” (una vera forzatura della natura della donna), che può portare anche fino alla sterilità permanente. Senza contare che i tanti fallimenti spesso hanno come conseguenza un forte annichilimento psicologico. C’è poi la possibilità non remota di parto pluri-gemellare, dato che gli embrioni piantati in utero sono fino a tre (con la legge 40 ma molti di più se vinceranno i si). I figli nati da fecondazione eterologa, istintivamente, cercano il loro padre naturale, e vivono con angoscia questa ricerca, a volte si generano delle vere e proprie ferite psicologiche.
Quello che invece la scienza non ci dice sul fronte delle malattie: Le cellule staminali embrionali non sono attualmente efficaci e controllabili ( vedi dichiarazioni del prof. Vescovi ) e probabilmente non lo saranno mai! Milioni di embrioni sono già stati soppressi in 15 anni di sperimentazione senza alcun successo. Molti sono nel freezer in attesa della stessa sorte. E chissà quanti altri sarebbero destinati a fare la stessa fine se vi fosse il via libera del referendum.
Abbiamo detto comunque che ci sono delle alternative… E’ improprio definirle tali, perché esistono da sempre e sono le strade del buon senso, dell’intelligenza, della legge morale naturale che sono scritte nel cuore dell’uomo. L’uomo è un essere meraviglioso, e affascinante, ama la vita e prova gioia nel donarla. La Chiesa Cattolica, seguendo il Vangelo di Gesù, si fa interprete di questa totalità dell’essere umano (Enciclica Fides et Ratio), aperto alla vita e alla comunione con gli altri. Quando ci dice, di non andare a votare al referendum, ci esorta a non cedere al ricatto materialista, che ci propone un futuro “disumano”. L’istituzione famigliare, va difesa e amata. Tutta la nostra comunità può percepire che un figlio, per crescere sano e sereno, deve venire al mondo circondato dall’amore di un papà e di una mamma, che lo desiderano (ma non lo pretendono), e gli donano tutto di se stessi con gioia e gratuità. Ciò che il Creatore ha voluto e previsto è questo. Queste manipolazioni strumentali (anzi “strumentalizzate!!!), dell’uomo si intrufolano abusivamente in questo ciclo della vita creando solo confusione e disagi. (lo abbiamo visto prima…). Sul fronte della sterilità, (che gli sposi possono scoprire in se), la Chiesa, che comprende bene il dramma vissuto da questi sposi, propone innanzitutto di accettare con serenità e fiducia, la propria condizione come segno di un disegno di Dio, differente, ma ugualmente fecondo e amorevole. Invita gli sposi a interrogarsi sulla chiamata di Dio al dono di se, in una diversa forma. Una forma che contempla l’aprirsi alla vita con un amore molto più grande, forte e coinvolgente. Col dedicarsi agli altri e sentirli come figli che il Signore ci affida. Questo non significa che gli sposi, non possano e debbano indagare, le possibilità che la scienza mette oggi a disposizione, per aiutarli a poter avere un figlio loro. Questo andrà fatto però, rispettando la generazione naturale secondo il progetto di Dio. Questa limpida coscienza degli sposi fa scomparire tutte le preoccupazioni e ansie, che generalmente compaiono in questi casi. C’è poi la possibilità dell’affido o dell’adozione. E’ una strada meravigliosa, che, chiama gli sposi a una “generazione spirituale” di un amore più grande che supera anche tutti i desideri (non sia mai… egoistici), che possiamo umanamente avere. Abbiamo testimonianze di una famiglie delle nostre comunità, che hanno già percorso questo cammino e sono disponibili ad aiutare quegli sposi che lo desiderassero.
Sull’altro versante, quello della salute, e della ricerca in merito alle cellule staminali, capaci di guarire malattie fino a oggi incurabili, per bontà di Dio, esistono altre strade che non prevedono la soppressione degli embrioni. Importanti studiosi, credenti e non credenti, ci rassicurano che le cellule staminali, si possono prelevare da molti tessuti del corpo, senza uccidere nessun embrione. Vi rimando alle corpose documentazioni del Comitato Scienza e Vita, del documento firmato da centinaia di scienziati, studiosi, operatori sanitari, credenti e laici. Tra cui il citato prof. Vescovi (non è un credente), che è portavoce di un nutrito gruppo di medici nel campo della genetica.
Benedetto XVI° il Papa del terzo millennio!

Grande gioia nella Chiesa tutta per il dono di Dio del Papa "un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore".
Servo servorum Dei, che ci dice: "Mi affido alle vostre preghiere".
Continua l'opera di Giovanni Paolo II° con la stessa fiducia: "Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi del suo aiuto permanente andiamo avanti "
"Il Signore ci aiuterà, Maria sua Santissima Madre sta dalla nostra parte"
Lodiamo ed esaltiamo il Signore Iddio, che ci dona la Sua Benedizione.