...la schiavitù dei sensi porta alla confusione...

Il pensiero conduce a Dio...

Dio mi ha donato il pensiero per poterlo raggiungere...

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Note:

In questo blog non sono graditi commenti con bestemmie, volgarita', trivialita'. La vera libertà, e' sempre rispettosa del prossimo, tutto il resto è solo maleducazione e ignoranza. (I commenti anonimi, a mia discrezione saranno eliminati!) Grazie

Aspetto invece i commenti di chi si vuole veramente cimentare con il più alto valore della mente umana, "la Libertà nella Verità".

"...Che cos'è la verità? "
(Gv 18,38)

...a volte siamo proprio ciechi...
(come Pilato...)

23/03/2008

            “Risurrezione”: Modello ineludibile della fede

                                 

    Risorti con Cristo

Risorti con Cristo

La Pasqua è il tempo forte dell’anno cristiano. Anche di questo, credo sia interessante parlare qui… Sono convinto che dalla Pasqua e in particolare dall’evento della Risurrezione di Cristo emani una potenza di significato e delle sconvolgenti conseguenze, che difficilmente possono lasciare indifferenti persino i non credenti. Probabilmente qualcuno un po’ preoccupato di archiviare la cosa, può liquidare la questione come un problema circoscritto all’ambito della fede, ma difficilmente, credo, ci si possa sottrarre intimamente al fascino di un evento così straordinario e provocante.

Sicuramente sono i credenti chiamati a interrogarsi sul coinvolgimento della loro esperienza personale di vita con la Risurrezione... ma ritengo che la possibilità di vivere da risorti che ci da il Salvatore non sia per nessuno tanto facile da calare nella propria routine quotidiana. Almeno così è per me…
Eppure: “Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati”, ci dice S.Paolo (1Cor 15,17).
A me questa frase dice che tutto il cristianesimo diventa una colossale presa in giro se non conquisto nella mia vita la realtà della Risurrezione. Che è la realtà dell’uomo nuovo, salvato, redento da Gesù. Non mi pare una cosa da poco… o un fatto eludibile, evitabile, banale…
Ho paura che se uno non si confronta col Risorto e non fa la stessa esperienza di Cristo, il suo andare a Messa, dire il Rosario, fare processioni, accendere candele e compiere tante, sia pur coinvolgenti, pratiche, abbiano lo stesso valore del credere all’oroscopo, a qualche “maghetto di turno”, alla fortuna del Totocalcio, alle promesse dei Partiti politici, circoli culturali, sportivi, ricreativi… Voglio dire che se la Pasqua nella mia vita di cristiano, non la metto al centro della mia fede in modo coinvolgente, totalizzante e generante ogni altra mia azione, la mia religiosità e spiritualità diventa poco più che una superstizione, un’abitudine, un “rito magico”... "un idolo"… Se la mia fede non sgorga dal Cristo Risorto e si compie nella Pasqua senza fine, le mie pratiche resteranno poco più che una autoillusione. E’ chiaramente una mia riflessione, ma che voglio espandere provocatoriamente a tutti… Se anche qualcuno di voi trova che a volte la nostra coerenza di fede sia tutt’altro che fondata sulla Pasqua, questo è un discorso che fa per noi!
Grande cura e dovizia di particolari nel Vangelo viene posta per testimoniare la realtà della Risurrezione; nomi, circostanze, eventi, sono raccontati con un realismo coinvolgente ed entusiasmante. E non solo nei Vangeli cosiddetti canonici, ma abbondantemente anche in quelli Apocrifi (che non vuol dire “falsi”) nonché in altri importanti scritti storici (per tutti cito il “Testimonium Flavianum”-  Giuseppe Flavio, 93 d.C.), e straordinari reperti (es. la Sindone).
Credo che la realtà di Gesù Risorto calato dentro la storia dell’uomo sia un fatto che non può essere ignorato. Un fatto che irrompe e spazza via tutte le concezioni antiche, come la reincarnazione (le filosofie greche e orientali sono più antiche del cristianesimo) o di “autosalvezza” dell’uomo con le sue sole forze. La novità della Pasqua è tanto più incisiva, quanto più le persone saranno disposti a viverla. I cristiani poi, per lo stesso fatto di essere dei salvati, sono chiamati a migliorare l’umanità tutta facendo conoscere al mondo Gesù Cristo che è e resterà sempre il Risorto, colui che solo è capace di sconvolgere la mia vita con una pienezza di significato, gioia, pace e amore, impensabili altrimenti…

 

Alkall

elucubrato da: alkall alle ore 08:41 | link | commenti (42)
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14/12/2007

INSEGNAMENTI...
E' sempre con estrema riluttanza che mi appresto a parlare di "cose politiche", ma mi sembra che dalla baraonda a cui assistiamo in questo periodo in Italia possiamo cominciare a trarre qualche insegnamento... Che, se messo in pratica può portare qualche frutto... Prima considerazione:
- Mi pare che sia diffuso un certo sfinimento... non pare anche a voi? L'eccessiva conflittualità di "una Italietta divisa", stanca! Fin quando potremo reggere?
Proseguiamo con l'analisi...
- Questa spaccatura esattamente a metà degli italiani, io credo, sia uno dei capolavori di suggestione e influenza politica che, purtroppo, vada aggiudicata alla "pseudocoalizione di partiti" ex comunisti e avvezzi a questo tipo di pressione sulla gente. Insomma metà degli italiani ha creduto che un accordo tra le sinistre potesse fare il loro bene. Ho paura che la delusione cominci a ritagliarsi spazi sempre maggiori anche tra i più convinti...
Osservando l'assoluta incapacità di aggregazione di questa sinistra vien da pensare che una omogeneità di vedute sia una utopia grande tanto quanto, (o maggiore), di quella che ha generato la sinistra stessa...  Intanto la popolarità di Prodi va scemando... e con lui un sogno italiano...
I soldi...
Toccate i soldi e siete morti!
- Gli italiani che hanno eletto come loro dio il denaro... diventano davvero cattivi se si tocca loro il portafoglio! Ma voi credete che questa laica legislatura lo abbia capito? Io credo che uno dei principali motivi se presto cadrà, è proprio questo...
L'Italia è a maggioranza Cattolica... ma anche attaccata ai soldi... e dunque un po' pagana... ipocrita...
- "Tirarsi la zappa sui piedi" è promettere benefici e dare tasse! Questo "governuncolo" lo sta facendo... Prima di Prodi non abbiamo mai assistito a uno sciopero dei TIR come quello dei giorni scorsi... secondo me, questo è molto sintomatico, se non determinante! Di uno strumento come lo sciopero (tipicamente e orgogliosamente di sinistra), usato come boomerang "contro la propria madre".
C'è da essere parecchio tristi e rabbiosi...
Proviamo a "leggere" qualche insegnamento:
(se non si impara dagli errori che facciamo, da che cosa dovremmo imparare?... dalle utopie fallite? ... o da quelle ancora da esperire?...)
1) La conflittualità non è un bene per nessuno. Va trasformata in un vero libero dialogo, condivisione, sereno scambio di opinioni senza pretendere di prevalere.
2) La divisione (la separazione, il divorzio...) tra le parti, logora, stanca, invecchia e impoverisce. Le forze devono essere spese esclusivamente per ricomporre le divisioni e preservare l'unità. Chi si illude di poter fare da solo, sbaglia! Nella "cosa comune" si può solo decidere insieme.
3) Creare illusioni, non paga! E si ritorce contro chi si è prodigato a crearle... Le promesse devono essere basate su concrete possibilità e soprattutto in linea coi valori del sentire comune. Ammettere i propri errori, chiedere scusa, ripartire... dovranno essere strumenti eletti da usare sempre di più, se non si vuole la guerra civile... (o controrivoluzione che dir si voglia...)
4) Basare la nostra società (lo stare insieme) esclusivamente su rapporti di potere e di forza messi in atto dalla ricchezza, dal denaro (e la speculazione...), è catastrofico! E' necessario diffondere i valori che davvero rendono felice l'uomo. Tutti sanno che il denaro non è tutto e non rende felice l'uomo, però sono ancora troppo poche le voci che si spendono per gli altri valori che portano alla pace degli animi, alla serenità interiore, ad una tranquillità di vita e di relazione, all'amore fraterno, alla condivisione dei beni, al mutuo soccorso ed aiuto. Valori impagabili ed essenziali per l'uomo! Valori che riempiono il vuoto e l'aridità del cuore (che da il denaro) con una gioia durevole, con la fiducia e la speranza in un futuro comune. E questa non è una utopia!
Magari ne parliamo...
Alkall
elucubrato da: alkall alle ore 09:17 | link | commenti (98)
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05/11/2007

Gesù allora disse loro: Voi chi dite che io sia?

Dai duecento commenti del post precedente credo che si possa facilmente dedurre che al di là delle frasi fatte (stereotipi di una società autolesionista e suicida…), l’uomo di Nazareth ancora cammina per le nostre strade. Per alcuni realmente vivo e operante, per altri magari solo un fantasma che lascia un alone misterioso e sorprendente ma affascinante e intrigante… Ma chi è questo Gesù? Da dove viene… cosa dice? E… soprattutto: a chi? Ancora oggi qualcuno, magari molto scettico, è però disposto a salire sul ramo di un albero per poterlo osservare mentre Lui passa sotto… le folle, si sa, si formano presto… e non è agevole guardare in faccia Uno che si muove continuamente, che instancabilmente cammina… somiglia proprio a un pastore che conduce la Sua “folla di creature lanose e belanti”…
Nonostante si attacchino aspramente i cristiani, è chiaro che è Lui che si attacca, che fa problema, che mette in crisi… allora bisogna vederLo, è necessario seguirLo, impellente ascoltarLo, magari per “prenderlo in fallo”…
La Sua figura eterea e immensa si staglia imponente e luminosa sopra la Sua Chiesa! Questo lo sanno tutti e lo vede macroscopicamente soprattutto chi lo nega. Non è “una idea” che si contesta, ma una “Persona Vera”, lo dimostra ancora come sempre “la bestemmia” sempre più diffusa, sofisticata, empia… Anche l’ateo più incallito ama vedere la santità. Questa, lo rassicura, lo calma… come chi dal groviglio della boscaglia esce e di colpo vede il mare… grande, calmo, luminoso e immenso… come chi, esausto, sudato, sale dal bosco e improvvisamente si trova di fronte alle vette innevate… immacolate, svettanti, abbacinanti… Guardare Gesù… magari chiudendo gli occhi… in una Galilea interiore… di sentieri polverosi, sete e sole implacabili… là all’ombra di una palma o di un fico… vederLo seduto un momento a riposare...
Potersi avvicinare senza fatica e… incrociare il Suo sguardo di cielo…

E capire che non è stanco, ma… mi aspettava…


Tu Aldo, tu Marco, tu Federico, tu Luna, tu Benedetta… Chi dici che io sia?

Chi sono io per te?

Che vuoi che io ti faccia?

Figlio, che desideri da me?

Eh… forse allora non sappiamo proferir parola… non sappiamo dire neanche una parola… solo un nodo in gola… i tanti e più intimi desideri d’amore non riescono a uscire se non sotto forma di lacrime… lacrime finalmente d’amore.

“Metti la mano nel mio costato, e non essere più incredulo, ma credente!”

Come non veder cadere come una vetrata che va in mille pezzi, tutte le nostre misere rivalse, tutti i nostri puntigli banali e inutili, tutti gli attaccamenti a sciocchi oggetti, effimeri obbiettivi, passeggere emozioni… di fronte a quegli occhi ci sentiamo nudi, ma non a disagio come non avevano vergogna Adamo ed Eva nel meraviglioso giardino… ci sentiamo trasparenti e indifesi, ma mai serenità e pace sono stati più grandi… tutto di noi è svelato… ma non ci sentiamo scoperti e sorpresi in flagranza, perché immediatamente un caldo abbraccio di misericordia fa svanire ogni timore, ogni dolore, ogni tensione… Allora a che servono le parole? Gesù sa già tutto e già ci ha riempito di tutto ciò di cui abbiamo bisogno. D’Amore… d’Amore… d’Amore…
Rispondere, nel cuore, a “chi è Gesù per me”, equivale a rimettere in gioco tutta la mia vita e a ricevere la forza per cominciare una “Vita Nuova”.


”Ti sia fatto secondo la tua fede”

Oh, quanto è piccola la mia fede, ma quanto grande è la tua misericordia… Quanto moltiplichi il nostro piccolo gesto di abbandono… quanto esalti questo momento di Grazia che dopotutto sei Tu stesso ad aver suscitato dentro di me… Quanta gratitudine… quanta gratitudine… e lacrime… di gioia, di gioia.

elucubrato da: alkall alle ore 15:05 | link | commenti (45)
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05/09/2007

ANCORA SULLA FEDE...
Ha fatto "scandalo" la mia affermazione:
"E' storicamente più sicuro che Gesù Cristo sia risorto dai morti che... Garibaldi sia sbarcato in Sicilia..."
Nei circa cento commenti che ne sono seguiti, si è aperto un interessante dibattito. C'è chi, letteralmente "fulminato" dall'affermazione ha preteso "prove concrete"... e allora ho dovuto riportare il cosidetto "Testimonium Flavianum", un documento al di sopra di ogni sospetto, che moltissimi storici atei hanno cercato di affossare, contestare o anche solo minimizzare senza mai riuscirci! Anzi, più hanno "scavato", più è risultato autentico e incontestabile. Ma c'è anche chi ha chiaramente affermato che la sua fede non ha bisogno di prove. Come c'era da aspettarsi, si evidenziano i due fronti di pensiero su Gesù che hanno caratterizzato tutta la storia del Cristianesimo. Il fronte delle "eresie" che vuole ora Gesù semplicemente un uomo come tanti, e agli antipodi il rifiuto di tutto ciò che umanamente ha espresso Gesù compresi miracoli, documenti e Resurrezione... non ce n'è bisogno (si dice...), la fede può fare senza. Gesù allora potrebbe  essere puramente una creatura del tutto spirituale e disincarnata... "solo all'apparenza un uomo normale"...
Allora che fare? Entrambe le posizioni hanno concrete ragioni a proprio favore... Lasciando stare per un momento ciò che ci dice il Magistero della Chiesa che molto ha riflettuto ben prima di noi, tracciando una via sicura per la fede del Cristiano e un Catechismo per gli adulti veramente completo, quì si vuole soltanto fare qualche piccola riflessione che sia utile a entrambi gli schieramenti...
Credo che sia inequivocabile che, qualunque sia il nostro pensiero, Gesù di Nazareth continua ancora oggi a "far problema"... unico requisito necessario: la capacità ancora vitale di "porsi delle domande di senso"!
Gesù fa problema! E' "pietra di inciampo" o "pietra angolare" a seconda dell'ottica che usiamo. Ma non lascia indifferenti!!! Inoltre a me sembra più che evidente che se Gesù è quello che dice di essere, (dubitativo pleonastico), significa che "il cielo" è venuto a trovarci! A visitarci... e dunque (rispondendo a coloro che credono esclusivamente per fede), "il cielo" ha voluto darci delle "prove concrete" (tangibili, toccabili, visibili coi sensi...). E ancora... se "il cielo" decide di fare questo, allora come minimo ne avevamo proprio bisogno... e come massimo ha voluto "venire incontro" a coloro che di "fede" riuscivano ad esprimerne davvero poca, insufficiente comunque per accettare un Dio lontano e soltanto Spirito...
E questo mi pare mooolto bello! Perchè allora abbiamo un Dio che NON è per la "selezione naturale"... per il "tanto peggio, tanto meglio"... chi ce la fa, fa e chi non ce la fa... ciccia! NO! Abbiamo un Dio che si pone al passo degli ultimi, quelli più lenti e dubbiosi... e "la misura della fede", che richiede è personalizzata, proporzionata alla situazione in cui ognuno si trova oggi...
Ecco che allora Tommaso, l'Apostolo dubbioso che pesta i piedi e non vuole credere finchè non vede e non tocca, Gesù non lo esclude, non lo boccia, non lo giudica... ma anzi, gli va incontro e gli dice senza alcun accento di rimprovero: "Va bene Tommaso, guardami e toccami"... perchè per chi ama davvero non costa abbassarsi verso il fratello che fa più fatica, lo aspetta, lo raggiunge... per dargli una mano, e... se occorre anche tutte e due. Per Tommaso la fede viene dopo aver visto e toccato con mano. E questo non è umiliante per Gesù,ne lo considera di "seconda categoria"... anzi, gli mette nel cuore e sulle labbra la più bella preghiera di Lode e Adorazione di tutti i Vangeli: "Mio Signore e mio Dio"

Alkall
elucubrato da: alkall alle ore 17:26 | link | commenti (207)
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21/08/2007

CREDI PER FEDE O CON CERTEZZA?

Ai piedi di Gesù

 

Riporto la risposta a una domanda cruciale che mi è stata rivolta in un altro blog...

mi sembra interessante...

"Affermi che Gesù Cristo è il vero Dio,ma lo credi per fede o lo sai con certezza?
Posso subito dirti che la risposta è: Tutte due le cose. Credo che Gesù è Dio per fede, ma sono sicuro per il fatto che Gesù è l'unico al mondo (e nella storia) ad essere Risorto dai morti. Documenti storici cristiani, e non, lo attestano e riportano. E' storicamente più sicuro che Gesù Cristo è risorto dai morti che... Garibaldi sia sbarcato in Sicilia... Questa è la fede che anche io risorgerò, tutti risorgeremo. Però, a questa risposta secca, vorrei aggiungere un altra testimonianza che spero ti farà piacere. L'esperienza cristiana non è l'esercizio più o meno evoluto di una filosofia, o la cultura sui Vangeli, o la rigida osservanza di comandamenti... ma:
la straordinaria esperienza di un incontro, con una persona, la più speciale che esista! E' l'innamoramento più forte e folle che ci possa capitare... è perdersi davvero in Gesù, abbandonarsi alla tenerezza del Suo Amore.
La gioia dell'incontro fondamentale che sconvolge e cambia totalmente la tua vita si può solo "vivere" ma non raccontare senza rischiare di essere banale... Puoi capire allora quella donna che si accovaccia ai piedi di Gesù è spezza in due un preziosissimo vaso di alabastro con una libbra di olio profumatissimo di Nardo e gli profuma i piedi, bagnandoli poi di lacrime, e asciugandoli coi suoi lunghi capelli...
Il Cristianesimo è una relazione amorosa intensissima. Gesù ci cerca, non aspetta che siamo noi a cercarlo... Viene Lui da noi. Vuole amarci, vuole farsi amare, perchè sa che questa è la felicità dell'uomo. Lui ci ha creati così, assetati d'Amore... col desiderio nel cuore di stare sempre con Lui.
Con me Lui, Gesù, ha fatto proprio così! Mi è venuto incontro, nel momento della sofferenza, quando ero afflitto e bisognoso di essere consolato, quando ogni mio orgoglio era stato ormai consumato, quando soffrivo per le mie sconfitte e il mio cuore chiuso e ferito... Allora Lui mi ha abbracciato, perdonato e consolato, risollevato e rivestito a festa. Dimmi, cara ..., come posso dimenticare quello che Gesù ha fatto per me? Quella forza che Lui mi ha ridonato, mi fa ancora oggi dopo anni e anni camminare e aprire le braccia ai fratelli... certo sono sempre io con le mie ruvidezze, e goffaggini e magari sono più i guai che combino che i servizi che porto... ma quando ripenso al Suo sorriso, tutto scompare, fatica, dolore, resistenze... rimane solo la Gioia! Quella di stare sempre con Lui, già da ora, su questo mondo e poi per l'eternità. C'è qualcosa che vale più di questo? Dimmelo se lo sai...
Buona notte, è tardi... ma ci tenevo a dirtelo prima di andare a dormire... Ciao, ciao
Alkall

elucubrato da: alkall alle ore 19:35 | link | commenti (100)
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30/03/2007

cultura della vita

La “Cultura della Vita”

Dopo un bel po’ di tempo, ritorno a scrivere qualcosa, guardando dalla “finestra” di questo blog…

Credo davvero che le scelte individuali che possiamo fare oggi incidano realmente nella società. Oggi più di ieri, la comunicazione del pensiero in tempo reale ha un peso più dilatato e condivisibile. Comincio perciò a sentire sempre più forte dentro di me questa chiamata a incidere per la realizzazione di un progetto che sia esclusivamente di bene. Poco importa che, magari, molto del seme gettato, cada su terreni non accoglienti, poco importa che spesso sabbia e roccia, spine e sterpi, impediscano a questi semi di germogliare, il nascere di “nuova vita”. Quello che conta è “seminare” (Mt 13,3-9; Mc 4,3-9; Lc 8,5-8; 1Cor 3, 5-9), senza stancarsi, con amore e gioia, cantando e ringraziando il Signore per aver ricevuto la forza e la possibilità di farlo. Questo progetto allora si chiamerà: “Impegno per la Cultura della Vita”. Non è un titolo originale, lo so, perché tutto il mondo Cristiano è proteso verso la promozione di questa cultura. Poi ognuno è chiamato a seminare in un campo differente, ma adiacente agli altri…

Parlo di seme non a caso! La vita comincia sempre da un seme. Che sia piantato in un ideale campo, o più realisticamente nel seno della donna che amo, ha solo una diversa importanza. Ma parlo di seme, perché anche un pensiero lo può essere. Decidere per la vita, è un pensiero che può diventare determinante nella mia esistenza e la può cambiare radicalmente. La fecondità che ne può scaturire e senza misura… se il “terreno” in cui attecchisce, è buono, darà “molto frutto”.
Mi pare anche una riflessione “molto pasquale”. Che altra immagine sulla vita abbiamo più forte della “Risurrezione” di Cristo?
Allora riferirsi a qualche passaggio delle numerosissime riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI, sull’argomento, viene, non solo facile e spontanea, ma anche doverosa e arricchente.

Così il nostro pastore e filosofo resiste sulla trincea della difesa dell’uomo e della vita e invita anche tutti noi a unirci a lui. Incurante di sarcasmi e anatemi di chi lo vorrebbe, se non proprio silenzioso, quanto meno concentrato innocuamente su asettiche questioni dogmatiche, il Papa continua a dimostrare che volgere gli occhi al cielo non significa rifiutarsi di vedere ciò che avviene sulla terra. E la cronaca quotidiana, conferma che sulla terra, proprio in queste ore, tra lo sdoganamento inglese della vendita di ovociti e il “miglioramento” genetico di embrioni, è in atto un tentativo senza precedenti di ridisegnare il senso stesso del termine “umano”. Se quel tentativo passa nell’indifferenza o nell’inconsapevolezza generale, nascosto sotto il confortante titolo di “progresso scientifico” che si autogiustifica in nome della felicità e della salute per tutti, il Papa ritiene sia suo preciso compito smascherarlo per quello che è. Lo va facendo da tempo, in ogni possibile occasione pubblica. E dei suoi appelli, naturalmente c’è chi si lamenta (ne è disturbato), come se quel battere reiterato su certi tasti (famiglia, origine, fine e manipolazione della vita, eugenetica) significasse scarsità di altri argomenti. Ma i punti richiamati dal Papa appaiono, a chi ha occhi per vedere, decisivi per il presente e il futuro degli esseri umani.

In questo blog, non è la prima volta che ne parlo, (cercate un po’ indietro e troverete…) Voglio ritornarci per riprendere questo impegno a favore dei valori più alti dell’uomo e con un po’ di sano orgoglio per evidenziare come in tempi pionieristici alkall sia sempre stato ispirato da questa tensione e questo amore per la vita… (fine prima parte…)

elucubrato da: alkall alle ore 12:15 | link | commenti (115)
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05/01/2007

"NOTTE SANTA"Lo splendore del Presepe

Visto che in 2000 anni nonostante l'impegno profuso e nessun scrupolo nella sbrigatività dei metodi per eliminare i cristiani e il cristianesimo, quest'ultimo invece è più vivo e vegeto che mai, anzi continua a crescere nel mondo, allora l"intellighentia occulta" oggi lancia l'ultima tenebrosa moda: Affermare che Cristo non è nessuno!
Visto che non ce la fa a sostenere la sua inconsistenza storica, allora almeno prova a diffondere la falsa cultura di un Gesù "uomo-come tanti altri". Nessun fatto speciale è accaduto a Betlemme, angeli, canti, re, doni... pura fantasia della fervida mente dei cristiani (meno male che qualcosa di "fervido" lo abbiamo ancora...). Ma tutti noi, toccati il cuore dal ditino del Bambino Gesù (che con la Sua presenza continua ad invitarci ad essere puri e semplici come Lui...), persistiamo a costruire nelle nostre case "il presepio". E anche ci preghiamo, inginocchiandoci davanti allo splendore del Santo Bambino, commuovendoci fino alle lacrime come "il poverello di Assisi" a Greccio. Il cuore si innonda di gioia meditando sul fatto inconcepibile di un Dio che diventa bambino come ognuno di noi. Di un Dio che si dimentica di tutta la Sua Onnipotenza e si presenta come il più povero e piccolo dei figli dell'uomo. A pensarci davvero c'è da farci un'infarto... E' il fatto più inaudito della storia intera. Era questo annuncio di gioia e pace che tutti gli uomini aspettavano fin dalla notte dei tempi. E ora gli angeli tutti insieme ce lo cantano in coro... Nessuna legge o norma, potrà vietarci di "vivere" nelle nostre case questa tradizione che ancora torna a far rivivere il Natale in tutto il mondo, come il giorno più speciale dell'anno. Molti, certo, hanno dimenticato che a Natale nasce Gesù, ma continuano lo stesso a fare festa, non pensando che comunque "glorificano Cristo" e la Sua venuta.
Nella "Notte Santa" mille luci si accendono ad illuminare e riscaldare il buio e il freddo che ci sarebbe ancora senza Gesù...
Re carichi di doni vedendo in cielola Sua stella, non esitano a percorrere un lungo cammino per prostrarsi davanti al Salvatore. Chissà lo stupore, misto a gioia ed emozione, nello scoprire che il Re dei Re si presenta sulla paglia di una mangiatoia avvolto solo da un semplice panno, nudo Bambino... Ma loro, Re della terra, non esitano a riconoscere in quell'infante il loro Dio. Non esitano a riconoscerlo e a prostrarsi... Gesù ha già toccato i loro cuori. Niente è più come prima! Niente...
Quella notte, non è più "notte", è sparita la divisione del cielo dalla terra... è "paradiso"... Loro non esitano a togliersi dal capo la corona di Re, in fretta scaricano il basto dei loro cammelli e pongono tutto quello che hanno ai piedi di Gesù, come a riconoscere che tutto viene da Dio. Come a riconoscere che persino la loro regalità è Sua,  solo Sua. Questi Re offrono oro incenso e mirra... allora un sussulto dentro di noi ci viene a scuotere dalla nostra estasi: "E noi che cosa offriamo?" Noi non abbiamo nulla da offrire degno di un Re... il presepe 2006e all'improvviso una vocina squillante dentro di noi: "Offrimi le tue sofferenze, le tue delusioni, scoraggiamenti, cadute, incapacità..."
 Ecco! E' vero, Signore, di "quelle" ne abbiamo tante... quelle sì possiamo offrirtele. Noi vorremmo sempre che fossero belle e preziose le cose da darti, ma di queste, non ne abbiamo mai... a volte però siamo anche troppo attaccati al nostro dolore, fino a piangerci addosso... Grazie Gesù, ora ho capito, eccoti tutto, ti dono tutto quello che ho...
Il Bambino Gesù le accoglierà su di se
(per questo è venuto...), le "dissolverà" nel Suo Amore ardente e le trasformerà in una pioggia di Grazie e Benedizioni per tutti...
Ecco che allora questo momento di contemplazione davanti alle banali statuine di gesso del presepio diventa un momento di grande consapevolezza e trasformazione, di grande guarigione e beatitudine, di grande gioia ed esultanza perchè ci ritroviamo avvolti dal Suo Amore. Ci sentiamo riconosciuti, accolti, capiti, pronti ad unirci al coro degli Angeli per l'Eternità...
Buon Natale a tutti...
...che il 2007 sia un anno in cui ci lasceremo tutti finalmente bagnare da questa
pioggia... di Grazie

Alkall

elucubrato da: alkall alle ore 16:05 | link | commenti (26)
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14/12/2006

I DUEMILA ANNI DI MARIA

 

Sono passati duemila anni dalla Passione, morte e Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo e anche dalla successiva assunzione in cielo di Maria. Lei però, nonostante i millenni è ancora tra noi a trainare, a spingere, a convertire  l’umanità verso Gesù; eppure non mi sembra che il mondo Cristiano abbia una vera ed adeguata presa di coscienza di questa presenza, anzi… Al di là di qualche Ave Maria per gli infermi o circostanze simili, non si va. Mentre per  contro, ci si affanna e preoccupa di specificare che la Madonna non deve essere deificata. Provocatoriamente dico: “magari”, con i tempi che corrono, avrei una certezza: che “Gesù diverrebbe la vera star della nostra vita” poiché, ripeto, la Madre certissimamente ci porta al Figlio. Persino Maometto, nel Corano (alla IXX sura), dedicata a Maria, afferma il legame fra lei e suo Figlio.

Ma prima ancora, quella “frase”,  alle nozze di Cana: “fate come Lui vi dirà” … da sola vale più di mille discorsi!  Maria ha la confidenza di non rispondere alla domanda del Figlio e si rivolge direttamente ai servitori, d’altro canto a cosa sarebbe servito rispondere? Sapeva di trovarsi di fronte al Suo Dio che tutto sa e nulla le avrebbe negato. Che sensibilità e tenerezza, quando la Santa Madre, così presente e attenta, si accorge che sta per mancare il vino, non permette che si arrivi fino all’imbarazzo degli sposi,  corre subito da suo Figlio! Il Dio fatto Uomo!Maria, la culla del Redentore

Maria, quindi, é presente nei bisogni dell’umanità ed è sempre partecipe affianco a suo Figlio. Così sempre più la riflessione della Chiesa la riconosce partecipe anche nella redenzione. E’ quindi “Corredentrice”,  perché così è piaciuto a Dio, stabilendo che le Grazie del Figlio passino attraverso di lei così come è passata la Grazia di tutte le grazie cioè Gesù. Poiché nell’”economia di Dio”, Maria non poteva essere passivamente la culla del Redentore, ma partecipe in tutto al disegno Trinitario. Ma perché? Il “sospetto” è che Dio essendo il tutto, doveva manifestare il suo Amore per l’uomo, non solo come “Padre”, ma anche come “madre”. Attraverso cioè Sua Madre e Sposa. L’amore che Maria ha per ognuno, dal cielo, verso la terra, non è forse una espressione dell’Amore Divino? Espressione che si concretizza  col nascere da una donna come tutti noi, a cominciare dal Natale per completarsi nella passione, morte e Risurrezione. Senza una “Maria” il Natale che conosciamo non esisterebbe ne tutto il resto…

Maria è il primo tabernacolo vivo dove il padre ha racchiuso il suo verbo Il suo Cuore immacolato è la prima custodia che lo ha difeso, il suo grembo e le sue braccia furono il primo altare e il primo trono su cui il Figlio di Dio fatto uomo fu adorato; lì lo adorarono gli angeli, i pastori e i sapienti della terra. (Suor Lucia veggente di Fatima)

Se abbiamo capito qualcosa di più, adesso, allora è davvero Natale. Buon Natale a tutti.

(per gentile concessione del Periodico "1diNOI" n°7)

elucubrato da: alkall alle ore 00:06 | link | commenti (71)
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12/08/2006

La grande “EMME”

 

Esistono nel mondo molti fatti curiosi dovuti alla “casualità” (forse…), ognuno anche adesso può pensare a qualche immagine che lo ha particolarmente incuriosito e interessato. Ad esempio l’Italia (geograficamente parlando), ha la forma… di uno stivale. Credo che tutto il mondo conosca prima di tutto l’Italia per la sua bizzarra forma geografica. Dobbiamo naturalmente pensare che questa forma sia del tutto “casuale”, in relazione alle infinite possibilità di formazione geologica, ma dobbiamo anche essere coscienti che probabilmente, senza questa “strana forma”, e posizione nel centro del Mar Mediterraneo, l’Italia non sarebbe stata quella culla di civiltà e madre della cultura Europea che invece è stata. Io che abito nei pressi di Venezia, posso pensare che senza la protezione del Mare Adriatico, “La Serenissima” forse non sarebbe mai esistita. E ognuno può pensare alle implicazioni che la particolare orografia del suolo italiano, ha comportato per la sua città.
Dunque la geometria della forma geografica è importante. E a questo punto ormai possiamo dire: “per niente casuale”, se c’è persino qualcuno che afferma: “il battito d’ali di una farfalla in Brasile, può generare un ciclone nel Texas” (E. Lorenz  29-12-79)
http://www.nemesi.net/farf.htm

Questa “non casualità”, mi ha sempre stupito, ha sempre entusiasmato la mia sete di conoscere e ricaricato la mia voglia di fare. Non so se anche voi vi ritrovate in questa esperienza… spero di si.
Recentemente ha suscitato il mio interesse un fatto che ha dello “strabiliante”. E’ stata scoperta “La firma di Maria sull’Europa”. Sapevo già da tempo di “coincidenze” a dir poco incredibili, come le 12 stelle della bandiera europea, che sono “la corona di stelle della Donna vestita di Sole” dell’Apocalisse (Ap 12,1), o il colore “azzurro” dello sfondo che è il colore della Madonna… Infatti pur non essendo dodici gli stati europei, si è deciso che le stelle resteranno per sempre dodici. Sapevo anche di molte apparizioni mariane europee, (più di tutte quelle avvenute nel resto del mondo), a cavallo tra il secondo e il terzo millennio. Ma non avrei mai immaginato che dodici di queste apparizioni, (le 12 più importanti… notare il numero 12 che ritorna…), formassero “sopra l’Europa” ““La firma di Maria”. Come vedete dall’immagine che ho scaricato da Internet, unendo i punti dove è apparsa Maria, come in un “ennesimo segreto”, risalta una grande e armoniosa “EMME” La sua firma! Dodici apparizioni, dodici “visite” di Maria, dodici stelle che oggi splendono sull’Europa e che lei ha acceso. La sua corona regale…

Certo è arbitrario unire i punti così… qualcuno, eternamente scettico, dirà che questo è niente… e invece è proprio “una possibilità reale”, e sotto gli occhi di tutti. Anche perché sappiamo bene che la Vergine Maria, è sempre stata un po’ enigmatica, e ama rivelare la realtà e concretezza della sua venuta con fenomeni atmosferici e indicazioni geografiche.

Basti pensare ai “prodigi del sole”… Il più conosciuto è quello di Fatima (filmato con una cinepresa da 8 mm), ma ce ne sono molti altri… alcuni avvenuti recentemente a Medugorje. http://www.profeta.it/?c=203&a=2338

E geografici: La scelta di luoghi impervi (La Salette, Medugorje), in montagna (Fatima), dentro una grotta a picco su un torrente (Lourdes). Ma indicazioni ancora più “universali”, come “il Globo terrestre” (Medaglia Miracolosa), “La Luna  e le nubi sotto i suoi piedi”. Fino ad arrivare alla “mappa del cielo stellato” sul suo vestito (Vergine di Guadalupe). E come per vedere la corrispondenza reale della mappa del cielo stellato abbiamo dovuto immaginarci al di sopra di esso, così per poter vedere la sua firma ci fa salire in alto nel suo cielo. Che la “EMME” termini a Medugorje (le sue ultime apparizioni sulla terra), assume un significato particolarmente importante, perché in questo luogo la Madonna viene come “Regina della Pace” “[M]ir” (Mir=Pace in Croato). Certo questa “Emme” sopra l’Europa è un segno di protezione, ma anche di ammonimento. La Madonna sembra ripetere da anni all’Europa:
“Cari figli, se ancora non vi siete accorti della presenza di me, vostra Madre, allora io “marchio” per sempre l’Europa con la mia firma”
E’ così! Chi mai ora potrà negare la presenza di Maria? Chi mai sarà capace di cancellare la sua Firma? Chi mai adesso continuerà ad assumersi la responsabilità storica di negare le radici cristiane dell’Europa? Se nonostante tutto ci fosse qualcuno che volesse farlo, dovrà vedersela con Maria, la vittoriosa che cammina sopra i serpenti e schiaccia loro la testa…

Alkall

elucubrato da: alkall alle ore 12:23 | link | commenti (319)
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07/08/2006

Medugorje, la Madonna aspetta anche te…

 

“Medugorje” Credo che siano rimasti in pochi quelli che non conoscono questo luogo… (perlomeno in Italia). Poi però ci vai e trovi, coreani, giapponesi, inglesi, americani e tanti slavi… (quelli ex-comunisti, ricordate?), e allora capisci che i messaggi della Regina della Pace sono arrivati fino ai confini della terra…

Così aveva promesso nei primi messaggi degli anni 80, e così è avvenuto. Come d’altronde, si realizza tutto quello che la Madonna promette. Ognuno naturalmente può tenersi le sue convinzioni o ignorare il tutto… ma è innegabile, anche solo a uno sguardo superficiale, che Medugorje è davvero “L’avvenimento del secolo”, come qualcuno lo ha giustamente definito. Non riporto quì alcuna storia, perché chiunque digitando: “Medugorje” in Internet, potrà trovare un fiume di informazioni a riguardo nei migliaia di siti attivi sull’argomento. Un “fenomeno” non più ignorabile dunque, sia per i credenti che per i non credenti, un fatto che umanamente parlando, scuote profondamente le coscienze. La Madonna dopo gli spari in piazza San Pietro che dovevano uccidere il Papa Giovanni Paolo II, viene sulla terra ogni giorno per rimanerci per 25 anni… Subito dice che vuole completare il suo piano iniziato a Fatima. (i tre segreti e le profezie sul futuro del mondo, ricordate?). Ancora oggi la Vergine di Nazareth, madre di Dio, Assunta in cielo, viene e ci porta la Verità del suo cielo… Chiedersi come mai solo alla Chiesa Cattolica sia data questa ulteriore immensa Grazia è di fondamentale importanza. Ci aiuta a comprendere che solo dal Vangelo di Cristo deriva la speranza di salvezza per l’uomo. La Madonna in questi primi 25 anni non ci ha mai nascosto che il destino dell’umanità intera dipende dall’esito di una grande battaglia che satana stà combattendo contro l’uomo per eliminarlo dal pianeta terra. Questo diventa anche comprensibile osservando una intelligenza perversa, che lotta contro Dio per tentare di offuscarne la Gloria. Qualche “demonio incarnato” lo abbiamo potuto vedere in questo secolo… Ma ciò che preoccupa maggiormente la Madre di tutti i Popoli, è il “nuovo fattore” che mai nella storia era stato presente: “L’uomo oggi possiede tante bombe atomiche da poter autodistruggersi e far scomparire il pianeta Terra”. La concomitanza col piano di satana salta agli occhi! La Regina della Pace è ben decisa: “satana vi tenta e vi desidera” (Sett. 1988) “satana è forte e desidera distruggere non solo la vita umana, ma anche la natura e il pianeta in cui vivete” (Gennaio 1991)
Allora la “Donna vestita di Sole dell’Apocalisse” viene su questa terra per formarsi un suo popolo (a lei consacrato), forte nella preghiera. Che contrasti i progetti di satana, perché senza di lei saremmo facile preda del “leone ruggente”. Come ci dice in un altro messaggio: “vi invito ad entrare in lotta contro satana per mezzo della preghiera… vincetelo col Rosario in mano” (Agosto 1985).La pedagogia della Madonna è di una semplicità disarmante. E’ tanto efficace quanto elementare… lo sanno bene alcuni personaggi di mondo e di spettacolo la cui resistenza a Medugorje si è sciolta come il gelato al sole… loro stessi in vari siti testimonieranno delle loro lacrime versate dentro “la chiesa dei due campanili”… nel momento che la tenerezza della madre ha fatto entrare la luce di Gesù nei loro cuori.
”Alla fine il mio cuore immacolato trionferà!” Questo la Vergine Santissima lo disse a Fatima, e lo continua a ripetere qui a Medugorje.
Anche tu che leggi, sei chiamato a far parte di questo popolo di Maria. Perché anche tu sei uno dei suoi amati figli. Anche per te, Maria viene da 25 anni…
Io sono uno di quelli… uno che la Regina della Pace ha chiamato a Medugorje (questo uno lo percepisce…). Uno a cui la Vergine Immacolata chiede di pregare e convertirsi per far trionfare il suo cuore.
Quest’anno ci sono andato per la terza volta, attratto da una forza che non so neppure io spiegarvi… Ci sono andato facendo un vero e proprio “pellegrinaggio”, in scarsità di mezzi e confidando nella divina provvidenza… invitato da un amico della mia parrocchia che sono già 16 anni che ci va così…
Dovete sapere che dal Veneto (dove abito io), Medugorje è lontanissima… (circa 700 km.) Per andarci non ci sono autostrade nella ex Jugoslavia, solo strade statali che attraversano tre stati (tre frontiere), un milione di curve spazzate dal vento lungo la costa, oppure centinaia di altre curve tra i passi e le montagne nell’interno… E dunque raggiungere la Bosnia e questo paesino sperduto tra i monti (quasi assente dalle carte fino a qualche anno fa…), e ancora oggi, come sempre un’impresa.

Dunque, questa volta con il cuore pieno di desiderio, e due enormi zaini in spalla, siamo partiti col treno per Trieste. (è l’unico breve tratto decente perché l’inizio di luglio non è ancora affollato).
E poi fuori la stazione di Trieste, “il pulmann di linea” che lungo la costa dalmata, curva dopo curva, fermata dopo fermata, in 14 ore e viaggiando tutta la notte, ci depositerà poco lontano dalla Chiesa Parrocchiale di Medugorje. Non puoi dormire su un sedile di una corriera… e le fermate di appena 5-10 minuti non sono sufficienti per gli altri bisogni… la gente sale e scende… a volte il pulmann si riempie all’inverosimile, qualcuno sta male e allora uno dei due autisti, si ferma per appena un minuto… la notte può essere anche molto fredda e bisogna coprirsi… nel nostro viaggio, il condizionatore (o quello che era…), soffiava solo aria gelida che insieme alla insistente musica croata era impossibile da regolare…
Vabbè, alle otto e trenta di domenica 9 Luglio eravamo inginocchiati davanti alla statua della Regina della Pace sul sagrato della Chiesa di Medugorje… Vacillanti, sfatti… ma felici. Restava ancora una sola cosa da fare: “trovarci un posto per la notte”… Cosa che abbiamo fatto subito dopo aver gustato una discreta colazione sotto le tettoie predisposte affianco alla Chiesa, che sarebbero diventate la nostra casa per sette giorni. La stanza a 6 euro a notte, l’abbiamo trovata in una casa privata a duecento metri dalla Chiesa. Era tutto ciò di cui avevamo bisogno.
La storia degli altri sette giorni può essere riassunta molto semplicemente nelle parole: “Preghiera, preghiera, preghiera…” In questo modo, sono stato davvero con la Madonna per tutto il tempo. Mi sono sentito “suo ospite”. E credetemi, a dispetto dell’essenzialità, ci sono stato davvero bene. Con il cuore sempre gioioso e sereno. Tutti coloro che vedevo erano belli (Maria forse ci vede così…). Ho visto il popolo che lei si è scelto, e mi sono sentito felice, sicuro e in pace. Quando sei lì non vorresti più tornare… ti prende un desiderio di cielo, che devi farti violenza, quando viene il momento di lasciare quel luogo… La commozione spesso ti invade, solo guardando qualche viso, ascoltando qualche parola, nelle celebrazioni della sera, nelle riflessioni durante il rosario o nelle adorazioni a notte già inoltrata… e questo ti succede anche nelle visite silenziose in chiesa, durante la giornata nei rari momenti che non si celebrano le tante messe (una dietro l’altra…), e stai lì davanti alla immagine di Maria che ti aiuta ad aprirti a un dialogo con lei… dei groppi alla gola a volte ti vengono pensando a ciò che è stata la tua vita e a ciò che invece avrebbe potuto essere, se solo avessi dato ascolto alla voce della coscienza, che, vivida più che mai… riascolti… e piangi…
Una grande tenerezza sempre ti viene a consolare in quei momenti… è la Madre, che mai rifiuta i suoi figli, che sempre è capace di ridonare loro speranza e forza.
Anche se lo volessi, non sarei capace di trasmettervi solo una piccola parte di quello che ho vissuto… non ce ne sarebbe nemmeno lo spazio… ma due pensieri desidero tanto condividerli con voi, a me sembrano importanti, il primo è:
 La fede non è problema di "cose da fare", di "numero di rosari", di "quante messe prendo", di quanto bravo sono in Teologia... bensì è la sempre maggior consapevolezza di quanto il Signore ci ama. La Fede è: Crescere sempre più nella convinzione che siamo persone molto amate da Dio, di un Amore senza limiti.

il secondo è questo:

Spesso noi ci scoraggiamo perchè nonostante l'impegno che ci mettiamo, non riusciamo mai a essere dei buoni Cristiani. Continuiamo a peccare e magari a cadere sempre sulle stesse cose. Allora piano piano entra nella nostra testa la convinzione che il Signore non ci aiuta come vorremmo e come avremmo bisogno. Arriviamo a pensare che non ci ascolta, ci sentiamo abbandonati ed entriamo nella tristezza e nella disperazione. Ma, (e questo è davvero bello!), il Signore non è un contabile che annota tutti i nostri peccati, uno per uno, per poi presentarci il conto finale. No, non fa questo! I nostri peccati si dissolvono come goccia d'acqua nel braciere ardente del suo Amore. Quello che invece Dio annota, (sentite bene!), sono le volte che decidiamo di ricominciare, di ripartire, di rimetterci ancora in piedi e di ritornare con tutto il cuore a Lui. Perciò stiamo attenti a non fare invece un grandissimo peccato che è quello contro lo Spirito Santo, perchè disperiamo della infinita misericordia di Dio.


Alkall

Spero che questi due pensieri vi facciano riflettere come hanno fatto riflettere me...
Vi porto il sorriso della Regina della Pace. Per lei siamo tutti "Cari Figli". Lei prega continuamente per tutti noi, ha cura di noi, e provvede perchè oltre alle prove che il Signore permette nella nostra vita, per il nostro bene più grande e definitivo, non abbia a capitarci di perdere mai la Fede, la Speranza e il desiderio di amare. Questa sarebbe la più grande tragedia, ma che la Madonna non permetterà mai se resteremo sempre uniti al suo cuore immacolato!
elucubrato da: alkall alle ore 16:56 | link | commenti (18)
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15/04/2006

La croce e il Papa

Nostra Gloria è la Croce di Cristo, in Lei la Vittoria!

Il Cristo sofferente per i peccati dell'umanità, sembra diventare davvero la realtà universale riconosciuta anche da una certa parte del mondo laico ancora capace di pensare...

Per noi Cristiani, la Croce è il simbolo più alto della fede. Assume i più alti e importanti significati che l'uomo possa concepire.

La Croce di Cristo, è il simbolo della pace, della non violenza. Cristo non aprì bocca, come agnello muto davanti ai tosatori. Perdonò ai suoi persecutori, pregando il Padre di non imputar loro questo peccato. Ecco perchè la bandiera arcobaleno è un simbolo ancora inappropriato. Ci dice solo una parte della verità, e ci nasconde il senso fondamentale. Ecco perchè la facinorosità di chi urla in piazza seguendo la bandiera arcobaleno, incarna soltanto la folla del "crucifige!". Molti cristiani e sacerdoti, purtroppo la seguono, ingannati dalla bianca parola "Pace" che campeggia in centro. Ma questa "pace pretesa", non è quella che è venuto a portare Cristo. Non è quella la strada. Non è "la Via" che ci indica Gesù! La via giusta la riconosciamo quando troviamo "la porta stretta"... che per passare, bisogna inginocchiarsi, bisogna inchinarsi, umiliarsi con la faccia fino a terra. Avete notato che sempre più cristiani hanno abolito l'inginocchiarsi in chiesa... persino davanti alla Croce?

La Croce di Cristo, è simbolo di unità. La sofferenza, il peccato e la morte uniscono tutti gli uomini e le donne di ogni tempo in un unico destino. Se solo pensassimo un po' di più a questo, sapremmo tutti tenerci per mano, stretti-stretti, con tanto amore, soffrendo e offrendo l'uno per l'altro. Allora Cristo potrà mantenere la promessa di rendere "soave e leggero il Suo giogo", (la Sua Croce...). Invece vediamo che la sofferenza, oggi, si rifiuta e si nasconde. Come se stare male, fosse una umiliazione, un castigo (e su questo punto siamo tornati indietro di millenni...). Guardate come la morte viene "nascosta". Nessuno più deve sapere, vedere, piangere, pensare... In un angolo oscuro, più o meno "asettico", di ogni ospedale, ci sono degli incaricati (innominabili), che rendono "il tutto" più gradevole, accettabile, colorato, profumato... senza che più nessuno debba "rendersi conto" della "devastazione della morte". Viene soprattutto nascosta ai bambini, che crescono ormai in un mondo di plastica, di cartoons, dove chi muore, si rialza subito, e continua a fare l'eroe come prima.

La Croce di Cristo, è simbolo di Vittoria! Ma non è la vittoria dei potenti della terra, che vogliono soggiogare le nazioni... Al contrario, è la vittoria dell'umile, dell'oppresso, del diseredato, del disprezzato, del fallito... di coloro che non ce la fanno a vivere la vita, del drogato, del carcerato, di chi si prostituisce, del violentato, di chi ha fallito nel lavoro, a scuola, nella famiglia spezzata, nel torturato, sfruttato, ingannato, raggirato, derubato... Sono questi "piccoli" che vincono! Cristo risorge il terzo giorno! E fa risorgere anche tutti gli sconfitti della terra. Beati, beati... La Pasqua ci ricorda anche questo! Abbracciare la Croce di Cristo il venerdì di passione, vuol dire Risorgere con Cristo il giorno di Pasqua! (appena dopo tre giorni...).

E' un simbolo di grande speranza, di grande gioia, di grande vittoria sul male.

Impariamo perciò tutti quanti a guardare alla Croce di Cristo, con tanta tenerezza, con tanta compassione e misericordia. Non diciamo più di togliere il Crocifisso dalle pareti di scuola, ma anzi, mettiamolo in ogni stanza di ogni casa. Chi farà questo, chi compirà questo gesto, saprà che avrà reso il mondo un po' più umano, un po' più giusto, un po' più ricco d'Amore...

Buona Pasqua di Risurrezione a tutti!

elucubrato da: alkall alle ore 09:36 | link | commenti (46)
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25/03/2006

Gli attentati della ragione
Luigi Negri*

Il mondo cattolico italiano è pesantemente strattonato ad entrare nelle vicende partitiche.
Messaggi, contro-messaggi, lettere aperte da parte di associazioni cattoliche, in un contesto di corto respiro e forse anche di corta intelligenza.
Non voglio aggiungere nulla a livello di analisi politica, perché non sono in grado e soprattutto perché come vescovi ci siamo impegnati a non farlo. Ma qualche osservazione di metodo è assolutamente necessaria.
1. Il mio maestro Mons. Giussani mi ha insegnato che la ragione è la capacità di conoscere la realtà secondo tutti i suoi fattori. Mi permetto di enucleare alcuni fattori che in certi analisi «cattoliche» sono stati volutamente (?) ignorati.
È indubbio che appartiene alla Dottrina Sociale della Chiesa la difesa e la promozione dei diritti della famiglia e dell'educazione; e quindi il superamento di quel monopolio «statale» dell'educazione, che è ancora la vergogna culturale del nostro Paese.
Potrà non piacere, ma la riforma della scuola varata da questo governo, costituisce un primo tentativo, per la realizzazione di un effettivo pluralismo scolastico.
La Dottrina Sociale della Chiesa ha sempre difeso i diritti della società nei confronti dello Stato: chiedendo allo Stato di servire la società e non di «imporsi» alla società. Anche qui la riforma dell'architettura dello Stato appena varata mi sembra più in linea con quel principio si sussidiarietà, che è il cardine di una vita sociale democratica. Perché non si dice che la famiglia eterosessuale, monogamica, feconda è un valore sostanziale della nostra Costituzione? Perché non si dice che l'equiparazione delle coppie di fatto alle famiglie, la legalizzazione delle coppie omosessuali e, sullo sfondo, le manipolazioni genetiche e l'eutanasia sono certo gravissimi attentati alla Dottrina Sociale della Chiesa ma insieme intollerabili attentati alla nostra Costituzione repubblicana e democratica.
Se si debbono aiutare i cristiani a scegliere, allora bisogna dare loro tutti gli elementi di fatto per giudicare, e non nascondere nulla altrimenti si diventa complici.
2. È stato detto che non si può parlare della verità, se non si è coerenti.
Come dire che la forza della verità si fonda sulla coerenza con cui io la vivo. No, qui non ci siamo neanche dal punto di vista logico.
Io preferisco affermare e testimoniare una Verità che mi trascende e mi giudica: le chiedo ogni giorno di investire la mia vita e di renderla meno incoerente e soprattutto di aiutarmi ad essere, nonostante i miei limiti, testimone di una verità che salva me e tutti quelli cui tento di comunicarlo.
Gli antichi filosofi scolastici (ma purtroppo sono nati prima del Concilio Vaticano II e, quindi, non possono avere che torto) dicevano che l'etica si fonda sull'ontologia e non l'ontologia sull'etica. Se parlassero solo quelli che si credono coerenti, ci sarebbe un silenzio assordante, rotto soltanto dalle parole degli scribi, dei farisei e degli imbecilli.
Ma alla fin fine, che cos'è la pace? Un progetto di rigore calvinistico, da imporre anche con la violenza e con l'odio a tutti quelli che non lo condividono o l'evento di una Grazia, quella di Cristo, che investe il cuore degli uomini e della storia?
Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti. Il calvinismo rende l'odio più odio e la violenza più violenza: e dal mondo scompare la carità, che come ci ha insegnato Benedetto XVI è la natura stessa di Dio e la forza di Dio che agisce nel mondo.
* Vescovo
di San Marino-Montefeltro

(da il Giornale)

Questo è ciò che secondo me un "pastore" della Chiesa dovrebbe fare... niente nomi! Niente politica! Niente demagogia... Solo evidenziare ciò che è in sintonia col Vangelo e la dottrina Cristiana Cattolica. Mi piace il passaggio dove dice: "Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti", perchè è una delle mie convinzioni più radicate, e secondo me (per inciso) anche il maggiore pericolo di perdere le elezioni che ha la destra. Che questi Cristiani, tornino alla Chiesa, facciano revisione di vita, riordino le loro convinzioni di "appartenenza", e valori. Per questo, impegniamoci tutti a pregare.  

elucubrato da: alkall alle ore 08:12 | link | commenti (49)
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19/03/2006

Un "tanto al kilo..."

Ci sono nella nostra società, due categorie particolari di persone...
-Quelle che preferiscono le cose che costano molto! Dicono: “Sono care, ma logicamente sono più buone di quelle che costano poco”
-Quelle che comprano solo ciò che è robusto, massiccio, ingombrante, pesante… Dicono: “Non si romperà mai! Mi durerà tutta la vita…” Vedono un’automobile, e ci picchiano con le nocche delle dita sulla lamiera (con orrore del venditore…), per sentire se suona vuoto o pieno. Un frigo o una lavatrice e subito chiedono: “quanto pesa?” E’ il peso che conta (per loro), poco importa che magari dentro ci siano 30 Kg. di cemento in più del necessario…
E’ proprio quello che sta succedendo in questi giorni, in cui gli italiani si preparano ad esprimere la loro preferenza tra due schieramenti politici contrapposti...
- Uno ha scelto la strada della qualità (un programma di sole 22 pagine che non promette di risolvere tutti i problemi, ma si impegna a risolvere bene quelli che affronterà)
- L'altro ha scelto la strada del peso! (281 pagine di programma, che promette di risolvere tutti i problemi possibili immaginabili che hanno gli italiani oggi!!!)
Se tanto, mi da tanto, credo che una buona parte degli italiani, saranno attirati "dal peso" del programma della sinistra. Sembra un affarone! E costa poco! Anzi, niente! Infatti la sinistra distribuisce "diritti" a tutti, non chiede sacrifici, non chiede impegno personale forte... chiede solo "un atto di fede". Un religioso "SI, credo anche se non capisco..." (sfido gli italiani a dimostrarmi di essersi pappate le quasi 300 pagine del programma Prodiano, e soprattutto di averlo capito...)
Ma c'è un fatto che fa di questo programma una mela bacata, una mela marcia...
Ed è proprio il fatto che dentro il programma della sinistra c'è la strenua difesa di "aborto" ed "eutanasia", presentati come valori positivi e civili. E questo è fatale!
Infatti con queste premesse di banalizzazione della vita nascente e dell'anzianità, si vuol far passare dei veri e propri omicidi come necessari per un progresso virtuoso della società.

Perciò dico a tutti: "Anche se la sinistra avesse il migliore  e "massicio" programma che la mente umana possa concepire (e non è così), ma dentro è compreso questo progetto contro la vita (ed è così!), vi dico, per questo unico punto cruciale del programma la sinistra va bocciata alle urne". Sia che siate Cristiani, o che non lo siate. Una politica contro la vita, è contro l'uomo, contro la libertà, contro la pace, contro l'amore, contro il bene.

Tutto il resto è secondario e subordinato al rispetto della vita. Senza questo rispetto universale assoluto, è a rischio ogni altra cosa.

elucubrato da: alkall alle ore 21:07 | link | commenti (30)
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11/03/2006

Dopo il tentativo di buttare dalla finestra il Crocifisso...

Dal blog "PESCEVIVO", ho raccolto l'invito di far circolare un documento relativo a studenti di una scuola, che si sono sentiti rifiutare dagli "insegnanti" e dalla "direzione", il permesso di "pregare durante l'intervallo" (5-10 min. in 8-10 persone al massimo). Ritengo questa decisione del corpo insegnante, una grave violazione della libertà individuale, dato che durante l'intervallo ogni studente può dire ciò che vuole, persino le parolacce e le bestemmie, non vedo perchè uno non potrebbe pregare. Anche io invito i miei visitatori a pubblicare e far circolare questo documento, per sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone su quello che in forma strisciante stà avvenendo nelle scuole, tradizionale e fondamentale luogo di educazione e formazione delle coscienze dei nostri ragazzi.

CHI HA PAURA DELLA LIBERTA’?
Ieri 7 marzo, alla fine di una interminabile seduta, il Collegio dei docenti dell’Istituto Professionale “Paolo Frisi” di Milano ha espresso parere sfavorevole riguardo la proposta dei rappresentanti degli studenti al Consiglio d’Istituto e alla Consulta Provinciale di recitare la preghiera dell’Angelus tre volte la settimana, durante l’intervallo, all’interno della scuola.
Il che equivale alla richiesta di sostare in un luogo dell’edificio per circa 8 minuti alla settimana in un gruppo di persone che a stento si immagina possa raggiungere le 10 unità.
Ma tant’è. Il collegio ha recepito questa richiesta come una grave minaccia alla libertà delle persone e alla laicità della scuola e, nonostante l’intervento ragionevole e pacato di diversi colleghi a favore della richiesta degli studenti, ha votato contro, a larga maggioranza.
Premesso che il problema sta all’origine, nel senso che non solo tale richiesta non costituisce materia di collegio, ma nemmeno necessita dell’autorizzazione di alcuno, essendo la possibilità di esprimere pubblicamente la propria fede religiosa anche attraverso gesti comunitari, ampiamente tutelata dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato italiano, il fatto merita qualche considerazione e suscita qualche domanda.
1.       Chi ha paura della libertà? Le scomposte reazioni che si sono viste ieri in collegio ci paiono francamente sproporzionate alla richiesta, del tutto libera, avanzata dagli alunni. Perché degli studenti che preferiscono radunarsi nel tempo libero dell’intervallo, condividendo un gesto che ritengono costitutivo della loro amicizia, piuttosto che parlare di calcio, andare al bar, fumare in cortile… o altro, non possono farlo? E’ semmai impositiva e gravemente lesiva della libertà personale la pretesa del collegio di vietare un simile gesto.
2.       Chi ha paura del pluralismo? La paventata minaccia alla laicità della scuola ci pare altrettanto infondata. Una scuola è laica se è veramente pluralista, ovvero se consente a tutto tondo l’espressione della tradizione, religiosa e culturale, di ciascuno. Questo è un contributo e una ricchezza. Se altri, di diversa appartenenza religiosa e culturale, avessero avanzato la stessa richiesta, avremmo forse avuto, finalmente, l’opportunità reale di un dialogo e di un confronto multiculturale. Perché il dialogo vero si crea ed esiste laddove ciascuno è seriamente impegnato con la propria tradizione e la propria storia, laddove la persona si spende per qualcosa che incide sulla propria vita, la propone e la mette al vaglio della ragione nel presente. Viceversa l’apertura alla diversità ha i confini che gli diamo noi, censurando ciò che ci disturba o non rientra nei nostri schemi, divenendo così vuota retorica, argomento di scuola che non suscita più il minimo interesse.
3.       Chi ha paura dell’educazione? Come adulti ed educatori che lavorano in una scuola pubblica, finanziata con il denaro di tutti i contribuenti italiani abbiamo il compito e il dovere di promuovere, valorizzare e difendere l’espressione ideale e la proposta culturale di tutti. Nessuno escluso. In particolare se l’iniziativa viene dagli studenti. Il compito dell’educatore è quello, ne siamo certi, di accompagnare gli studenti ad andare a fondo della tradizione cui appartengono e a verificare l’adeguatezza o meno di quest’ultima alla loro esperienza umana, anche se il loro credo non coincide con il nostro. Negare a degli studenti la possibilità di riconoscere pubblicamente la loro appartenenza religiosa è un fatto altamente diseducativo.
4.       Chi ha paura dell’ideale? Lamentiamo spesso che i nostri alunni non hanno impeto, non hanno ideali per i quali impegnarsi. Sono figli della noia. E allora perché, per una volta che si verifica il contrario, lo si vuole stroncare sul nascere? Si ha forse paura del risvolto comunitario di questo ideale, della sua ricaduta sociale? Chi conosce la storia, e tutti noi in quanto adulti e laureati dovremmo conoscerla, sa che il fatto religioso, e in particolare quello cattolico, si pone per sua natura come un fatto sociale e comunitario. Ma questo, per chi almeno è leale con la storia, è un contributo alla convivenza, non una minaccia.
E in democrazia è fatta salva la libertà di tutti e la libertà di tutti va difesa.
Anche quella dei cattolici
.
INVITIAMO TUTTI COLORO CHE LO RITENGONO OPPORTUNO A SOTTOSCRIVERE QUESTO COMUNICATO.
Esp.
Un gruppo di docenti del Frisi
8 marzo 2006

elucubrato da: alkall alle ore 08:26 | link | commenti (13)
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19/02/2006

INNO ALLA VITA

Inno alla Vita

... mentre oscuri figuri nel panorama del nostro amato paese, tramano contro la vita, bramando il potere per poter mettere le mani sulla "stanza dei bottoni", continuiamo il cammino di questo blog innalzando oggi un "Inno alla Vita". Un inno di gioia per avere un Padre nei cieli che è Amore. Che dona la vita in abbondanza e la difende come un pastore difende le sue pecore dai lupi rapaci, che continuamente tentano di penetrare nell'ovile per devastare il gregge...

La Vita precede il creato e l'uomo: l'uomo - e con lui ogni realtà vivente - è reso partecipe della vita per il gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio. La vita è perciò un bene "indisponibile"; l'uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di Colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva. (Dal Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 28a Giornata per la vita -5 febbraio 2006-)

«Il Premio Nobel per la pace è consegnato a Madre Teresa perché vede Cristo in ogni essere umano che per lei è sacro. La caratteristica del suo lavoro è il rispetto per la persona, il valore e la dignità di ciascuno. Lei e le sue suore accolgono le persone più sole, infelici e abbandonate - poveri, moribondi, lebbrosi - con calore, pietà, compassione basate sull'amore per Cristo che ella vede in ogni uomo. Donandosi a persone di ogni razza, religione e nazionalità, ha superato tutte le barriere. Con il suo messaggio è arrivata a tutti e ha gettato un seme di bontà. Ha lavorato per la pace e per l'inviolabilità della dignità di ogni uomo». E' il 10 dicembre 1979, Teresa - «la matita nelle mani di Dio» - vestita del «sari> bianco bordato di blu, si alza. La ascoltano i Reali di Norvegia, il Governo, il Parlamento, uno sceltissimo pubblico in costosi abiti da cerimonia. Il suo eloquio, semplice ed essenziale, incanta e colpisce: «La pace oggi è minacciata dall'aborto, che è una guerra diretta, una uccisione compiuta dalla stessa madre. Anche il bambino non ancora nato è nelle mani di Dio. L'aborto è il peggior male e il peggior distruttore della pace. Noi non ci saremmo se