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Note:

In questo blog non sono graditi commenti con bestemmie, volgarita', trivialita'. La vera libertà, e' sempre rispettosa del prossimo, tutto il resto è solo maleducazione e ignoranza. (I commenti anonimi, a mia discrezione saranno eliminati!) Grazie

Aspetto invece i commenti di chi si vuole veramente cimentare con il più alto valore della mente umana, "la Libertà nella Verità".

"...Che cos'è la verità? "
(Gv 18,38)

...a volte siamo proprio ciechi...
(come Pilato...)

31/01/2005

 

Si Deus est, unde malum? ( 3 )

(Se Dio esiste, da dove nasce il male ?)

 

I due principi Manichei del bene e del male… ma anche…

Si Deus non est, unde bonum?

(Se Dio non esiste, da dove nasce il bene?)

La risposta è che essa deve essere cercata nella natura ideale dell’uomo, in quanto questa natura è presente nelle verità eterne che si trove nell’intelletto di Dio, indipendentemente dalla Sua volontà. (Teodicea)

 

Proseguiamo nel nostro modesto studio sulle origini del male, del dolore e della morte, occupandoci stavolta, di qualche aspetto filosofico. Non è mia intenzione esaurire l’indagine di tutti i pensatori che si sono occupati dell’argomento. (impresa peraltro, titanica…). Diamo solo dei flash, (per ora), significativi.

Mi faccio aiutare, da una ricerca fatta da un amico che ha commentato anche qui nel blog… (vedi link)  I Filosofi di cui ci occuperemo qui sono S.Agostino, e Leibnitz (con riferimenti anche a Platone, Cicerone, Plotino)

 La ricerca di S.Agostino, sul perché compiamo il male, passa attraverso vari stadi.
- Prima della conversione al Cristianesimo, il suo ideale di vita filosofica fa riferimento allo “Stoicismo” di Cicerone. Pur rendendosi conto di non poter mai raggiungere questo ideale, senza il disprezzo totale dei piaceri e del denaro.
- Aderendo poi al “Manicheismo”, è convinto di trovare in esso risposta all’origine del male...

- Con la conversione, S.Agostino, abbandona il Manicheismo perché non può accettare che il male, sia un “secondo principio” in perenne lotta col bene. Egli riconosce “un solo principio” di perfezione in Dio, una sola realtà incorporea e incorruttibile. Platone aveva insegnato a S.Agostino che soltanto ciò che è incorporeo e puramente intelligibile è immutabile. Dopo aver riscontrato lo stesso concetto anche nelle prediche di S.Ambrogio, egli è pronto per la grande domanda:

“Se Dio è bene, ed è l’unico principio, creatore di tutte le cose… il male fisico e morale, (i dolori e i peccati), derivano anch’essi da Dio?”

Egli comincia col rispondere che:

“Tutto ciò che è… in quanto è… è bene!  E proviene dal Sommo Bene. (che è “Essere” Supremo).

La gerarchia dei “beni”, va perciò da “Dio” fino alla “creatura”, (dal Supremo bene, che è “incorporeo”, al minimo bene, che è “corporeo”).

Il male perciò è “diminuzione” o “assenza” dell’Essere.

(come la cecità rispetto alla vista…)

Quindi, secondo S.Agostino, “il male metafisico” non esiste di per se stesso. (come affermavano i Manicheisti…). Un “Ordine”, lo comprendiamo se guardato nel suo insieme, e non analizzando i singoli componenti. Infatti, un componente, se visto a se stante, potrebbe sembrare un male… ma nel suo insieme si configura come un bene. S.Agostino, prosegue, dicendo che il male morale (conseguenza di quello metafisico), consiste nel dirigere la propria volontà, dal “Bene Eterno”, a un “bene temporale”.

Il peccato è questo!

Consiste nell’amare un bene che è “inferiore” al Sommo Bene come se fosse… il Sommo Bene.

(è un “atteggiamento”, una “decisione” del cuore… e non "l'oggetto”, che peccando è amato…)

La volontà umana, peccando rende “male”, ciò che di per se, non è male.

In essa, dunque, (l’azione del peccare), è l’origine del male, e non in Dio!

La volontà malvagia, (peccatrice), orientandosi verso ciò che è inferiore a Dio, si oppone inevitabilmente alla volontà di Dio.

E’ quanto hanno fatto i demoni (angeli ribelli), è quanto ha fatto e fa ancora l’uomo!

Col peccato, non si fa del male a Dio, ma a se stessi, (è la propria natura che viene corrotta).

Chi commette una colpa, (il peccato), ha perciò già in se la sua punizione, (in quanto si priva del Sommo Bene, che è Dio, e si rivolge a beni inferiori ed effimeri). S.Agostino completa la sua analisi vedendo nei “mali fisici”, la “conseguenza” (punizione), del “male morale” (peccato).

- A questo punto S.Agostino, da risposta a un’altra grande domanda:

” Perché Dio ha dato la libertà all’uomo?”

Ci dice:

“Senza libertà non sarebbe possibile alcuna azione “retta”, dell’uomo. Se non vi fosse il “libero arbitrio”, come si potrebbe definire buona o cattiva una sua azione?

Dopotutto, se l’uomo usa male la sua libertà, (per peccare), ciò non dipende da Dio. Ne vi è alcuna contraddizione tra la “prescienza di Dio”, e la “libertà dell’uomo”. In quanto la nostra “volontà” è davvero libera e in nostro potere… e Dio non vi interviene. La Sua “prescienza”, cioè, non sottrae nulla della nostra libertà.

La domanda con cui abbiamo iniziato il post, se la pone anche Leibniz… (la stessa che si sono posti prima di lui, Plotino e S.Agostino…). La risposta che ci da il Filosofo di Lipsia, è molto simile a quella dei suoi predecessori:

“Il male non esiste, come entità fisica, non ha un suo status ontologico,

è puramente una carenza di bene!”

O meglio:

“E’ la mancanza di perfezione, che differenzia la creatura dal Creatore.

Riferendoci a Plotino, riportiamo l’esempio che lui faceva e che Leibniz riprende:

“Il bene è l’espandersi della luce di una candela”

“Il male, le zone d’ombra dove questa luce non arriva”

“La misura del male, i vari gradi di penombra fino alla totale oscurità”

Tornando a Leibniz, ci dice che:

“Solo il bene esiste!

Anzi, il bene coincide con l’Essere”

(la perfezione, Dio...)

Per quanto riguarda l’uomo, (la creatura), “il male” è ciò che gli manca per raggiungere “la Perfezione”!

Potremmo quindi concludere dicendo che il male è puramente negativo… non-bene… non-essere… imperfezione. Da questo male, diciamo, “metafisico”, derivano anche “il male fisico”, (dolore, sofferenza, morte), e “il male morale” (peccato). Leibniz, ce ne spiega le implicazioni, dicendoci:

“Il male fisico è permesso da Dio, per ricavarne un bene più grande”

(la pena, come “riscatto” e come “esempio”)

“Il male morale, è permesso da Dio, per una elevazione morale dell’uomo”

(che è così stimolato a realizzare un “bene superiore”,

passando da un bene nel “livello delle creature”, verso il Bene, nel “livello del Creatore”).

Dio, non vuole mai nessun tipo di male, ma soltanto “lo permette”. Questo perché nella “economia Divina”, l’obbiettivo è di realizzare nella creatura il massimo di bene possibile col minor male necessario.

Qualche avversario ... risponderà forse ... dicendo che il mondo sarebbe potuto essere senza il peccato e senza le sofferenze: ma io nego che allora sarebbe stato migliore. Infatti bisogna sapere che tutto è connesso in ciascuno dei mondi possibili: l'universo, qualunque esso sia, è tutto di un pezzo, come un oceano; il minimo movimento vi estende il suo effetto a qualsiasi distanza, benché questo effetto diventi meno sensibile in proporzione della distanza; di modo che Dio vi ha tutto regolato in anticipo, una volta per tutte, avendo previsto le preghiere, le buone e le cattive azioni, e tutto il resto; e ciascuna cosa ha contribuito idealmente prima della sua esistenza alla decisione che è stata presa sull'esistenza di tutte le cose. Così nulla può essere cambiato nell'universo, mantenendone salva l'essenza. Così, se il minimo male che accade nel mondo vi mancasse, questo non sarebbe più lo stesso mondo, che tutto contato, tutto soppesato, è stato trovato il migliore da parte del creatore che l'ha scelto. (Leibniz)

(attendo i vostri commenti...)

elucubrato da: alkall alle ore 18:05 | link | commenti (90)
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22/01/2005

San Benedetto ... la lotta contro satana.

 L'ORIGINE DEL MALE... ( 2 )

(da "Il falsario" e da "Rito dell'Esorcismo" della Chiesa Cattolica)

Dopo gli ottimi commenti del post precedente, proseguiamo il nostro cammino tentando di gettare uno sguardo sull'origine del male. La visione parte da un punto di vista Cattolico, ma in seguito proveremo a indagare anche qualche studio compiuto da noti filosofi non credenti:

 L'origine del male è uno dei più ricorrenti e angosciosi inter­rogativi dell'umanità nel corso dell'intera sua storia. Non si trat­ta certo di un problema astratto, quanto piuttosto di un'invoca­zione che sale dal cuore dell'uomo dolente e ferito. «Perché il dolore, il male e la morte? ». Dietro queste domande universali sta l'esperienza degli uomini di tutti i tempi, che si rendono con­to che la loro vita è crocifissa dal momento della loro nascita fi­no a quello della morte. Venendo al mondo l'uomo si scopre pas­seggero, fragile e limitato e qualsiasi tentativo per cambiare radi­calmente la sua condizione esistenziale, dopo le prime illusioni, si risolve puntualmente in uno scacco.

La ragione umana ha vagato a lungo nell'incertezza e le prime esaurienti risposte le ha trovate entrando nell'ambito della fede e attingendo alla luce della Parola di Dio. Non si tratta soltanto di dare una spiegazione alla fragilità di una esistenza esposta, co­me osservava il Buddha, «alla malattia, alla vecchiaia e alla mor­te », ma anche e soprattutto di comprendere l'origine di quella spinta al male morale che ogni uomo porta dentro di sé fin dal momento della sua nascita.

Alcune religioni, nel loro brancolare nel buio, hanno perfino ipotizzato l'esistenza di una duplice divinità: una buona, che ha creato tutto ciò che di bene vi è nel mondo, e una malvagia, autri­ce di tutto ciò che vi è di male. Questa concezione manichea della realtà ha finito per assolutizzare il male, attribuendogli una forza e una dimensione illimitate. In questa luce satana, comunque venga concepito o chiamato, diviene il concorrente del Dio buono, in una lotta paritaria fra il bene e il male dall' esito incerto.

La luce della rivelazione, che risplende nelle prime pagine del­la Bibbia, ci rassicura riguardo all'intero mare dell'essere nel quale siamo immersi e al quale apparteniamo, sia pure in qualità di creature. Innanzi tutto siamo tranquillizzati riguardo alla divi­nità. Esiste un solo Dio che nella sua essenza è tutto bontà, bel­lezza, verità e amore. Non esiste un dio malvagio, ma un Dio buo­no, nel senso più pieno che questa parola possa avere. All'origi­ne di tutto non c'è il male, ma il bene; non ci sono le tenebre, ma la luce; non c'è il dolore, ma la felicità; non c'è la menzogna, ma la verità.

Non solo Dio è un oceano di bontà e di bellezza, ma anche tut­to ciò che egli ha tratto dal nulla con grande potenza, sapienza e amore ha i caratteri della bontà e della bellezza. Il libro della Ge­nesi non si stanca di ripetere che tutto ciò che Dio ha creato è buono, specificando, nel caso dell'uomo, che è «molto buono », perché creato « ad immagine e somiglianza» di Dio stesso. Ma al­lora, ti chiederai giustamente, se Dio è buono, come buona è tut­ta la sua creazione, qual è dunque l'origine del male, che pure è un'esperienza che ogni uomo fa nella sua vita quì sulla terra?

Nelle pagine della Genesi noterai che nello splendore immaco­lato della creazione, dove l'uomo occupa un posto centrale per dignità naturale e per i doni di grazia ricevuti, vi è una presenza oscura e inquietante.

(da “il Falsario” di p.L.Fanzaga)

La presenza del diavolo e della sua azione, spiega l'avvertimento del Catechismo della Chiesa Cattolica: "la drammatica condizione del mondo che "giace" tutto "sotto il potere del maligno" (1 Gv 5, 19), fa della vita dell'uomo una lotta: "Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta incominciata fin dall'origine del mondo, che durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l'uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l'aiuto della grazia di Dio" (Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et spes, n. 37, 2) " - (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 409).

Vorrei sottolineare che l'influsso nefasto del demonio e dei suoi seguaci viene abitualmente esercitato attraverso l'inganno, la menzogna, la bugia e la confusione. Come Gesù è la Verità (cf. Gv 8, 44), così il diavolo è il bugiardo per eccellenza. Da sempre, sin dall'inizio, la menzogna è stata la sua strategia preferita. Non c'è dubbio che il diavolo riesca ad intrappolare tante persone nella rete delle bugie, piccole o clamorose. Inganna gli uomini facendo loro credere che la felicità si trovi nel denaro, nel potere, nella concupiscenza carnale. Inganna gli uomini persuadendoli che non hanno bisogno di Dio e che sono autosufficienti, senza bisogno della grazia e della salvezza. Addirittura inganna gli uomini diminuendo, anzi facendo scomparire il senso del peccato, sostituendo alla legge di Dio come criterio di moralità, le abitudini o le convenzioni della maggioranza. Persuade i bambini che la bugia è un modo adatto per risolvere diversi problemi, e così, man mano, si crea tra gli uomini un'atmosfera di diffidenza e di sospetto. Dietro le bugie e le menzogne, che portano l'immagine del Grande Bugiardo, si sviluppano le incertezze, i dubbi, un mondo dove non c'è più sicurezza né Verità e dove, invece, regna il relativismo e la convinzione che la libertà consista nel fare quel che si vuole; così non si capisce più che la vera libertà è l'identificazione con la volontà di Dio, fonte del bene e dell'unica felicità possibile.

L'esorcismo ha come punto di partenza la fede della Chiesa, secondo la quale esistono Satana e gli altri spiriti maligni, e che la loro attività consiste nell'allontanare gli uomini dal cammino della salvezza. La dottrina cattolica c'insegna che i demoni sono angeli caduti a causa del loro peccato, che sono esseri spirituali di grande intelligenza e potere: "La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l'edificazione del Regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo Regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni - di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica per ogni uomo e per la società -, quest'azione è permessa dalla divina Provvidenza, la quale guida la storia dell'uomo e del mondo con forza e dolcezza. La permissione divina dell'attività diabolica è un grande mistero, ma "noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rom 8, 28)" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 395).

La Chiesa è sicura della vittoria finale dì Cristo e perciò non si lascia trascinare dalla paura o dal pessimismo, ma allo stesso tempo è consapevole dell'azione del maligno che cerca di scoraggiarci e di seminare la confusione. "Abbiate fiducia - dice il Signore - Io ho vinto il mondo! " (Gv 16, 33). In questa cornice trovano il loro posto gli esorcismi, espressione importante, ma non l'unica, della lotta contro il maligno.

(da “il rito dell’esorcismo” documento Vaticano del 26 gennaio 1999- Jorge A. Card. MEDINA ESTÉVEZ)

 (attendo i vostri commenti...)

elucubrato da: alkall alle ore 08:28 | link | commenti (101)
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19/01/2005

La tentazione dell'Eden...

L'AVVERSARIO DI DIO...( 1 )

(da "Il falsario" di p.L.Fanzaga)

E' venuto il momento di affrontare il tema che da tempo ho promesso... E cioè, il problema del male, del dolore e  della morte. Comincerò quindi a pubblicare una serie di post, che partendo dal punto di vista Cristiano, danno una risposta a molte delle inquietudini dei nostri giorni.

Mentre Dio si rivela all'uomo, satana si occulta. Quando agisce è abilissimo nel coprirsi dietro le persone, le cose e gli avveni­menti. Egli è menzognero e padre della menzogna (Gv 8,44), per cui il suo linguaggio nasconde i suoi veri sentimenti, le sue reali intenzioni e gli obiettivi che persegue. Quando si manifesta assu­me l'apparenza esterna di « angelo di luce» (2 Cor 11,14). Se egli riesce a indurre l'uomo al peccato e a impadronirsi silenziosa­mente della sua vita è perché è abilissimo nel proporgli il male sotto l'apparenza di bene, adescandolo con felicità illusorie e riu­scendo perfino a presentare se stesso come un benefattore.

È strano, se ci pensi bene, che colui che la Scrittura presenta come un leone ruggente e un drago infuriato finisca per essere indicato nel linguaggio comune come un « povero diavolo». Il mondo conosce così poco satana che ha finito per negarlo, op­pure per ridurlo a una caricatura innocua, come quelle bestie fe­roci dello zoo, senza unghie e senza denti, che si abbuffano con le merendine dei bambini.

Per conoscere il maligno nella sua profondità occorre seguire attentamente la sua manifestazione nella storia della salvezza. È la luce di Dio, in modo particolare quella di Cristo, che rivela la vera natura del menzognero. Allo stesso modo lo conoscerai nel­la vita dei santi e anche nella tua, se sei seriamente impegnato nel cammino spirituale. La falsa rappresentazione del maligno che hanno molti cristiani costituisce un pericolo per le loro anime. Identificarlo nella sua vera natura è fondamentale per riuscire vincitori nel combattimento spirituale.

Se dovessi descrivere in poche parole chi è satana nella verità del suo essere, incomincerei innanzi tutto col dire che è l'avver­sario irriducibile di Dio e poi, in conseguenza di ciò, il nemico spietato dell'uomo. Se Dio è amore, come afferma S. Giovanni evangelista, satana, pur nei limiti di una creatura che continua ad essere tale, può ben essere definito come odio. Che cos'è l'odio?

Noi lo conosciamo attraverso le nostre esperienze di vita. E una forza distruttiva che nasce e cresce in noi e che, se non viene fre­nata, produce i più nefasti effetti. Guardati intorno e valuta da so­lo quali immensi danni produce l'odio nelle persone, nelle fami­glie e nella società.

La prima creatura che ha generato l'odio in se stessa è l'ange­lo ribelle. E l'odio contro Dio, nato dalla gelosia di non essere lui Dio. Satana è divenuto tale quando non ha accettato quell'umile sottomissione al Creatore che lo avrebbe dischiuso a un rappor­to di infinito amore. Il superbo non tollera che ci sia un Dio so­pra di lui, non accetta di dipendere, rifiuta di servire! Se potesse eliminare Dio, lo farebbe. Non potendolo cancellare, non aven­do la possibilità di distruggerlo, ecco che lo combatte con tutte le sue forze, opponendosi ai suoi piani e cercando di rendere vani i suoi disegni.

Satana sa che Dio è Dio e che lui è soltanto una creatura. Ne è cosciente, ma non l'accetta. Vorrebbe essere lui Dio al posto del Creatore. Non essendo questo possibile, dal suo essere si sprigio­na un odio inestinguibile.


E lo stesso odio che lui depone nel cuore di molti uomini, i qua­li professano un ateismo di facciata, dicendo di non credere in Dio. In realtà non sopportano che ci sia un Dio al di sopra di lo­ro, dal quale dipendere e al quale rendere conto. Fanno del loro io qualcosa di assoluto, di insindacabile e di onnipotente. Dicono che Dio non c'è, ma in realtà lo odiano, lo combattono e lo be­stemmiano. Satana è il loro capostipite e comunica loro quell' o­dio implacabile che egli genera negli abissi della sua perversione.

E lo stesso odio che lui depone nel cuore di molti uomini, i qua­li professano un ateismo di facciata, dicendo di non credere in Dio. In realtà non sopportano che ci sia un Dio al di sopra di lo­ro, dal quale dipendere e al quale rendere conto. Fanno del loro io qualcosa di assoluto, di insindacabile e di onnipotente. Dicono che Dio non c'è, ma in realtà lo odiano, lo combattono e lo be­stemmiano. Satana è il loro capostipite e comunica loro quell' o­dio implacabile che egli genera negli abissi della sua perversione.


alla prossima...

elucubrato da: alkall alle ore 07:10 | link | commenti (53)
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07/01/2005

 

E prostratisi lo adorarono...

…la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
(Mt 2 , 9-11)

 

Tsunami...Lo sconvolgente cataclisma, senza precedenti, che si è abbattuto su poverissimi luoghi del pianeta, plurisfruttati soprattutto da noi Occidentali… oltre che su una “solidarietà”, che spesso diventa “pagamento” per “tacitare una coscienza urlante”, ci interpella e ci chiede una netta e chiara “conversione” nel personale rapporto con Dio e con la natura (Sua creazione ed espressione). Ci obbliga a prendere atto di essere “creature limitate”, che non riescono e non possono “auto-salvarsi”, con la sola “logica dell’egoismo” e della “autodeterminazione”.

E’ stato una “ecatombe apocalittica” (così si è detto…), paragonabile solo al “biblico Diluvio Universale”, che nessuno di noi ha visto, ma che nei versi ancora conservati nella Sacra Bibbia, conservano la sufficiente vividezza per riconoscerli negli effetti che sono sotto i nostri occhi. Che la nostra, sia una umanità “corrotta”, non occorre essere Cristiani per constatarlo… Che Dio, nell’arco della storia dell’Umanità, abbia più volte richiamato l’uomo alla “conversione”, corrotto com’è dall’egoismo e dalla depravazione, neanche questo “fa mistero”… sia per i credenti, che per i non credenti… Dal “problema del male” (angoscia-dolore-morte), che incombe su ogni creatura, infinitamente e perennemente discusso da filosofi e pensatori di ogni tendenza e amplificato dai fatti di questi giorni, scaturiscono vari atteggiamenti:

C’è “il fatalismo” della “inevitabilità” dei fenomeni naturali, verso cui “niente si può fare”, se non subirli e sperare di non essere “là, in quel momento”… Si brontola, sì, verso chi “dissesta e inquina” la natura, ma senza impegno e convinzione…
C’è “l’attivista reattivo”, shoccato, ma razionalmente proiettato a “reperire fondi”, “inviare risorse”, “proclamare nuove regole” politiche e sociali. Insomma lanciato sul “bisogna fare – fare – fare…” Che poi è anche questo un modo per “glissare e fuggire” dal “riflettere sulle cause” e sul “senso” che stà dietro…
E c’è anche chi “si ribella”, senza mezze misure… e dà libero sfogo a una “rabbia”, che evidentemente c’era già dentro di lui da chissà quanto tempo… e questo è solo “il pretesto” per prendersela con tutti (i presunti responsabili…), ma soprattutto col “Padre Eterno”, che va processato per direttissima e giustiziato (ancora!!!), per “crimini contro l’Umanità”… E così si scopre che Cristiani, agnostici, eretici, atei… tutti, all’improvviso, diventano “credenti convinti” e “coalizzati” per gridare all’unisono, quel “Crocifige !!!” contro Dio. Un “dejà vù”, che dimostra solo quanto siamo ancora e sempre di “dura cervice”…

Ma i più sconvolti in tutta questa vicenda, sono soprattutto i “Cristiani tiepidi” (cosiddetti…), e quelli che amano “sedere su due o più sedie contemporaneamente”… che si illudono sia sufficiente coalizzarsi attorno a una specie di “pace multicolore”, che è così rassicurante per poter condurre indisturbati la propria vita, senza rischi e fastidi. Sbocconcellare la propria vita passando di emozione in emozione senza soluzione di continuità… Una vita che più che “fondata”, sulle “Beatitudini di Cristo”, hanno riscritto sulla base di proprie “beatitudini mondane e goderecce”, continuamente aggiornate in una inarrestabile pretesa di fantomatiche libertà, dai confini sempre più sfumati e incomprensibili… “Mostruosa ameba (questa lbertà...), che fagocita ogni personalità e valore” (tra questi i più allucinati, quelli rivolti alla meditazione per liberare l’uomo addirittura da se stesso!!!)
Crollano qui tutte le convinzioni di coloro che pensano che Dio, sia il parto della bizzarra fantasia dell’uomo, scoprendo invece che “Dio esiste veramente!”, che è “Altro da noi!”, che liberamente sceglie i modi e le azioni con cui “rapportarsi con l’uomo”.

Certamente, è troppo semplicistico, liquidare Dio, etichettandolo come un “crudele e insensibile”, un “lontano e indifferente” ai “dolori” dell’uomo…

Questo non corrisponde a quel “Dio”, che Gesù, è venuto a “rivelarci”… Un Padre buono e pieno di Amore, vicino all’uomo, ricco di pazienza e misericordia.
Ma, non dimentichiamoci, che Gesù stesso ci ha parlato del Diluvio, ci ha ricordato il castigo di Sodoma e Gomorra distrutte col fuoco dal cielo a causa della perversione contro natura… Gesù ha pianto pensando alla “distruzione di Gerusalemme” (insieme a tutti gli altri cataclismi che dovevano venire…)… e ci ha fatto capire, che questi fatti, sono “sempre conseguenza” del “comportamento dell’uomo” (del suo peccato!!!).
Questi giorni di dolore, ci hanno “messi in crisi” e ci “provocano” a “ripensare il nostro rapporto con Dio e col mistero”… che dopo lo “tsunami”, non possiamo più “ignorare”… Un rapporto che ci eravamo illusi di liquidare, con la nostra “intelligenza”e “razionalità”, con la nostra “scienza e tecnologia”.
Ma… non è stato così! NON E’ E NON SARA’ MAI COSI’ !!! Dio non è manipolabile !!! (come l’embrione…)

Dio è Colui che “ti interpella”… non colui che risponde a nostro comando!
Che mai ci succeda come a Erode e ai Sacerdoti del Tempio, che pur possedendo le “Scritture” e le “Profezie”, non sono riusciti a “riconoscere il segno dei tempi!” …

Altri… altri… che venivano da lontano… si sono prostrati per adorare il bambino Gesù

Loro, sì, che avevano “gli occhi aperti”, e “il cuore pronto”… per “scorgere la stella”… la “luce che viene finalmente a illuminare la nostra vita”…

Allora pur essendo pienamente solidali con tutte le iniziative di Carità e solidarietà per i sopravvissuti… pur unendoci alla preghiera corale e universale nel ricordo delle vittime… pur osservando politicamente i “minuti di silenzio”, tutti insieme, nel dolore e le lacrime… per edificare finalmente un mondo più sicuro, d’amore e di pace…

che non ci sfugga “la stella”!!!

Il messaggio che Dio ci invia…

che DEVE, farci cambiare “il nostro atteggiamento interiore verso di LUI”

per una “conversione” decisa e definitiva!!!

e finalmente “prostrarci per adorarlo”, donandogli ciò che abbiamo di più prezioso (che è comunque già suo)… l’oro, per “riconoscerlo Sovrano sulle nostre vite”… l’incenso, per promettergli l’impegno della nostra preghiera e ricorrere fiduciosi, sempre e solo a Lui… la mirra, per dirgli che crediamo che Lui è morto e risorto per tutti noi, MA PROPRIO TUTTTTI !!!… e ci vuole con se nella “gioia Eterna”.

 

Apriamo pure una condivisione di idee, per crescere nel desiderio di essere più veri, e uniti.

Alkall


(Vi allego anche un frammento di una mail che ho ricevuto ieri...  Clicca quì     e che ci aiuterà ancor più a riflettere…)
elucubrato da: alkall alle ore 16:19 | link | commenti (108)
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