...la schiavitù dei sensi porta alla confusione...

Il pensiero conduce a Dio...

Dio mi ha donato il pensiero per poterlo raggiungere...

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

Note:

In questo blog non sono graditi commenti con bestemmie, volgarita', trivialita'. La vera libertà, e' sempre rispettosa del prossimo, tutto il resto è solo maleducazione e ignoranza. (I commenti anonimi, a mia discrezione saranno eliminati!) Grazie

Aspetto invece i commenti di chi si vuole veramente cimentare con il più alto valore della mente umana, "la Libertà nella Verità".

"...Che cos'è la verità? "
(Gv 18,38)

...a volte siamo proprio ciechi...
(come Pilato...)

25/03/2006

Gli attentati della ragione
Luigi Negri*

Il mondo cattolico italiano è pesantemente strattonato ad entrare nelle vicende partitiche.
Messaggi, contro-messaggi, lettere aperte da parte di associazioni cattoliche, in un contesto di corto respiro e forse anche di corta intelligenza.
Non voglio aggiungere nulla a livello di analisi politica, perché non sono in grado e soprattutto perché come vescovi ci siamo impegnati a non farlo. Ma qualche osservazione di metodo è assolutamente necessaria.
1. Il mio maestro Mons. Giussani mi ha insegnato che la ragione è la capacità di conoscere la realtà secondo tutti i suoi fattori. Mi permetto di enucleare alcuni fattori che in certi analisi «cattoliche» sono stati volutamente (?) ignorati.
È indubbio che appartiene alla Dottrina Sociale della Chiesa la difesa e la promozione dei diritti della famiglia e dell'educazione; e quindi il superamento di quel monopolio «statale» dell'educazione, che è ancora la vergogna culturale del nostro Paese.
Potrà non piacere, ma la riforma della scuola varata da questo governo, costituisce un primo tentativo, per la realizzazione di un effettivo pluralismo scolastico.
La Dottrina Sociale della Chiesa ha sempre difeso i diritti della società nei confronti dello Stato: chiedendo allo Stato di servire la società e non di «imporsi» alla società. Anche qui la riforma dell'architettura dello Stato appena varata mi sembra più in linea con quel principio si sussidiarietà, che è il cardine di una vita sociale democratica. Perché non si dice che la famiglia eterosessuale, monogamica, feconda è un valore sostanziale della nostra Costituzione? Perché non si dice che l'equiparazione delle coppie di fatto alle famiglie, la legalizzazione delle coppie omosessuali e, sullo sfondo, le manipolazioni genetiche e l'eutanasia sono certo gravissimi attentati alla Dottrina Sociale della Chiesa ma insieme intollerabili attentati alla nostra Costituzione repubblicana e democratica.
Se si debbono aiutare i cristiani a scegliere, allora bisogna dare loro tutti gli elementi di fatto per giudicare, e non nascondere nulla altrimenti si diventa complici.
2. È stato detto che non si può parlare della verità, se non si è coerenti.
Come dire che la forza della verità si fonda sulla coerenza con cui io la vivo. No, qui non ci siamo neanche dal punto di vista logico.
Io preferisco affermare e testimoniare una Verità che mi trascende e mi giudica: le chiedo ogni giorno di investire la mia vita e di renderla meno incoerente e soprattutto di aiutarmi ad essere, nonostante i miei limiti, testimone di una verità che salva me e tutti quelli cui tento di comunicarlo.
Gli antichi filosofi scolastici (ma purtroppo sono nati prima del Concilio Vaticano II e, quindi, non possono avere che torto) dicevano che l'etica si fonda sull'ontologia e non l'ontologia sull'etica. Se parlassero solo quelli che si credono coerenti, ci sarebbe un silenzio assordante, rotto soltanto dalle parole degli scribi, dei farisei e degli imbecilli.
Ma alla fin fine, che cos'è la pace? Un progetto di rigore calvinistico, da imporre anche con la violenza e con l'odio a tutti quelli che non lo condividono o l'evento di una Grazia, quella di Cristo, che investe il cuore degli uomini e della storia?
Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti. Il calvinismo rende l'odio più odio e la violenza più violenza: e dal mondo scompare la carità, che come ci ha insegnato Benedetto XVI è la natura stessa di Dio e la forza di Dio che agisce nel mondo.
* Vescovo
di San Marino-Montefeltro

(da il Giornale)

Questo è ciò che secondo me un "pastore" della Chiesa dovrebbe fare... niente nomi! Niente politica! Niente demagogia... Solo evidenziare ciò che è in sintonia col Vangelo e la dottrina Cristiana Cattolica. Mi piace il passaggio dove dice: "Aveva ragione il grande Del Noce quando diceva di temere di più i cattocomunisti che gli stalinisti", perchè è una delle mie convinzioni più radicate, e secondo me (per inciso) anche il maggiore pericolo di perdere le elezioni che ha la destra. Che questi Cristiani, tornino alla Chiesa, facciano revisione di vita, riordino le loro convinzioni di "appartenenza", e valori. Per questo, impegniamoci tutti a pregare.  

elucubrato da: alkall alle ore 08:12 | link | commenti (49)
categorie:
19/03/2006

Un "tanto al kilo..."

Ci sono nella nostra società, due categorie particolari di persone...
-Quelle che preferiscono le cose che costano molto! Dicono: “Sono care, ma logicamente sono più buone di quelle che costano poco”
-Quelle che comprano solo ciò che è robusto, massiccio, ingombrante, pesante… Dicono: “Non si romperà mai! Mi durerà tutta la vita…” Vedono un’automobile, e ci picchiano con le nocche delle dita sulla lamiera (con orrore del venditore…), per sentire se suona vuoto o pieno. Un frigo o una lavatrice e subito chiedono: “quanto pesa?” E’ il peso che conta (per loro), poco importa che magari dentro ci siano 30 Kg. di cemento in più del necessario…
E’ proprio quello che sta succedendo in questi giorni, in cui gli italiani si preparano ad esprimere la loro preferenza tra due schieramenti politici contrapposti...
- Uno ha scelto la strada della qualità (un programma di sole 22 pagine che non promette di risolvere tutti i problemi, ma si impegna a risolvere bene quelli che affronterà)
- L'altro ha scelto la strada del peso! (281 pagine di programma, che promette di risolvere tutti i problemi possibili immaginabili che hanno gli italiani oggi!!!)
Se tanto, mi da tanto, credo che una buona parte degli italiani, saranno attirati "dal peso" del programma della sinistra. Sembra un affarone! E costa poco! Anzi, niente! Infatti la sinistra distribuisce "diritti" a tutti, non chiede sacrifici, non chiede impegno personale forte... chiede solo "un atto di fede". Un religioso "SI, credo anche se non capisco..." (sfido gli italiani a dimostrarmi di essersi pappate le quasi 300 pagine del programma Prodiano, e soprattutto di averlo capito...)
Ma c'è un fatto che fa di questo programma una mela bacata, una mela marcia...
Ed è proprio il fatto che dentro il programma della sinistra c'è la strenua difesa di "aborto" ed "eutanasia", presentati come valori positivi e civili. E questo è fatale!
Infatti con queste premesse di banalizzazione della vita nascente e dell'anzianità, si vuol far passare dei veri e propri omicidi come necessari per un progresso virtuoso della società.

Perciò dico a tutti: "Anche se la sinistra avesse il migliore  e "massicio" programma che la mente umana possa concepire (e non è così), ma dentro è compreso questo progetto contro la vita (ed è così!), vi dico, per questo unico punto cruciale del programma la sinistra va bocciata alle urne". Sia che siate Cristiani, o che non lo siate. Una politica contro la vita, è contro l'uomo, contro la libertà, contro la pace, contro l'amore, contro il bene.

Tutto il resto è secondario e subordinato al rispetto della vita. Senza questo rispetto universale assoluto, è a rischio ogni altra cosa.

elucubrato da: alkall alle ore 21:07 | link | commenti (30)
categorie:
11/03/2006

Dopo il tentativo di buttare dalla finestra il Crocifisso...

Dal blog "PESCEVIVO", ho raccolto l'invito di far circolare un documento relativo a studenti di una scuola, che si sono sentiti rifiutare dagli "insegnanti" e dalla "direzione", il permesso di "pregare durante l'intervallo" (5-10 min. in 8-10 persone al massimo). Ritengo questa decisione del corpo insegnante, una grave violazione della libertà individuale, dato che durante l'intervallo ogni studente può dire ciò che vuole, persino le parolacce e le bestemmie, non vedo perchè uno non potrebbe pregare. Anche io invito i miei visitatori a pubblicare e far circolare questo documento, per sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone su quello che in forma strisciante stà avvenendo nelle scuole, tradizionale e fondamentale luogo di educazione e formazione delle coscienze dei nostri ragazzi.

CHI HA PAURA DELLA LIBERTA’?
Ieri 7 marzo, alla fine di una interminabile seduta, il Collegio dei docenti dell’Istituto Professionale “Paolo Frisi” di Milano ha espresso parere sfavorevole riguardo la proposta dei rappresentanti degli studenti al Consiglio d’Istituto e alla Consulta Provinciale di recitare la preghiera dell’Angelus tre volte la settimana, durante l’intervallo, all’interno della scuola.
Il che equivale alla richiesta di sostare in un luogo dell’edificio per circa 8 minuti alla settimana in un gruppo di persone che a stento si immagina possa raggiungere le 10 unità.
Ma tant’è. Il collegio ha recepito questa richiesta come una grave minaccia alla libertà delle persone e alla laicità della scuola e, nonostante l’intervento ragionevole e pacato di diversi colleghi a favore della richiesta degli studenti, ha votato contro, a larga maggioranza.
Premesso che il problema sta all’origine, nel senso che non solo tale richiesta non costituisce materia di collegio, ma nemmeno necessita dell’autorizzazione di alcuno, essendo la possibilità di esprimere pubblicamente la propria fede religiosa anche attraverso gesti comunitari, ampiamente tutelata dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato italiano, il fatto merita qualche considerazione e suscita qualche domanda.
1.       Chi ha paura della libertà? Le scomposte reazioni che si sono viste ieri in collegio ci paiono francamente sproporzionate alla richiesta, del tutto libera, avanzata dagli alunni. Perché degli studenti che preferiscono radunarsi nel tempo libero dell’intervallo, condividendo un gesto che ritengono costitutivo della loro amicizia, piuttosto che parlare di calcio, andare al bar, fumare in cortile… o altro, non possono farlo? E’ semmai impositiva e gravemente lesiva della libertà personale la pretesa del collegio di vietare un simile gesto.
2.       Chi ha paura del pluralismo? La paventata minaccia alla laicità della scuola ci pare altrettanto infondata. Una scuola è laica se è veramente pluralista, ovvero se consente a tutto tondo l’espressione della tradizione, religiosa e culturale, di ciascuno. Questo è un contributo e una ricchezza. Se altri, di diversa appartenenza religiosa e culturale, avessero avanzato la stessa richiesta, avremmo forse avuto, finalmente, l’opportunità reale di un dialogo e di un confronto multiculturale. Perché il dialogo vero si crea ed esiste laddove ciascuno è seriamente impegnato con la propria tradizione e la propria storia, laddove la persona si spende per qualcosa che incide sulla propria vita, la propone e la mette al vaglio della ragione nel presente. Viceversa l’apertura alla diversità ha i confini che gli diamo noi, censurando ciò che ci disturba o non rientra nei nostri schemi, divenendo così vuota retorica, argomento di scuola che non suscita più il minimo interesse.
3.       Chi ha paura dell’educazione? Come adulti ed educatori che lavorano in una scuola pubblica, finanziata con il denaro di tutti i contribuenti italiani abbiamo il compito e il dovere di promuovere, valorizzare e difendere l’espressione ideale e la proposta culturale di tutti. Nessuno escluso. In particolare se l’iniziativa viene dagli studenti. Il compito dell’educatore è quello, ne siamo certi, di accompagnare gli studenti ad andare a fondo della tradizione cui appartengono e a verificare l’adeguatezza o meno di quest’ultima alla loro esperienza umana, anche se il loro credo non coincide con il nostro. Negare a degli studenti la possibilità di riconoscere pubblicamente la loro appartenenza religiosa è un fatto altamente diseducativo.
4.       Chi ha paura dell’ideale? Lamentiamo spesso che i nostri alunni non hanno impeto, non hanno ideali per i quali impegnarsi. Sono figli della noia. E allora perché, per una volta che si verifica il contrario, lo si vuole stroncare sul nascere? Si ha forse paura del risvolto comunitario di questo ideale, della sua ricaduta sociale? Chi conosce la storia, e tutti noi in quanto adulti e laureati dovremmo conoscerla, sa che il fatto religioso, e in particolare quello cattolico, si pone per sua natura come un fatto sociale e comunitario. Ma questo, per chi almeno è leale con la storia, è un contributo alla convivenza, non una minaccia.
E in democrazia è fatta salva la libertà di tutti e la libertà di tutti va difesa.
Anche quella dei cattolici
.
INVITIAMO TUTTI COLORO CHE LO RITENGONO OPPORTUNO A SOTTOSCRIVERE QUESTO COMUNICATO.
Esp.
Un gruppo di docenti del Frisi
8 marzo 2006

elucubrato da: alkall alle ore 08:26 | link | commenti (13)
categorie: