|
...la schiavitù dei sensi porta alla confusione...
Il pensiero conduce a Dio... Dio mi ha donato il pensiero per poterlo raggiungere...
| |
“Risurrezione”: Modello ineludibile della fede

La Pasqua è il tempo forte dell’anno cristiano. Anche di questo, credo sia interessante parlare qui… Sono convinto che dalla Pasqua e in particolare dall’evento della Risurrezione di Cristo emani una potenza di significato e delle sconvolgenti conseguenze, che difficilmente possono lasciare indifferenti persino i non credenti. Probabilmente qualcuno un po’ preoccupato di archiviare la cosa, può liquidare la questione come un problema circoscritto all’ambito della fede, ma difficilmente, credo, ci si possa sottrarre intimamente al fascino di un evento così straordinario e provocante.
Sicuramente sono i credenti chiamati a interrogarsi sul coinvolgimento della loro esperienza personale di vita con la Risurrezione... ma ritengo che la possibilità di vivere da risorti che ci da il Salvatore non sia per nessuno tanto facile da calare nella propria routine quotidiana. Almeno così è per me…
Eppure: “Se Cristo non è Risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati”, ci dice S.Paolo (1Cor 15,17).
A me questa frase dice che tutto il cristianesimo diventa una colossale presa in giro se non conquisto nella mia vita la realtà della Risurrezione. Che è la realtà dell’uomo nuovo, salvato, redento da Gesù. Non mi pare una cosa da poco… o un fatto eludibile, evitabile, banale…
Ho paura che se uno non si confronta col Risorto e non fa la stessa esperienza di Cristo, il suo andare a Messa, dire il Rosario, fare processioni, accendere candele e compiere tante, sia pur coinvolgenti, pratiche, abbiano lo stesso valore del credere all’oroscopo, a qualche “maghetto di turno”, alla fortuna del Totocalcio, alle promesse dei Partiti politici, circoli culturali, sportivi, ricreativi… Voglio dire che se la Pasqua nella mia vita di cristiano, non la metto al centro della mia fede in modo coinvolgente, totalizzante e generante ogni altra mia azione, la mia religiosità e spiritualità diventa poco più che una superstizione, un’abitudine, un “rito magico”... "un idolo"… Se la mia fede non sgorga dal Cristo Risorto e si compie nella Pasqua senza fine, le mie pratiche resteranno poco più che una autoillusione. E’ chiaramente una mia riflessione, ma che voglio espandere provocatoriamente a tutti… Se anche qualcuno di voi trova che a volte la nostra coerenza di fede sia tutt’altro che fondata sulla Pasqua, questo è un discorso che fa per noi!
Grande cura e dovizia di particolari nel Vangelo viene posta per testimoniare la realtà della Risurrezione; nomi, circostanze, eventi, sono raccontati con un realismo coinvolgente ed entusiasmante. E non solo nei Vangeli cosiddetti canonici, ma abbondantemente anche in quelli Apocrifi (che non vuol dire “falsi”) nonché in altri importanti scritti storici (per tutti cito il “Testimonium Flavianum”- Giuseppe Flavio, 93 d.C.), e straordinari reperti (es. la Sindone).
Credo che la realtà di Gesù Risorto calato dentro la storia dell’uomo sia un fatto che non può essere ignorato. Un fatto che irrompe e spazza via tutte le concezioni antiche, come la reincarnazione (le filosofie greche e orientali sono più antiche del cristianesimo) o di “autosalvezza” dell’uomo con le sue sole forze. La novità della Pasqua è tanto più incisiva, quanto più le persone saranno disposti a viverla. I cristiani poi, per lo stesso fatto di essere dei salvati, sono chiamati a migliorare l’umanità tutta facendo conoscere al mondo Gesù Cristo che è e resterà sempre il Risorto, colui che solo è capace di sconvolgere la mia vita con una pienezza di significato, gioia, pace e amore, impensabili altrimenti…
Alkall
