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In questo blog non sono graditi commenti con bestemmie, volgarita', trivialita'. La vera libertà, e' sempre rispettosa del prossimo, tutto il resto è solo maleducazione e ignoranza. (I commenti anonimi, a mia discrezione saranno eliminati!) Grazie

Aspetto invece i commenti di chi si vuole veramente cimentare con il più alto valore della mente umana, "la Libertà nella Verità".

"...Che cos'è la verità? "
(Gv 18,38)

...a volte siamo proprio ciechi...
(come Pilato...)

12/02/2009

“LA CROCE”: EMBLEMA CHE INTERROGA E… SCONVOLGE!

 

Non si vuole più sentir parlare di croce!

Il Crocifisso, solo a vederlo da fastidio… sconvolge!

Bisogna toglierlo! Un muro bianco è più… rilassante…


E’ un po’ il clima che viviamo e che, come cristiani, siamo chiamati a “gestire”.

Ma la Croce che cos’è? O meglio dovremmo chiederci:

“La Croce che cos’è PER ME?”

Si, perché si sa che una persona normale, non ama il dolore e la sofferenza che la croce mette a nudo. E, grazie a Dio, è ancora un sintomo di salute (perlomeno mentale).

Ma… se proviamo a penetrare un po’ più in profondità (sotto la pelle della superficialità), forse ci accorgiamo che è impossibile per l’uomo (qualsiasi uomo o donna), non fare, prima o poi, i conti con la Croce. Nel senso che è impossibile sfuggire a quegli aspetti della sofferenza che rendono l’uomo fragile, debole e bisognoso.

Vorrei non essere banale dicendo:

“La Croce ci chiede di essere accettata”.

Se vi sembra troppo, pensate che sopra c’è sempre Gesù, nostro Dio e Salvatore. Ma, quello che è più interessante è che, la frase sopra, per quanto vi sembri forte, ha del vero anche al di fuori della fede (qualunque essa sia). Vediamo il perché…

Non è che adesso vi svelo improvvisamente “il mistero del male, della sofferenza e della morte”. Tranquilli! E’ e resta “un mistero”, che innumerevoli grandi pensatori della Storia non sono riusciti a penetrare. Ma molto più semplicemente vorrei dire basandomi soprattutto sulla mia esperienza personale, ho scoperto che se qualcuno mi procura una sofferenza, mi fa del male o un torto, (e vale anche per quando incolpiamo Dio…), ho davanti due strade:

 

1)      Restituire quel male (magari con gli interessi), e ingigantire così una catena di male e sofferenza che chissà per quanto continuerà e quante persone farà soffrire.

2)      Perdonare per il male ricevuto, accettando in me l’umiliazione e la sofferenza (la Croce), sapendo che così facendo troverò la pace, ma soprattutto interromperò (spezzerò) quella catena di male che così si dissolverà.

      E Gesù mi assicura che il male sarà sconfitto e il bene trionferà.

 

E’ proprio quello che ha fatto Gesù salendo spontaneamente su quella orribile Croce. Lui ha voluto prendere su di Se tutte le catene di male che noi moltiplichiamo, e le ha spezzate, annientandole per sempre.

Ogni volta che noi perdoneremo di cuore renderemo sensato il gesto di Gesù e la Croce diventerà un potente strumento di bene per me (e per gli altri).

Sappiamo che questo non è l’insegnamento che oggi ci viene veicolato dai mezzi di comunicazione… Anzi! Sembra che in un modo psicologico, martellante e non ignorabile, la televisione, i media e la società in cui dobbiamo vivere e lavorare, ci insegni tutto il contrario!

Vendicarsi sempre! Farsi le proprie ragioni! Attaccare prima di doverci difendere! Farla pagare cara… per ogni sgarbo, affronto, torto… Basta che osserviamo quante Cause riempiono i Tribunali! (fino a farli scoppiare!) E come sono i Film? I serial e reality TV? Intrighi, sgambetti, rivalse, ripicche, vendette, odio… (fino all’omicidio!)

Tutto questo non ci favorisce come Cristiani, ci riporta indietro nell’oscurità della giungla, dove vige solo la legge del più forte. Penso in particolare, ad esempio, al recente conflitto Israelo-Palestinese nella terra di Gesù… O alla vicenda di Eluana Englaro… Cristo invece, indicandoci la Croce ci dice:


Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.

Prendete il mio giogo [ la croce ] sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.

Il mio giogo [ la croce ]  infatti è dolce e il mio carico leggero»

 (Vangelo di Matteo Cap.11-vv.28-30)

 

Adesso questi versetti tratti dal Vangelo di Matteo, li possiamo leggere senza fare un balzo sulla sedia, perché abbiamo capito che cosa vuol dirci Gesù. Prendere la Croce per far terminare il male.

In realtà è Lui, Gesù. che porta la nostra Croce. A noi chiede soltanto che ogni tanto lo aiutiamo… (magari soltanto facendo insieme con Lui un tratto di salita…). Probabilmente siamo abbastanza ciechi (o distratti), che nemmeno ci rendiamo conto del male che ci facciamo gli uni gli altri quando non ci perdoniamo da veri fratelli. Quello che Gesù ci chiede di portare è solo una piccola parte del peso reale del male che provochiamo…

Se perdoniamo, Lui ci restituisce con abbondanza frutti di pace, gioia, maturazione e amore tra i fratelli.

Fatti due conti… mi sa che conviene!!!

Buona Pasqua

elucubrato da: alkall alle ore 20:28 | link | commenti (52)
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Commenti
#1    13 Febbraio 2009 - 10:34
 
...in realtà è Lui che porta la nostra croce...che è il suo "soave giogo"...
Lui non ci SPIEGA razionalmente e nei minimi dettagli la sofferenza, la prende su di se..

... "dal di dentro" della fede ancora ho da viver pienamente tutto questo...


Aldo torno con più tempo...
Un abbraccio con tanto affetto!!
^_^
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#2    13 Febbraio 2009 - 10:49
 
ci si deve anche interrogare e chiedere: ogni volta che riteniamo o affermiamo piu' o meno pubblicamente di aver perdonato, cosa realmente sentiamo dentro di noi? Ecco.
Ricordiamoci allora anche cosa Gesu' ha detto sull'adulterio. Non c'e' bisogno di commetterlo, basta averlo pensato. Il rapporto e' il medesimo. E' il cuore che conta non le parole (tanto per tornare su Urano). Perche' un conto e' decidere di non perseguire piu' chi ci ha fatto del male (magari godendo se gli capita qualcosa di cui pero' non siamo noi la causa) e un conto e' DESIDERARE che sia felice nonostante il male che ci ha fatto.
C'e' un abisso di differenza ma e' proprio quello il Perdono.

Fatta questa premessa ora si deve avere il controllo sul cuore. O davvero al cuor non si comanda? Bene.
Io vedo una sola strada e la dico sempre: il primo passo e' quello di provare (almeno) a vedere e a sentire come chi ci ha causato dolore. Io l'ho fatto e ci sono riuscito con una delle persone piu' importanti della mia vita e che mi ha veramente sfondato il cuore. E' il primo passo. Sentirci come chi e' causa del nostro male. Dato che questo atteggiamento ci fara' capire inequivocabilmente che noi siamo spesso il male per qualcun altro, allora possiamo riuscire a capire.

Questo e' l'inizio dell'amore vero. Anche quello per il proprio nemico. Mettersi nei suoi pensieri e nel suo cuore.

E' un peccato che questo atteggiamento non sia quasi mai reciproco perche' allora il male davvero sparirebbe. Infatti il male non esiste (anche se in molti amano chiamarlo satana). Dio e' una persona, il male e' una persona e cche palleeeeee. Non ci riusciamo proprio ad andare oltre il quotidiano nemmeno se parliamo di Dio. Limitati dai limiti che ci imponiamo. Diceva Pascal che l'uomo preferisci credere in qualcosa di sbagliato pur di non dire: NON LO SO. A caratteri d'oro bisognerebbe scrivere queste poche parole.

Ecco, io vedo la croce come giogo leggero nel momento in cui si fa lo sforzo di verificarne il peso. Fa paura a vederla ma non a portarla. Si. Perche' quando tutti l'avranno sperimentata (provando a immedesimarsi nel prossimo e nel nemico) diventera' davvero cosi' leggera da sparire. Maneggiando la fatica si impara a non faticare piu'.
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#3    13 Febbraio 2009 - 12:51
 
Grazie Brezza, grazie red.

Il Perdono che è l'oggetto sotteso del post... funziona solo se sapremo che non è (al solito), un merito nostro ma: PER-DONO. E' una Grazia, da chiedere insistentemente, che riceviamo un po' per volta ogni giorno, perchè il perdono è come la fede, noi li desideriamo e poi è Dio che ce li da...
Che cosa ci da in effetti Dio?
Ci da una "forza" che è la "SUA FORZA" (quella della Risurrezione... una forza soprannaturale...), una forza che noi non abbiamo (umanamente è impossibile perdonare...).
Una forza che poi è sempre la stessa è l'Amore, è lo Spirito Santo, è l'Eucaristia, (è una Persona), è Dio Stesso che viene dentro di noi.
Dunque vedi che non è per niente banale perdonare è una azione di grande potenza divina.
Fermare il male col perdono, è una azione che fa sempre Dio col nostro consenso.
Il per-dono si libera da noi in tre direzioni (guardacaso...):

1) Verso Chi ci ha offeso
2) Verso me stesso
3) Verso Dio

Questo è il perdono completo
Questa è la guarigione completa
Questa è la piena sconfitta del male che vuole piegarci, sottometterci, dividerci dai fratelli, portarci lontani da Dio.
Non è un percorso facile, perchè è avversato e contrastato... sentiamo come una opposizione dentro di noi (come fosse innaturale...), lo spiego bene nel post...
Che poi tu non accetti che esista uno spirito che è satana, è una difficoltà che hai adesso ad accettare Gesù tutto-intero (Gesù infatti è anche il primo che ci fa conoscere veramente questo essere infame...)
Ma per ora l'importante è capire che perdonando si sconfigge definitivamente il male e si migliora il mondo TUTTO IL MONDO! Impercettibilmente ma in maniera determinante!!! Infatti è tutto un problema di "conseguenze"! Quelle della vendetta moltiplicano il male a volte fino a perderne il controllo (guerre), il perdono invece blocca il male e lo dissolve sostituendolo con il bene nelle forme della pace, e della gioia. Questo è DAVVERO REALE, efficace e sempre auspicabile. Capire questo e diffonderlo è una conquista epocale di valore sovrumano.
Comunque ci sono dei passaggi molto belli nel tuo commento caro Red. Bravo!
Un abbraccio a tutti e due...
Alkall
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#4    13 Febbraio 2009 - 15:17
 
Il perdono è il vertice dell'amore. Da cristiani non ci è chiesto nient'altro che vivere come "perdonati". Lasciamo che altri si pensino "giusti". Gesù non ha mai apprezzato i presunti giusti, mentre ha offerto amicizia e misericordia a chi confessava la propria miseria.

don Mario
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#5    13 Febbraio 2009 - 15:28
 
E' vero che la nostra gioia e la nostra libertà nasce dalla consapevolezza di essere noi per primi dei "perdonati" da Dio (amati=liberati dal male= guariti=salvati). E' anche vero che proprio perchè ci è stata usata misericordia siamo chiamati ad usare misericordia con gli altri. Che non significa non vedere e non combattere le ingiustizie. Come Dio che ci perdona è infinitamente Giusto, così, (come possiamo), lo dobbiamo essere anche noi. Ti ringrazio Don Mario per il commento, ti do il benvenuto nel Blog e sarò felice se scrivi ancora. Un abbraccio fraterno in Cristo.
Alkall
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#6    14 Febbraio 2009 - 08:55
 
quando don Mario afferma che
il perdono e' il vertice dell'amore

io rispondo che il perdono e' la conseguenza dell'amore e viene dopo il dono e non prima. Il perdono non e' un dono perche' il destinatario potrebbe non saper che farsene. Il dono implica la necessita' di essere accolto, altrimenti e' violenza. Ma quando c'e' l'amore e quell'amore e reciproco allora il perdono e' come un fertilizzante che eleva l'intensita' dell'amore stesso. Senza amore il perdono si trasforma sempre (o quasi) in squallida non belligeranza.

E un'altra cosa. Se riconosciamo a noi stessi di aver commesso un'ingiustizia verso qualcuno, evitiamo di chiedere perdono a dio, piuttosto dirottiamo le nostre suppliche a colui verso il quale abbiamo mancato. Poi possiamo rivolgerci anche a Lui. Niente porte sante, anni giubilari, indulgenze e ammennicoli assimilabili. Prima il fratello e poi l'altare. Non l'ho detto io.
Neh...?
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#7    14 Febbraio 2009 - 09:13
 
Si, red, ma una cosa che dimentichi è che a volte il Perdono che io dò non viene accolto dall'altro (succede spesso), non per questo non lo devo dare e non per questo non ha efficacia! Il perdono che io dò per essere stato offeso fa bene a me e anche al mio carnefice che amo anche se lui continua ad odiarmi. E' così che l'amore disperde l'odio, (lo dissolve), non sono infrequenti i casi in cui perdonando di cuore il tuo crocifissore col tempo avviene la sua conversione (non sempre, ma è molto probabile...). Il Dono dunque viene fatto a te e anche a lui, non è vero come dici tu che il dono esiste solo quando c'è qualcuno che lo riceve. Il dono C'è e basta e rimane là nei cuori. Quanti sono gli ingrati che hanno ricevuto il dono della vita e non lo riconoscono, della salute e non lo riconoscono... Dio però non ritira il Suo dono, nemmeno se l'interessato non lo riconosce e non lo accetta. Il Dono fa comunque il suo lavoro, opera il suo bene, porta a compimento ciò per cui è stato mandato. Questo è il perdono-vero! Quello non contraccambiato! Troppo comodo e bello che tutto fili liscio come l'olio. C'è gusto, soddisfazione, piacere in questi casi. E' vera croce invece quanto sei rifiutato continuano a odiarti... e tu perdoni, perdoni, ami, ami...
Lì c'è davvero Dio!
Alkall
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#8    14 Febbraio 2009 - 10:08
 
Un interessante punto di vista differente:

http://www.morasha.it/zehut/rds12_crocefisso.html
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#9    14 Febbraio 2009 - 10:31
 
Quella di Riccardo Di Segni è una riflessione interessante ma incompleta. Insinua che possa esservi nel Cricifisso delle intenzioni... ma non è detto che ci siano. E' un suo rispettabile pensiero, ma in Sicilia nessuno demolisce i segni della occupazione Ottomanna o Greca o Romana perchè contaria alla Cattolicità. Quella è storia! E il Crocifisso è principalmente Storia e poi Realtà dell'uomo. Il resto sono sofismi che lasciano il tempo che trovano. Implicitamente se lo dice anche Riccardo Di Segni...
Grazie del contributo
Alkall
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#10    14 Febbraio 2009 - 11:01
 
Mi pare che discorso di Di Segni sia diverso. Non parla di demolire le chiese.
Ci mancherebbe altro!
Parla di spazi istituzionali e pubblici.
Il crocifisso è uno dei simboli della storia occidentale. Ma non IL simbolo. E sicuramente non è la realtà di gente come Di Segni. Che di fatto nel crocifisso non si riconosce.

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#11    14 Febbraio 2009 - 11:08
 
Riccardo Di Segni è spesso combattuto tra diverse linee di pensiero. Ma non credo che sia questo il momento ne il luogo dove parlare di lui. Il Crocifisso ha oltrepassato, come simbolo, le appartenenze e gli schieramenti ideologico-religiosi. E se siamo onesti, bene ha fatto la Chiesa ad insistere per promuovere questo simbolo. Se poi uno ha la mente piccola, beh, sai non ci si può fare granchè... (allo stadio attuale della scienza...)
alkall
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#12    14 Febbraio 2009 - 14:23
 
Questo è il perdono-vero! Quello non contraccambiato!

per me questa e' una bestemmia. E' violenza fatta al prossimo.
Sono tuttavia daccordo sul fatto che uno che vuole perdonare deve farlo senza aspettative.
Se la reazione e' un rifiuto o addirittura lo sviluppo di un ulteriore randore allora meglio ritirarsi in buon ordine.
Magari scrollandosi un po di polvere dai calzari.... eh?
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#13    14 Febbraio 2009 - 14:36
 
* rancore
(non randore)
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#14    14 Febbraio 2009 - 15:14
 
... nel senso che amare qualcuno senza il suo consenso e' violenza.

mai accarezzato u ngatto anche se lui non vuole? Ecco, una specie di quello.
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#15    14 Febbraio 2009 - 15:17
 
il dono della vita ricevuto puo' essere anche vissuto come indicibile castigo asseconda del contesto in cui quella vita viene a trovarsi. Proviamo a parlare del dono della vita a un ragazzo nato e cresciuto in sierra leone, magari invitandolo a mostrare riconoscenza....
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#16    14 Febbraio 2009 - 15:23
 
E' una espressione forte, ne sono consapevole, ma se ci pensi è proprio quello che ha fatto Gesù sulla Croce: "Padre perdona loro perchè non sanno quello che fanno". Il Perdono di Gesù non è stato accolto ma con questo non possiamo dire che non abbia dato i suoi frutti, vero?
Su questo mi piacerebbe sentire che ne pensa Don Mario che dovrebbe essere un giovane prete...
Sì, è vero Red che c'è scritto di scuotere la polvere dai sandali se l'annuncio del Vangelo non viene accolto, (e ogni perdono è "annuncio"), ma contemporaneamente c'è quella parola che tu certamente ricorderai:
"Maestro, quante volte devo perdonare mio fratello? Fino a 7 volte? Non ti dico 7 ma settanta volte sette..."
Cioè SEMPRE!
Siamo entrati in un campo minato che mostra il Vangelo come un percorso estremamente esigente e impossibile umanamente da percorrere... Perchè Gesù ci fa una proposta così alta se non sapesse che è realizzabile? Io penso che sia perchè dobbiamo conservare la consapevolezza che noi siamo incapaci di realizzare qualsiasi cosa di bene se Lui non ci aiuta. E' questo bisogno di Lui che tanto viene deriso dai non credenti che ci fa capaci di amare e camminare sulla strada del bene. Con tante cadute e innumerevoli errori, ma con la certezza che Lui è sempre vicino per risollevarci. Non è una vita cristianamente perfetta che interessa a Dio, ma l'umiltà di chiedere aiuto e la volontà di rialzarsi e ricominciare. Io la penso così...
Alkall
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#17    14 Febbraio 2009 - 15:52
 
Il Perdono può essere anche dato senza un intervento intrusivo... (pensa alla clausura di Santa Teresina del Bambin Gesù).
In Sierra Leone, bisogna starci... magari scopri che i ragazzi ridono e sono felici anche là...
Alkall
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#18    15 Febbraio 2009 - 02:25
 
Prima di finire in croce, Gesù è davanti a Pilato; questi lo interroga, tenta di parlargli, rimane anche incuriosito, sembra pure ben disposto, ma Gesù rifiuta il colloquio. Perché non vuole scendere a compromessi? Ma no, non c'entra niente. Allora perché? Insomma, dà l'impressione di essere ormai sconfitto, certo, pur volendo conservare la dignità di chi abbia perduto, ma contro una forza terrena troppo grande per un uomo solo. In fin dei conti, risponde, ma in modo asciutto, non interloquisce, non tenta di convincere Pilato, anche se potrebbe scatenare legioni di angeli contro l'impero e chiunque Gli pare. Perché non lo fa? Cosa gli prende? Non può nemmeno parlare a Pilato con la sua verve superconvincente? E sì che Pilato non la fa da cattivo; Gesù potrebbe tentare una manovretta diplomatica, no? Invece: perché appare così spoglio di qualsiasi spirito di lotta per la giustizia che sicuramente può mettere in campo? Ma come fa a far "vincere" Pilato indossando quell'aria da "Tanto so cosa mi spetta, inutile combattere ulteriormente..."?
Nel momento in cui accade questo, Gesù appare proprio inerme e battuto. Dignitosamente, questo sì, ma completamente vinto. Definitivamente.

Un passetto indietro, al momento del "Date a Cesare...". C'è una certa analogia nella posizione di Gesù davanti a Pilato: con la moneta in mano, la restituisce a Cesare; e davanti a Pilato? appunto: non lotta, nemmeno verbalmente. Sembrerebbe proprio uno che con il potere umano se la fa sotto.

Ecco, non è così.
Anzi, è uno dei momenti più alti della sua "predicazione muta". Cosa fa?
Semplicemente non parla con "Cesare", non combatte, non lotta contro "Cesare". E' coerente con quella scissione definitiva e determinante che stabilisce la diferenza sostanziale di lavorare la terra con sudore e fatica, partorire con sofferenza e assistere alla morte dei cari, pur conservando la spiritualità, dando a Dio quel che è di Dio.

Arriviamo alla croce.
Succede che gli viene fuori quella cosa che sembra proprio detta perché, in fondo, ci stava davvero bene, in quel momento: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Eh, beh, non c'è che dire: un bel colpo di teatro.
Già, ma non è solo una bella sceneggiatura, c'è una cosa sotto.
Chi è che non sa quello che fa?
Se ci chiediamo chi sia in quel momento, localizziamo l'evento ad allora, ma Gesù espande sempre la Sua vita in luoghi e tempi al di fuori del Suo.

Gesù intercede perché il Padre perdoni coloro che non sanno quello che fanno: non solo i potenti, non solo Pilato, non solo i centurioni dell'epoca o la gente intorno che se la rideva, ma TUTTI quelli che sono sulla faccia della Terra, da sempre, per sempre.
Questa invocazione, ancora una volta, implica il fatto che Pilato non potesse proprio sapere quello che faceva perché la sua educazione vinceva sulla possibilità di concepire un Dio come quello proposto da Gesù.
E' vero, verissimo, che un centurione ha creduto a Lui al punto che Gesù lo porta addirittura come esempio, ma questo evento eccezionale non fa altro che confermare la regola: siamo tutti, più o meno, imbecilli, in altre parole, non sappiamo bene quello che facciamo.

Conclusione: Gesù intercede per la nostra naturalissima - direi, quasi innocente - imbecillità, quindi, non dobbiamo preoccuparci tanto di come sentiamo di perdonare (davvero onestamente o in modo falso o così così) perché con le nostre educazioni, vite vissute, scatti del momento e tutta una serie di cose infinite, non potremo mai esssere messi tanto bene, di fronte alla verità del perdono. Ed è per questo che Gesù intercede, proprio per fare in modo che il Padre perdoni prima di tutto noi "perdonatori" di non essere in grado di perdonare in modo perfetto.

Parentesi teologica stringata: Dio non può perdonare perché Dio è eterno, quindi, non fa un bel niente, tranne amare. Però, la preghiera di Gesù è rivolta a Sé stesso in qualità di "Dio vivente", cioè, immanente. E qui gioca il ruolo di "ponte" fra il Creato e il Progetto.
Chiusa parentesi teologica stringata.

Il Carnefice

PS: BUONA PASQUA cani puzzolenti.

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#19    15 Febbraio 2009 - 09:18
 
eh... sono delle belle riflessioni caro Emilio... Mi piace soprattutto quel Dio che non può perdonare perchè è essenza dell'Amore... Questo apre una riflessione immensa sull'amore (il nostro) in relazione a quello di Dio... Esempio... come opera l'Amore di Dio per "rigenerarci" quando ci "riconciliamo" con Lui? Grazie Carnè.
Alkall
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#20    15 Febbraio 2009 - 10:28
 
La "riconciliazione" direi che è faccenda nostra - in fin dei conti noi siamo gli dèi dell'immanenza: senza noi l'immanenza non ha altra divinità che il Creatore - perché l'influenza che l'Amore divino ha su di noi è comunque subordinata al nostro libero arbitrio (pensa, se sentissimo chiaramente l'Amore di Dio? Via! risucchiati tutti verso di Lui, Asmenos compreso) ma visibile in chi ami davvero Dio e constatabile nel momento in cui l'amore per Dio esploda dentro di noi; questa è una brutta faccenda che impensierisce non poco gli atei incalliti: "Sai che paura perdere il libero arbitrio ed essere innamorati di Dio? Vade retro! Voglio essere libero!" pensano molti, non sapendo che l'amore per Dio non toglie libertà ma, anzi, la modifica qualitativamente, per esempio, caratterizzata da quell'amore per il prossimo che Gesù invoca, e che aumenta la facoltà di saper distinguere (scegliere) molto più giustamente chi sia il porco al quale non dare le perle.
Questi sono passetti nella trascendenza che restituiscono all'uomo la sua facoltà interiore di essere anche lui "ponte" fra immanenza e trascendenza. E, a forza di camminare in questa direzione, potresti davvero arrivare davanti a quella montagna e comandarle di gettarsi nel mare. Ed essa lo farebbe.
Carino, vero?

Questo penso io.

Il Carnefice

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#21    15 Febbraio 2009 - 14:58
 
In effetti la creazione senza qualcuno che la capisca e l'apprezzi non avrebbe senso...
"Risucchiati... Asmenos compreso..." E' un'idea mica male! Eh,eh,eh...
Se perdere il libero arbitrio è una ossessione per qualcuno vuol dire che non sono mai stati innamorati... è un po' triste...
La vera libertà non è cosa che si possa vivere sulla terra (non esiste proprio!), solo in Dio questo è possibile, perchè Lui è amore e l'amore vero è libertà (desiderio di libertà per l'amato). Curiosamente anche il perdono "libera" (è liberante - ridona la libertà - spezza le catene del male). Evidentemente il perdono umano è quanto di più simile e vicino esista all'Amore divino. E tutto questo si sperimenta se si "entra nel dolore". Solo così si cresce e si guarisce...
Sono sempre belli i tuoi voli pindarici... mai banali. Anche se a me piace punzecchiarti a volte... Ciao, ciao
Alkall
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#22    16 Febbraio 2009 - 14:13
 
Sai che paura perdere il libero arbitrio ed essere innamorati di Dio?

Bravo Carnefice, bravissimo. E' un altro dilemma immenso il rapporto tra Amore e Liberta'. Un gran casino, grande, ma grande (almeno per me).

Amore e/o liberta', un'altro tentativo di moglie ubriaca e botte piena. Un po come onniscienza e libero arbitrio.
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#23    16 Febbraio 2009 - 16:37
 
redhero, è una faccenda frequentissima: essere lì lì per "mettersi con una" e avere il panico di dover rinunciare agli amici, al bowling, alla partita, ai calzini sporchi per terra, alla nostra sacrosanta libertà, insomma.
Pensa solo questo: DIO NON E' UNA DONNA.
E, giuro, è verissimo: rompere, non rompe le scatole, mai.

Piuttosto, facciamo i seri, il problema della libertà legata all'amore per Dio è la falsa percezione di un qualcosa che, oltretutto, nota bene, non si conosce. Anzi, si travisa proprio per la differenza sostanziale che vediamo fra chi crede e chi non crede.
Succede così: "Ma cosa stai tutto il giorno a giocare con la PSP? E basta! Fai anche qualcos'altro, no?" e quello ti risponde: "Sono ricco, vivo di rendita, mi diverto e sto sereno. Solo tu mi scassi le zuppole, come la mettiamo?"

La cosa interessante è che provare a giocare alla Play appare una scelta libera, liberissima; ma provare a innamorarsi di Dio appare già una cosa... mmhhh...
E come mai? Beh, perché si capisce che la faccenda è grossina, mica pizza e fichi.
E giù di panico molesto.

Il Carnefice

PS: secondo me si dovrebbero fare seminari su pregi e difetti di essere innamorati di Dio.

Sto scherzando.

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#24    16 Febbraio 2009 - 17:03
 
ma io mi riferisco aun'altra cosa: tu hai provato a descrivere

pensa, se sentissimo chiaramente l'Amore di Dio? Via! risucchiati tutti verso di Lui, Asmenos compreso...

Giusto. E infatti che potrebbe resistere ad un senso infinitamente amorevole e appagante?

NON AVREMMO SCELTA!!! Capisci?

E infatti noi Quell'Amore non lo conosciamo. Mi dici allora che cavolo di scelta possiamo fare visto che non abbiamo dati?

A queso paradosso tra amore e liberta' mi riferisco. O scelgo alla cieca oppure posseggo la conoscenza, ma allora non ho piu' scelta dato che non potro' assolutamente resistere (fossi pure Asmenos).
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#25    16 Febbraio 2009 - 18:50
 
One moment, red.
Due cose: l'amore che noi abbiamo per Dio - quindi NOSTRO amore - e l'amore di Dio - quindi, il Suo Amore.
Rileggiamo:
"...se sentissimo chiaramente l'Amore di Dio..." IL SUO, la sua eternità, il suo infinito, non il nostro che, per quanto totale ed enorme, è pur sempre ospitabile dal NOSTRO cuore.

T'è capì?

La scelta, quindi, è come quella di dire: beh, io mi fidanzo, rischio la mia libertà, e speriamo che la mia ragazza mi lasci sufficientemente libero, anche se, come dicevo sopra, nei confronti di Dio è una scelta che dovrebbe avvenire anche tramite un minimo di riflessione.

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#26    17 Febbraio 2009 - 07:55
 
mi era venuto il dubbio di non aver capito, ma mi pare invece di aver compreso bene quello che intendi.
Se sentissimo chiaramente l'Amore di Dio, il SUO...

beh, sai che c'e'? Ma chissenefrega della liberta'.

Non so se mi spiego. Voglio dire che la scelta tra un amore infinito e appagante e una liberta' circoscritta simile a quella che stiamo sperimentando ora, non esiste proprio.

Ma sara' davvero cosi'? Io ad esempio ho un'altra idea che e' quella dell'eterno progresso. Massima liberta' + proporzionale sperimentazione di un Amore tendente a infinito. Ognuno tira l'acqua al SUO mulino, per quello che ritiene possibile, credibile, bello.

ps
perdona le mie agnosticate, ma tu le puoi capire
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#27    17 Febbraio 2009 - 09:46
 
L'Amore di Dio perrvade il Cosmo e lo fa sussistere con tutte le Sue creature. Anche l'uomo (per cui il cosmo è stato creato), è immerso in questo amore, ne è sostenuto, alimentato, rallegrato. Tutto l'amore che umanamente conosciamo deriva da quello immenso di Dio. Niente di ciò che l'uomo conosce è estraneo a Dio, persino il peccato e il Suo rifiuto. Previsto anche questo! Perchè l'Amore di Dio (proprio perchè vero e reale), non toglie la libertà, ma la dà. Infatti senza amore non parleremmo nemmeno di libertà, ma di totale inconsapevole schiavitù (o come gli animali "istintualità prescritta"). La massima libertà c'è solo in Dio perchè corrisponde col massimo Amore (se "massimo" si potesse dire...). Ma siamo andati un po' fuori tema... (non tanto però...)
Alkall
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#28    17 Febbraio 2009 - 11:55
 
Di che sesso sono gli angeli?
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#29    17 Febbraio 2009 - 12:30
 
mi puoi spiegare una volta per tutte la relazione di cui spesso parlate tra

- amore di dio
- liberta' dell'uomo

io ancora non l'ho capita. Aiuto


ps
pazienza Asme'... dai
:)
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#30    17 Febbraio 2009 - 14:30
 
Diciamo... diciamo che Dio ci lascia fare. Vabbuò?
Per il resto mi pare che nessuno al mondo potrebbe dire che l'entità uomo sia soddisfatta di sé stessa, no? Vuoi per una cosa, vuoi per un'altra, sta di fatto che abbiamo sempre una serie di cose nostre che non sappiamo affrontare, che ci disturbano del prossimo, che ci capitano fra capo e collo, che, che, che...

Allora, due modelli di pensiero.
Primo: ah, come vorrei stare bene. Ci proverò in tutti i modi.
Secondo: cuvemede alamava dim'ui gove ume seva aleh lemeuve (e con questo, rispondo anche ad Asmenos riguardo il sesso degli angeli).

Nel primo modello ci mettiamo quelli che pensano che si debba tendere al bene (o al benessere) e ci mettiamo anche quelli che pensano che "Se si vedono effetti buoni vuol dire che abbiamo teso al bene" (esempio: "Amate Dio e amate il vostro prossimo", oppure "Se v'innamorerete di Dio amerete di conseguenza, in automatico, anche il prossimo, senza nemmeno accorgervene").

Nel secondo modello abbiamo invece quelli che non la fanno così semplice come tutte le religioni del pianeta, ma immaginano che se esiste Dio, è talmente incomprensibile che non ha alcun senso farsi la domanda di che sesso sono gli angeli(*) esattamente come non ha senso credere che dopo la vita ci sia qualcosa che sia spiegabile con la filosofia, il linguaggio e il pensiero stesso che abbiamo da vivi, quindi, religioni comprese. Non si può dire che questi siano atei perché, in effetti, ammettono l'esistenza di un dio; si può dire che siano a-religiosi; si può anche dire che non gl'importi di amare Dio, proprio perché credono che l'amore sia - per quanto il più potente - comunque un sentimento umano, con tutti i suoi limiti, e tante altre belle cose lì. Non si può dire che siano agnostici perché non è vero che non glie ne frega nulla, semplicemente, si rendono conto dei propri limiti (tant'è che Dio non c'è modo di vederlo, toccarlo, sentirlo con i nostri sensi, qui, in questa vita), eccetera eccetera.

Insomma, ci sono svariati modi di affrontare il discorso Dio ma personalmente trovo eccessivo l'ateismo perché tenta in tutti i modi di dimostrare umanamente che non esiste un dio; altresì, trovo contraddittorio tentare di dimostrare l'esistenza di Dio, visto che Lui - direi saggiamente, oltreché inevitabilmente - si cela all'umanità.
Poi c'è quello che dice: è una cosa troppo al di fuori delle possibilità umane. Preso, impacchettato, catalogato come pensiero di base, e su questo argomento ci mette una bella pietra sopra.
Poi c'è quello che dice "Ok, ragazzi, c'è chi dice chissenefrega, c'è chi dice che ci si può innamorare di Dio e c'è chi dice che è una cosa troppo grossa per noi, bene. E io che posso fare?".
Il bello di tutta questa vicenda è la libertà assoluta di fondo. Come dire che più ci si avvicina al "concetto Dio", più si respira aria di libertà. In effetti, spogliàti dalle altrui azioni, pensieri e istituzioni umane, il pensare a Dio è una cosa totalmente libera, differentemente dall'accostarsi a qualsiasi altra invenzione umana: la filosofia, la matematica, il calcio, la fantascienza, l'educazione per i figli, il diritto, come gestire due amanti e una moglie, la religione e la pasta al sugo.

Credo che si dovrebbe cominciare a pensare a Dio come all'unico volo mentale che ci possiamo concedere senza dover per forza finire incatenati nelle regole dettate da altri cervelli. Vuoi pensare che Dio sia Gesù? Oppure Krishna? Oppure Allah? Oppure che i nostri creatori ci abbiano fatto per provare emozioni tramite noi? Oppure che io, IO, proprio io che sto leggendo in questo momento (non quello che ha scritto queste righe che ora IO leggo), sono Dio e mi sono inventato tutto questo universo ed esisto solo IO e questo mio sogno che mi sono costruito? Oppure che la divinità non sia una ma che siano gli dei dell'Olimpo? Oppure che esiste Dio e il Diavolo e la lotta continua?
E chi te lo vieta?
Te ne puoi persino inventare uno che funziona proprio come ti pare a te.
Siamo molto incatenati alle cose che dicono gli altri.
Allora, molti dicono: "Beh, senti, io punto a innamorarmi di Lui, così la faccio finita e vivo veramente da dio!" o chi dice "Basta! mi scoppia la testa, mi son rotto le palle con 'sta cosa!".

Chiosa: dopo tanti interrogativi, credo sarebbe interessante prendere una decisione. Qualsiasi sia.
Tanto, qual'è il problema? Se va male, si è liberi di mandare tutto all'inferno e riprovare in un altro modo, se va bene, meglio, no?

(*)Non so se Asmenos, sotto sotto, appartenga a questa categoria...

Il Carnefice

PS: il connubio "amore per Gesù" e "libertà", detta terra terra, è più comprensibile preso alla rovescia, con questa domanda: "Se non ami Gesù, ma le cose della Terra, in continuo conflitto, mutamento e sovente oscure e intricate, quanto ti senti libero?".

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#31    17 Febbraio 2009 - 17:50
 
Non c'è differenza fra Amore di Dio e Libertà dell'uomo. Sono la stessa cosa. (o perlomeno coincidono...)
Umanamente possiamo comprenderlo quando si vive un grande innamoramento, dove l'amata è oggetto delle mie cure e del mio servizio. Per lei vuoi tutto il bene e dunque anche tutta la libertà. (e se non vuoi quest'ultima cosa vuol dire che non l'ami per davvero...).
Alkall
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#32    18 Febbraio 2009 - 10:21
 
Quanti angeli ci sono sulla luna?
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#33    18 Febbraio 2009 - 15:11
 
un numero diverso da quello di teiere tra terra e marte.

Diverso pero' in questo caso non e' discriminante. Giuro!

red
utente anonimo

#34    18 Febbraio 2009 - 15:14
 
Alkall un'altra domanda per te ma stavolta non "ludica":

l'amore per te non e' anche una forma di dipendenza? E se lo e' non lo e' anche l'amore per Dio? E se lo e' non lo e' anche l'amore di Dio per noi?

Secondo te insomma: non dipende tutto dall'amore?

red
utente anonimo

#35    18 Febbraio 2009 - 15:15
 
... perche' in questo caso ovviamente: la liberta' non esiste.

red
utente anonimo

#36    18 Febbraio 2009 - 16:53
 
Certo che la libertà non esiste! Esiste l'Amore e dentro c'è tutto! Tutto il bene, la gioia, la pienezza... la Sapienza, Scienza, Intelletto... ma anche e soprattutto l'Umiltà e la Piccolezza. Lo sai che Dio è Umile? Se non lo fosse, non avrebbe fatto le cose più importanti e più belle piccolissime... invisibili!
Si, caro red, l'Amore è una "dipendenza" se con questo termine intendi un fascino e una attrazione fatale (a cui, una volta conosciuto, non ci si può sottrarre...). Bello però! E totalizzante nel senso più pieno immaginabile.
Alkall
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#37    18 Febbraio 2009 - 17:14
 
Carneficeeeeeeeeeee...!!!!1
Lo vedi Alkall? Mi ama.
qeul che e' peggio... e' che non sono liberooooooooo

Scherzi a parte, lo vedi che si finisce nel paradosso? Se l'amore di Dio e' cosi' sconfinato, che me ne faccio io del mio arbitrio? Tanto non sapro' resistergli, fossi pure satanasso in persona. NON AVRO' SCELTA.

Ma e' poi vero che Dio e' ESCLUSIVAMENTE infinito amore? Ma non dovrebbe essere infinito... in ogni direzione?
E se fosse anche infinita IRA ????

In ogni caso verremo annientati.

C'e' pero' un opzione: quella dell'equilibrio. Guarda un po' come il dubbio potrebbe rappresentare un sostegno ideale all' INFINITO equilibrio....

red
utente anonimo

#38    18 Febbraio 2009 - 22:52
 
eh,eh,eh...
Mi fai morir dal ridere...
Alkall
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#39    04 Giugno 2009 - 11:15
 
sai qual e' la mia croce fratello bello ? Praticamente da sempre?

la paura. Non e' leggera.
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#40    04 Giugno 2009 - 20:01
 
Non vorrei banalizzare, ma è la croce di molti... La fede sconfigge la paura (tutte le paure!), e porta la pace nel cuore. E' proprio la lieta sorpresa di chi si abbandona al Signore. Riceve il dono della pace che dura sempre.
Non stò scherzando...
Un abbraccio.
Alkall
PS: Quando hai paura hai qualcuno vicino che ti può comunque un po' consolare... Ricorri a lei.
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#41    05 Giugno 2009 - 13:35
 
Anche Dumbo aveva paura. E la superò grazie alla piuma magica. Affidandosi ad essa. Ma quando la piuma venne a mancare il terrore lo colse. Poi però capì. Non era la piuma a sorreggerlo, che di magico nulla aveva, ma la sua forza di volontà.
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#42    05 Giugno 2009 - 14:42
 
Beh, allora, auguri...
Alkall
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#43    05 Giugno 2009 - 16:12
 
Di che?
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#44    05 Giugno 2009 - 22:20
 
Visto che sei convinto che con la tua buona volontà puoi sconfiggere le tue paure, ti faccio tanti auguri di riuscirci... anche se mi scappa da ridere...
Alkall
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#45    06 Giugno 2009 - 01:31
 
Ho detto una cosa diversa. Rileggi.
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#46    06 Giugno 2009 - 06:48
 
La magia non mi ha mai interessato...
Alkall
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#47    07 Giugno 2009 - 02:06
 
Ho detto una cosa diversa. Rileggi. (e due)
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#48    09 Giugno 2009 - 16:50
 
la piuma di dumbo e' un esempio azzeccatissimo.

Io ho paura di morire ma saro' capace di farlo. Anche senza piuma.
Anche senza fede.

Intendevi questo Asmenos?

ps
non mi dimentico diObama
:)
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#49    09 Giugno 2009 - 18:26
 
Avete visto il film Memphis Belle?
Alkall
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#50    11 Giugno 2009 - 09:27
 
è un bombardiere americano_?
Io non l'ho visto il film. Fa riflettere?
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#51    11 Giugno 2009 - 11:35
 
Si, è un film di guerra, molto bello e profondo. Bisogna vederlo più volte per capire i dettagli... Mostra la superstizione degli amuleti dell'equipaggio del B17... per questo l'ho citato.
Alkall
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#52    12 Giugno 2009 - 08:13
 
??
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